Preservativi meno cari e distribuiti nelle scuole, ecco la proposta

29 Maggio 2017
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Preservativi meno cari e distribuiti nelle scuole. - scrive studio Cataldi - Arriva la proposta di legge per il sesso sicuro, presentata ad aprile e ora è all'esame in sede referente già dal 9 maggio alle commissioni riunite istruzione pubblica, beni culturali e igiene e sanità.
Si tratta di una iniziativa dei senatori Mattesini, Maturani, Albano, Astorre, Cirinnà, Cuomo, Elena Ferrara, Lo Giudice, Pagliari, Pezzopane, Puppato, Spilabotte e Zanoni dal titolo "Disposizioni in materia di educazione all'uso della contraccezione e alla sessualità consapevole per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili".
L'obiettivo è chiarito dalla linee guida del ddl ossia si punta all'attuazione «di campagne informative sulla prevenzione e sulla lotta all'HIV e alle malattie sessualmente trasmesse presso gli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore e universitari al fine di sensibilizzare i giovani sulle malattie sessualmente trasmissibili, all'uso del profilattico e ad una sessualità consapevole». L'Italia, rispetto agli altri Paesi europei è ancora molto indietro.
Aliquota ridotta per i profilattici
«Per questo – si legge nel ddl - serve una legge che preveda la riduzione dell'aliquota IVA sui profilattici e favorisca campagne di informazione e sensibilizzazione sul sesso sicuro e sull'uso del preservativo promuovendo una sessualità consapevole, accompagnando i giovani nella loro naturale scoperta della sessualità, senza paure e vergogne, favorendo la piena consapevolezza e la piena padronanza degli strumenti, culturali e pratici, della prevenzione». Per far sì che diventi «strumento principale di prevenzione, il profilattico deve avere un costo accessibile e deve trovare spazio nei luoghi quotidiani della vita degli studenti, primi fra tutti le scuole secondarie superiori e le università». Come riportato da Quotidiano Sanità, per la senatrice Donella Mattesini, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza si tratta di un decreto indirizzato ai giovani «che vuole riportare all'attenzione politica e mediatica il tema della sessualità consapevole e della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) ormai relegato alla sfera personale e all'informazione sui social, mentre sono in crescita malattie come l'Aids che hanno il loro principale canale di contagio nei rapporti sessuali non protetti con costi umani e finanziari enormi. Un tema assai delicato che ha bisogno di una rinnovata responsabilità politica istituzionale, i dati forniti dal Censis ci dicono infatti che tra i giovani fra 12 e 24 anni solo il 15,3% si considera ben informato sul tema. Pochi conoscono la differenza tra metodi di contraccezione, come la pillola, e metodi per prevenire infezioni sessualmente trasmesse, come il profilattico. Anche la conoscenza di queste malattie è bassa. Il 90% le identifica con l'AIDS, ma solo il 15% conosce l'Hpv, il 13% la gonorrea, il 11% le epatiti, il 6% la clamidia».

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