Ucciso a seguito di una violenta lite con la moglie, il figlio confessa  "sono stato io  ad ucciderlo nel tentativo di liberare mia mamma". Il fatto si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri  in un caseificio ad Alife, a morire lo stesso proprietario. Secondo il racconto fatto, dalla moglie e dal figlio,  dopo una lite violenta con la moglie il figlio è intervuto e per liberare la mamma dall'aggressione subita dal padre ha lanciato degli oggetti tra questi un coltello che lo ha colpito mortalmente.

IL FATTO - Nella tarda serata di ieri, i carabinieri della Stazione di Alvignano (CE), sono intervenuti in via San Gervasio ad Alife (CE), a seguito del decesso per lesioni “all’emitorace sinistro con emopericardio al iv° spazio intercostale” di Leggiero Giuseppe, cl. 1967, imprenditore.

Da una prima ricostruzione dei fatti si è appreso che nel pomeriggio precedente la moglie del defunto, Navarra Patrizia, cl. 1968, con l’aiuto del figlio Leggiero Daniele, cl. 1989, aveva trasportato il coniuge presso l’ospedale di Piedimonte Matese asserendo che questi era stato vittima di un incidente sul lavoro verificatosi mentre erano intenti alla lavorazione di latticini all’interno del caseificio di loro proprietà. Poco dopo Leggiero Giuseppe decedeva a seguito delle lesioni riportate.

Sin dai primi accertamenti e a seguito dell’immediato sopralluogo, i militari dell’Arma hanno rilevato che l’area indicata come luogo dell’incidente era estremamente pulita e in ordine e la ricostruzione dei fatti riferiti dalla donna portava a versioni tra loro contrastanti. Nel corso dell’interrogatorio la stessa ha rilasciato una confessione completa confermando di aver colpito, nel corso di una violenta lite, il coniuge con un coltello utilizzato per la lavorazione casearia.

Navarra Patrizia ha altresì riferito che i motivi del delitto sono da ricondurre al carattere violento ed alle continue aggressioni fisiche e minacce verbali di cui era stata vittima negli anni da parte del marito e per le quali non ha mai sporto denuncia.

La salma è stata trasportata presso l’Istituto di Medicina Legale di Caserta per il successivo esame autoptico.

L’arrestata è stata accompagnata presso la casa circondariale di Pozzuoli (NA) e posta a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Le ulteriori serrate indagini scaturite dall’incongruenza delle dichiarazioni rese dalla donna hanno insospettito gli inquirenti portando alle ore 02.30, all’arresto di Leggiero Daniele, cl. 1989, figlio di Leggiero Giuseppe, il quale ha confutato la dichiarazione resa dalla madre Navarra Patrizia, cl. 1968 e, alla presenza del difensore di fiducia giunto unitamente allo stesso, ha rilasciava atto di confessione dichiarandosi responsabile della morte del padre.

Lo stesso ha precisato di essere intervenuto presso lo stabile adiacente alla loro abitazione, adibito a caseificio, per cercare di sedare l’ennesima lite tra i suoi genitori.

Nel corso del suo intervento ha cercato di allontanare il padre, intento ad aggredire fisicamente la madre, spingendolo verso il fondo dello stabile e, gettandogli contro tutti gli oggetti che aveva nella disponibilità, nel tentativo di bloccarlo, lo ha colpito con un coltello al torace.

Il Pubblico Ministero, alle ore 05.00, di questa mattina, dopo l’interrogatorio, ha disposto l’immediata liberazione di Navarra Patrizia e contestualmente applicato al Leggiero Daniele la misura cautelare del fermo sottoponendolo al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

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