Di Maio: 'In banca ho fatto bonifici per 150mila euro. Vicenda un boomerang'

14 Febbraio 2018 Author :  

"Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo. Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani". Lo ha detto Luigi Di Maio parlando al comitato elettorale.

"Ho effettuato bonifici al fondo del microcredito per un totale di oltre 150.000 euro, certificato dal direttore della banca. Ho anche rinunciato alle indennità aggiuntive da vice presidente della Camera. In tutto ho restituito o rinunciato in 5 anni di legislatura a più di 370.000 euro". Così su Fb il leader M5S Luigi Di Maio dove conferma: "Oggi ho incontrato Filippo Roma de Le Iene. Come promesso abbiamo verificato tutti i bonifici che ho effettuato".

"Alcuni portavoce hanno violato le nostre regole e non hanno donato tutto quello che avrebbero dovuto. Un tradimento dei nostri principi e della fiducia dei nostri iscritti. Per questo saranno cacciati dal Movimento e si sono impegnati a rinunciare all'elezione. La stragrande maggioranza dei nostri portavoce hanno ottemperato gli impegni presi e infatti nel fondo per il microcredito ci sono oltre 23 milioni di euro", ha scritto ancora Di Maio su Fb dove ricorda: "Abbiamo chiesto al Mef l'elenco completo dei bonifici e chi non risulterà in regola per me è già fuori. Non facciamo sconti a nessuno, tantomeno a noi stessi e pubblicheremo la lista completa".

"Questa vicenda sarà un boomerang per tutti i partiti che ci stanno attaccando perché ora per i cittadini è chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all'ultimo centesimo. Il tempo di concludere le verifiche e per chi ha fatto il furbo non ci sarà più posto nel Movimento. Per noi le regole sono sacre e questa è una garanzia per gli italiani", ha detto Di Maio parlando al comitato elettorale.

Bernini, estraneo a fatti, querelo Le Iene - "Apprendo che il mio nome è stato inserito tra coloro che hanno 'falsificato le restituzioni'. Sto cercando di caricare gli storici della Banca Etica in formato PDF sul mio profilo Facebook per dimostrare la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono imputati". Così il deputato M5s Massimiliano Bernini che attacca: "annuncio querela alla trasmissione Le Iene".

Della Valle lascia il M5s - "Ho sbagliato e ho deluso tutti: colleghi, amici, collaboratori, gli attivisti che mi hanno sempre sostenuto. Non mi soffermo sui problemi finanziari e personali che mi hanno portato a tutto questo, non sono scusanti". Così, dopo essere finito nella lista de Le Iene il deputato M5s, Ivan Della Valle sulla sua bacheca Fb dove saluta gli attivisti: "questo sarà il mio ultimo post come rappresentante del M5s". Della Valle, essendo al secondo mandato, non era ricandidato con il M5s.

M5s: Cozzolino, pronto a passo indietro - Emanuele Cozzolino, deputato M5s finito nella lista de Le Iene per le mancate restituzioni si dice "pronto a fare un passo indietro, se mi verrà chiesto, nell'interesse del M5s". Il deputato che annuncia di voler a breve pubblicare "un report con tutte le ricevute dei versamenti" effettuati ed ammette: "a fronte di problemi personali, ho mancato di versare circa 13.000 euro".

Le Iene, ecco nomi di tutti i 10 'falsificatori' - Silvia Benedetti; Massimiliano Bernini; Maurizio Buccarella; Elisa Bulgarelli; Andrea Cecconi; Emanuele Cozzolino; Ivan Della Valle; Barbara Lezzi; Carlo Martelli; Giulia Sarti. Sono questi, "secondo la fonte delle Iene" i "primi 10 nomi" dei parlamentari che avrebbero "falsificato le restituzioni di parte degli stipendi al Fondo per il microcredito".

Il candidato premier M5S si è presentato in mattinata negli uffici dell'Istituto di credito che è a Montecitorio. In sua compagnia, oltre allo staff M5S, c'era l'inviato de "Le Iene", Filippo Roma, tra gli autori dell'inchiesta sulle "restituzioni" dei parlamentari M5S. La presenza di Di Maio in banca mostrerebbe la volontà del leader di fare chiarezza sulla vicenda: è presumibile che abbia chiesto allo sportello bancario di fornirgli copia dei bonifici al Fondo per il microcredito del Ministero dello Sviluppo sul quale i pentastellati devolvono parte del loro stipendio.

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