Agro - Salerno/ San Marzano sul Sarno. Crolli a porta Ovest, indagini chiuse per 35. C'è anche Andrea Annunziata

10 Novembre 2017 Author :  

Crolli a Porta Ovest, indagini chiuse. Concorso formale in abuso d'ufficio, danni, malversazione nei confronti dello Stato e falsità ideologica. Sono questi i reati contestati, a vario titolo, ai 35 indagati perla vicenda del crollo della galleria di Porta Ovest. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma dei sostituti procuratori Antimafia Vincenzo Senatore e Rocco Alfano, è dei giorni scorsi. Ma nelle trenta pagine dattiloscritte compaiono anche delle novità investigative. Nel mirino della procura finiscono ora anche Andrea Annunziata ed Ernesto Gismondi. Il primo perché, in qualità di presidente dell'Autorità portuale, «in esecuzione del medesimo disegno criminoso in tempi diversi, in violazione del codice dei contratti pubblici, avendo omesso la previa pubblicazione di un bando di procedura negoziata, intenzionalmente procurava a Gismondi, legale rappresentante della Artemide Italia srl». Ma non è l'unica contestazione mossa ad Annunziata. La curiosità: nella prima fase delle indagini e nella lunga querelle giuridica che ha portato più volte la magistratura a sottoporre a sequestro e poi dissequestrare il cantiere, l'Autorità portuale si era costituita parte civile. Ora, invece, sono addebitate proprio al suo presidente, una serie di gravi irregolarità amministrative che hanno consentito indebiti vantaggi patrimoniali ad alcuni tecnici. Per quanto riguarda invece gli altri indagati si tratta di Vincenzo Manganiello, Francesco Maria De Rosa, Mario Vitale, Francesco Giuliano, Antonio Valente, Raniero Fabrizi, Danilo La Piana, Maurizio Aiardo Esposito, Giuseppe Miceli, Guglielmo De Iulo, Maurizio Ferrara, Massimiliano Insigne, Vittorio Insigne, Dario Lamonica Miraglio, Elio Spagnolo, Riccardo Acemese, Fabrizio Pellegrini, Maria Annunziata Raso e Raffaele Giordano. Tredici le contestazioni mosse dalla procura di Salerno. A partire dalTincarico affidato all'ingegnere Macchi da oltre 258mila euro, assegnato in supporto al Rup. Una «responsabilità» che secondo la procura ricade sul presidente Annunziata in assenza di una procedura di evidenza europea, incarico poi prolungato. Nel mirino degli inquirenti anche la variante sostanziale al progetto definitivo posto a base d’asta, fatta passare come semplici proposte migliorative. Progetto approvato dal presidente Annunziata. Nel mirino della procura, inoltre, anche il subappalto alla Impertex e il mancato consolidamento degli scavi e dei crolli. L'attenzione degli inquirenti si è soffermata anche su alcune operazioni sospette come quelle con la Unicredit Factoring. Acernese, Miceli e Manganiello (tutti della tecnis) avrebbero utilizzato i pagamenti relativi allo stazo di avanzamento di alcuni lotti dei lavori (21.580.633,83) per fini estranei alle attività dei cantieri per un importo pari a 21 milioni e 474.701 euro.

 

 

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