Roccapiemonte. Giudice arrestato: prendeva soldi per la Rocchese e per un agriturismo

12 Dicembre 2017 Author :  

E' finito sotto accusa perché favoriva gli imprenditori a lui vicini e amici nelle cause civili in cambio di soldi per la Polisportiva Rocchese di cui era presidente onorario e per la realizzazione di un agriturismo che aveva creato sulla base di una truffa da oltre 200 mila euro: ai domiciliari il giudice di Roccapiemonte Mario Pagano, già in passato magistrato presso il Tribunale di Salerno e attualmente in servizio al tribunale di Reggio Calabria.

L’indagine, portata avanti dalla Procura della Repubblica di Napoli, si è avvalsa della stretta collaborazione della squadra Mobile di Napoli e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Secondo le accuse mosse dalla Procura, Mario Pagano avrebbe ricevuto in cambio denaro a beneficio della società Polisportiva Rocchese, di cui era presidente onorario e suo fratello Carmine Pagano ne era presidente ma poi, dimessosi, diventato sindaco di Roccapiemonte lo scorso giugno. Riceveva dai suoi “amici” anche denaro, cucine ed impianti di climatizzazione per un agriturismo a Roccapiemonte. Il noto giudice era già finito sotto inchiesta nel 2016 con le accuse di associazione per delinquere e rivelazione del segreto d’ufficio.

La corruzione viene contestata a Pagano ed all’imprenditore Luigi Celestre Angrisani, titolare di fatto della casa di cura Angrisani – Villa dei fiori di Nocera Inferiore, il quale avrebbe corrisposto, in più occasioni, somme di denaro per un totale di 65 mila euro a beneficio della Rocchese, oltre ad un orologio del valore di 20 mila euro, ed avrebbe altresì provveduto ad assumere, presso la struttura sanitaria, diverse persone segnalate dal magistrato. Inoltre Pagano è accusato di corruzione in atti giudiziari, contestata con gli imprenditori Riccardo De Falco e Giovanni Di Giura, titolari delle case di cura Villa Silvia da Roccapiemonte e Materdomini, i quali avrebbero corrisposto, in più occasioni, somme di denaro per un totale di 40 mila euro a beneficio della Rocchese. Inoltre è accusato di corruzione in atti giudiziari, con l’imprenditore Roberto Leone, titolare della society Royal Trophy, il quale avrebbe corrisposto, in più occasioni, forniture gratuite di materiale sportivo a beneficio della Rocchese. In più al giudice è anche contestata la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per un finanziamento regionale di oltre 300 mila euro a beneficio della società cooperativa Eremoin per la realizzazione di un agriturismo in Roccapiemonte, ottenuto mediante una serie artificiosa di operazioni fittizie. In più, Pagano è anche accusato di falso in atto pubblico, contestato in più al consulente fiscale Antonio Piluso, relativo alla realizzazione di una falsa denunzia di smarrimento di assegni apparentemente utilizzati per la costituzione del capitale sociale della Eremo, e dunque finalizzata al compimento della truffa aggravata. I due sono anche accusati di corruzione in atti giudiziari.

Sono in più contestati al giudice tre episodi di corruzione in atti giudiziari in relazione a favoritismi nella gestione di cause riferibili alle società Plus giocolegale limited, Sacar Forni e Termoidris, i cui titolari, in cambio di favoritismi nella gestione delle cause in cui erano interessate le rispettive società, avevano assicurato a loro volta favori. In particolare, la Plus giocolegale limited aveva assicurato una corresponsione di un contributo in denaro a favore della Rocchese e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 200 mila per la realizzazione della truffa aggravata. Per il giudice, disposto anche il sequestro preventivo di beni per 500 mila euro.

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