Scafati. Incarico senza bando al Piano di zona, 5 stelle: "Di Somma, ancora soldi pubblici senza trasparenza"

11 Gennaio 2018 Author :  

Scafati in movimento dice la sua sull'ultimo affidamento diretto del Piano di zona e interroga la commissione di Scafati. “Il Piano di Zona non finisce mai di stupirci, ci delude che l'atteggiamento non sia cambiato con la presenza nel Coordinamento istituzionale della commissione Straordinaria . Il 2018  è iniziato con due "doni" : la Determina dirigenziale N. 3 del 05/01/2018 la Determina dirigenziale N. 5 del 09/01/2018 – spiega Scafati in movimento - L'affidamento da 7000€ per la comunicazione istituzionale alla ditta Media Leader società cooperativa  per  comunicazione invece ci lascia perplessi perché non ne avvertiamo l'urgenza né tanto meno la trasparenza. Perché non si è proceduto ad un avviso pubblico? Perché ci si è limitati ad una trattativa al ribasso, la cui base resta avvolta nel mistero? Di quanto è stato il ribasso? Il 2 Gennaio si è  avviata la trattativa, il 4 si è conclusa, il 9 si è firmato il contratto. Si è avuto il tempo di verificare i requisiti richiesti, sempre che ce ne fossero stati o se era tutto regolare?  La società aveva tutti i requisiti e il minimo di "esperienza" previsti, non vorremmo che nella fretta , ad esempio, ci ritroviamo a pagare una società che potrebbe risultare ancora "inattiva"? Chiediamo che la Coordinatrice Di Somma risponda e ci illumini, sono soldi pubblici e va data la massima trasparenza. La commissione straordinaria cosa pensa di questa procedura?”.

IL CASO DEL CENTRO ANZIANI DI BAGNI -  Sul piano di zona, ancora Scafati in movimento: “Partiamo dalla decisione di riaprire il centro sociale di Bagni. Premesso che è un dovere sociale aggregare gli anziani e favorire la loro socialità, quello su cui non siamo d'accordo sono i metodi con cui si perseguono questi nobili e doverosi obiettivi. La vicenda del centro anziani di Bagni è stata sempre emblematica per capire come la politica gestiva le risorse. Un rapido excursus della vicenda aiuterà a capire. Il centro aveva sede in un locale vicinissimo alla piazza, dunque il pigione era di circa 700€  che regolarmente non veniva pagato e per questo ne fu chiesto lo sfratto. Così si provvedette a fittare un locale più lontano, dunque meno ideale, anche se si dichiarò falsamente che era nelle prossimità del campo di bocce, alla modica e conveniente cifra di 1400 euro. I 1400 euro sono stati sempre puntualmente pagati. Quello che ci siamo sempre chiesti è : come mai 700 euro non si pagavano o riuscivano a pagare mentre per il doppio si trovavano le risorse? Nel frattempo è arrivata la Commissione Straordinaria e aveva deciso nell'ambito dei tagli di non rinnovare il contratto da 1400 euro. Tutto cambi affinché nulla o poco cambi, infatti il centro chiuso esce dalla porta e rientra dalla finestra, ad aprire la finestra è stato il piano di zona di cui la commissione straordinaria rappresenta il comune capofila , ovvero il nostro. Ebbene non tenendo conto dell'operazione prettamente "politica" dell'ex amministrazione sciolta per camorra, riaprono il centro con i soldi del piano di zona nello stesso locale, facendo scendere il fitto a 1000 euro, come se bastasse il minor costo a lavare via l'indecente quanto esosa vicenda legata a questo centro – continuano gli attivisti - Per non parlare dell'opportunità o del dovere di dare un taglio ai ponti che ci legano con le scellerate scelte passate. D'altronde, per quanto riguarda il piano di zona, il mancato cambio di rotta si è avvertito quando si è appreso che la stessa Commissione aveva chiesto, come dalla dirigente dichiarato, alla coordinatrice Di somma di ritirare le dimissioni. Ricordiamo che la Di somma è indagata nell'ambito dell'operazione dell'antimafia Sarastra e la sua casa fu perquisita nel luglio scorso. Alla faccia del ripristino della legalità e anche del principio di rotazione nella pubblica amministrazione dettati dall'anticorruzione dei ruoli soprattutto apicali . Chiudendo sul centro ora ci chiediamo:  se si fossero offerti 700 al proprietario dell'ex centro , avrebbe accettato? Si è provato? Si doveva provare? Si poteva o doveva fare una ricerca di mercato? Era l'unico locale libero in zona? Ripetiamo il centro è giusto che ci sia , le nostre perplessità sono per il metodo, non solo per le cifre. La commissione straordinaria che ne pensa?”.

 

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