Castel San Giorgio. Fiadel: "Rifiuti, nuovi addetti? uno scempio, il Comune si fermi"

14 Febbraio 2018 Author :  

Ciclo integrato dei rifiuti a Castel San Giorgio, la sindacalista Lucia Pagano della Fiadel, scrive al comune chiedendo dei chiarimenti. Infatti nella missiva indirizzata al sindaco di Castel San Giorgio Paola Lanzara, al segretario generale Maria Cecilia Fasolino, all'assessore all'igiene Giovanni De Caro e al comandante della stazione dei carabinieri, si legge: "L'organizzazione sindacale nel richiamare le precedenti comunicazioni relative alla delibera atto di indirizzo per l'organizzazione di alcune fasi del ciclo comunale di rifiuti solidi urbani deve denunciare uno scempio. Si rileva che con questa determina l'Ente ha disposto una proroga del servizio fino al 13 febbraio alla società Tecnonew Srl con i detti lavoratori nelle more dell'espletamento della procedura in base alla legge regionale. Si ritiene pertanto che alla luce delle sollecitazioni della scrivente nei rilievi mossi davanti al Tar di Salerno, l'Ente avesse riconsiderato l'opportunità di portare a termine tale e legittimo proposito. Anche in ragione di ciò, l'udienza fissata davanti al TAR per la sospensiva del provvedimento per il 7 febbraio non veniva trattata procedendo all'abbinamento al merito. Sta di fatto che nella delibera di giunta pubblicata soltanto il 9 febbraio l'ente ritornando sui suoi passi ha riavviato la procedura di avviamento al lavoro di 10 unità da adibire alla raccolta differenziata Porta a porta con la sostituzione dei lavoratori impegnati”.

La denuncia della Fiadel

“ Giunge notizia che l'ente – scrive la Pagano - per sopperire nel medio termine alla mancanza di personale intende utilizzare dipendenti comunali e lavoratori Lsu. È appena il caso di chiarire che questi lavoratori non possono e non devono essere adibiti a mansioni diverse dal progetto presentato dal comune che tutti i lavoratori dell'igiene urbana devono seguire un corso di formazione sottoporsi alla profilassi obbligatoria per questi servizi prevista dalla normativa della sicurezza del lavoro. I profili professionali dei dipendenti comunali non rispondono a questi requisiti. Via una palese violazione dei decreti legislativi Madia e anche dalle linee guida dettate dall'Anac, escludono radicalmente formule tipiche di gestione diretta da parte dei comuni del servizio di igiene ambientale. Tale vicenda lascia sgomenti e ci si chiede il perché di tale accanimento nei confronti di 10 lavoratori che pur avendo diritto alla conservazione del posto di lavoro, vengono sostituiti con altri addetti alimentando un'aspettativa che è del tutto infondata”.

“Le ragioni dell'Ente? Non sono nobili”

“Le presunte ragioni del risparmio la ricaduta in termini occupazionali sono insussistenti e lasciano intravedere altre meno nobili ragioni nell' ossidazione nella condotta non improntata a criteri di ragionevolezza buona fede e correttezza che ci si aspetterebbe da un ente che deve essere gestito solo nell'interesse della collettività – scrive Pagano della Fiadel - Ci attendiamo quindi l'immediato ritiro delle delibere con il pieno ripristino della legalità garantendo la continuità occupazione degli attuali dipendenti e chiedendo da parte di chi è titolato gli opportuni interventi per accertare se vi siano violazioni delle norme imperative” la denuncia è firmata dalla segretaria Provinciale Fiadel Lucia Pagano.

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