Consorzio di bonifica, una bomba pronta ad esplodere: rischio tagli sui dipendenti | Il dossier

15 Aprile 2018 Author :  

Situazione debitoria imbarazzante al Consorzio di Bonifica del comprensorio del Sarno: è il momento dell'aut aut per l'ente regionale. Martedì, un incontro pubblico con tra dipendenti, sindacati e azienda per fare un punto dopo la proposta di Ape (prepensionamento) presentata per circa 14 dipendenti nonché la possibilità avanzata sul passaggio di contratti da full time a part time per i lavoratori dell'Ente. L'Ape porterebbe ad un risparmio di circa 500 mila euro all'anno, il taglio dei contratti invece non è ancora stato quantificato come potrebbe giovare all'Ente ma è stato abbastanza per allarmare i lavoratori. Nel corso della riunione dell'11 aprile 2018 la dirigente Lamberti spiega come al Consorzio, il debito accumulato negli anni sia di circa 50 milioni, ma tra rientri e riorganizzazione, ora si parla di una cifra che si aggira sui 35 milioni circa (da quantificare in attesa di bilancio). Come si è arrivati a tanto?

Il crac Consorzio

Nel bilancio di previsione esercizio 2017, la situazione che era emersa era già drammatica, ma le cose potrebbero peggiorare senza un serio intervento da parte della Regione Campania. Dopo anni di gestione commissariale iniziata con il dottore Antonio Setaro nel 2014, a seguito di una forte crisi che ha riguardato il Consorzio, dal 2015 è stato nominato come commissario straordinario Mario Rosario D'Angelo. Già nel 2016 consorzio aveva avviato un piano di ristrutturazione inviando una nota all'Inps per individuare il personale in possesso dei requisiti pensionistici e poi nel 2017 era stata avviata la procedura di esubero del personale per ripristinare parte dei bilanci. La procedura era stata poi sospesa dopo la richiesta della Regione Campania del 4 aprile 2017. Il consorzio ha inviato diverse richieste al personale dipendente, di pensionamento o prepensionamento, in modo tale da riuscire a tenere sotto controllo le spese per il personale. Il consorzio però dall'INPS non ha ancora avuto risposte esaustive in questo senso. La situazione economico-finanziaria intanto continua a crollare.

Conti pignorati

Intanto nel 2012, c'era stato il blocco del conto corrente di tesoreria presso il Banco di Napoli vista l'alta esposizione dell'ente consortile. A peggiorare la situazione era stato un contenzioso con un'azienda che era costato non poco alle casse consortili e si era concluso solo nel 2015 in virtù di un concordato. E i concordati, si sa, si pagano.

Lo stato di agitazione dei dipendenti degli anni scorsi

Queste circostanze economiche di forte esposizione avevano addirittura costretto l'ente nel 2013 a non poter sopperire al regolare pagamento delle retribuzioni del personale dipendente e ne erano emersi momenti di forte agitazione da parte dei dipendenti, tanto che si era arrivati a discuterne in prefettura. Dal 2013 al 2015 il Banco di Napoli ha rifiutato diverse volte il consorzio per la posizione economica ma la situazione non sembra andata a migliorare, addirittura finendo in tribunale. Per quanto riguarda i pagamenti e le retribuzioni oltre a spese urgenti e indifferibili sono stati eseguiti tutti, ma solo con l'intermediazione della società di gestione delle entrate consortili Campania bonifica. Per il resto da un punto di vista fiscale ed economico la situazione è tutt'altro che facile. Basti pensare che i risultati dell'esercizio 2017 del Consorzio di Bonifica del comprensorio dell'Agro hanno un riscontro di 3 milioni e €476000. I contributi sono di 14 milioni circa mentre i costi della produzione arrivano quasi a 17 milioni e all'interno bisogna anche calcolare la svalutazione dei crediti per un ammontare di 5 milioni e mezzo circa. La situazione è davvero drammatica per un disavanzo in negativo vertiginoso già solo 2017. Ora, tra 15 giorni, si dovrà approvare il documento fiscale del 2018 e la musica non sembra cambiata.
Dal 2012 sono iniziate quindi queste criticità di cui è stata sempre informata la regione Campania ma, senza soluzioni. Ora il coniglio dal cilindro lo tira fuori il Consorzio con il commissario Mario Rosario D'Angelo proponendo, da parte “pubblica” il taglio ai contratti e i prepensionamenti.

Sanare il debito tagliando i lavoratori?

Ma davvero si può pensare di gravare sui lavoratori per risolvere i maxi debiti del Consorzio? Qual è la vostra posizione su questa proposta di taglio? “A dire il vero, noi abbiamo deciso di indire una riunione anche per far rendere conto ai lavoratori della gravità della situazione di cassa del Consorzio. La colpa di questa situazione è della Regione che non chiarisce cosa ne vuole fare di questo ente – spiega Aniello Garone, sindacalista provinciale della Cisl - Non è chiara qual è la posizione della Regione in merito al pagamento sui fondi extra agricoli, che in parte rientrano in competenze Gori e in parte del consorzio. La regione, non chiarendo la suddivisione, ovviamente ci sta facendo accumulare mancati incassi e sta creando non poche difficoltà al consorzio, che ad oggi è una sorta di bomba ad orologeria. Martedì ci sarà un incontro con i lavoratori e con il dirigente dell'area amministrativa, la dottoressa Lamberti in cui si chiarirà quali sono le alternative (come l'Ape) che anche gli stessi dipendenti devono cercare di mettere in campo per risolvere ed aiutare a tenere sotto controllo la situazione del consorzio. Da parte nostra c'è la massima disponibilità e collaborazione, ma allo stesso tempo, la Regione deve attivarsi per risolvere il problema del consorzio che non è più facile da tenere sotto controllo. Il commissario ha messo in campo tutto il suo anche con azioni contro la Gori, per cercare di risolvere la problematica ed è riuscito a garantire soltanto un mese di arretrati sugli stipendi. Però, al di là dei 14 lavoratori che possono avere diritto all'Ape sociale e potrebbero far risparmiare all'Ente circa mezzo milione l'anno, la situazione è molto più grave e va affrontata nei tavoli istituzionali competenti senza fare più chiacchiere”.

Il nuovo commissario

Quando nel 2015 è arrivato il nuovo commissario al consorzio la situazione che aveva di fronte era davvero drammatica. Nello specifico si aveva a che fare con una situazione debitoria di 38 milioni di euro con stipendi arretrati per circa 7 mensilità oltre a tredicesima e quattordicesima. Anche il caos gestionale era di non poco conto: nessun bilancio pubblicato dal 2012 al 2015, quindi tutti calcoli fatti a piacere. Per non parlare del fatto che era stato lo stesso commissario Setaro prima di andare via a specificare alla Regione come il problema principale derivava sia dal contenzioso con l'impresa che aveva portato le casse al ko, ma anche con la situazione dovuta la mancata riscossione da parte dei comuni di alcuni servizi e ruoli. Per non parlare del fatto che la Regione, in particolare l'assessorato all'agricoltura, da anni non aveva stanziato i contributi integrativi per la manutenzione e anche i ritardi, avevano fatto accumulare non pochi debiti anche con l'Enel e quindi gestire il consorzio era diventato davvero un'impresa. Per circa 2 milioni all'anno il consorzio perde fondi nell'incertezza amministrativa, un'aliquota del 30% sui ruoli e questo vuol dire che la crescita a queste condizioni è impossibile.

Cosa è cambiato con D'Angelo?

A distanza di 3 anni con l'arrivo del commissario D'Angelo la situazione doveva essere migliorata sotto certi aspetti, ma non sotto altri non sembra esserci una soluzione. Infatti nella riunione dell'11 aprile del 2018 relativamente alla nota del collegio dei revisori dei conti ne emerge una gravissima situazione che riguarda le casse consortili. Quello che preoccupa è il fatto che non sono state pagate alcune istanze fiscale del consorzio ed infatti, anche lo stesso ritardo dell'emissione dei ruoli 2018, è dovuta alla mancata approvazione da parte della regione Campania del nuovo piano di classifica, nonostante sia trascorso un anno dalla sua adozione. La situazione è davvero drammatica se si parla di un patrimonio netto negativo di oltre 8 milioni di euro. Il costo del lavoro di ogni anno ammonta a circa 6 milioni di euro e non si riesce però a coprire con il ruolo annuale del consorzio. Occorre diminuire il costo del personale. Ecco perché la proposta è quello di spingere molti dipendenti che hanno requisiti a utilizzare lo strumento dell'Ape, ovvero della pensione sociale anticipata. Inoltre è stato chiesto anche di trasformare il rapporto di lavoro da full-time a part-time in modo tale da avere un notevole risparmio per le casse. La frase che inquieta da un punto di vista economico finanziario sta nelle parole del dirigente dell'area amministrativa Lamberti che spiega come il debito accumulato nel corso degli anni sarebbe di circa 50 milioni di euro.

Perchè tanti debiti?

Ma qual è il problema del Consorzio? “Essenzialmente il problema sta nella gestione da parte della regione Campania in quanto non è mai stato chiarito quali sono i punti che la regione deve sostenere per andare incontro alle esigenze finanziarie dell'Ente. La legge del 1994 che disciplina la gestione dei consorzi è carente sotto certi aspetti e la Regione dovrebbe intervenire riformando in merito a chi paga soprattutto sui ruoli extra agricoli, oltre quelli di bonifica. Gli extra agricoli riguardano nello specifico almeno il 70% di quelli del consorzio del comprensorio del Sarno – spiega Garone - La regione mentre fino a qualche anno fa erogava i fondi per la manutenzione di circa un milione e mezzo di euro, adesso si è liberata di quest'altro fardello creando non poche difficoltà alle casse consortili. E accumuli su accumuli, eccoci spalle al muro. La Regione deve ascoltarci”.

La ricetta di D'Angelo

Cosa può fare il commissario Mario Rosario D'Angelo davanti a questa situazione? Si può salvare il consorzio dalla liquidazione o sta per scoppiare una bomba sociale ed economica? “Quando sono arrivato al consorzio, i bilanci erano fermi al 2012 e quindi abbiamo calcolato il reddito nei bilanci successivi arrivando a quantificarlo in una cifra superiore ai 30 milioni di euro circa. Per cercare di rientrare deve essere la Regione a risolvere una problematica che non riguarda solo il consorzio dell'Agro nocerino-sarnese, ma anche altri consorzi che si trovano in situazioni addirittura peggiori. La cosa importante è affrontare il discorso. La problematica deve essere discussa sul tavolo regionale prevedendo di mettere in campo tutte le azioni possibili, nel frattempo ,per salvaguardare le casse del consorzio – spiega il commissario D'Angelo - Noi a questo scopo abbiamo messo in campo una serie di collaborazioni istituzionali che hanno come scopo proprio quello di far crescere le attività del consorzio di bonifica. Allo stesso tempo, dal mio arrivo si è cercato di ridurre il numero dei dipendenti che sono passati da 169 a 152, facendo riferimento a pensionamenti senza ulteriori assunzioni. La gestione è tutt'altro che facile ma ad oggi, si ragiona sulla messa in condizione di prepensionamento per circa 7 dipendenti e su tutte le azioni che potrebbero servire per abbassare il costo del lavoro, che è una delle voci più alte a cui non dobbiamo far fronte e che ovviamente va a gravare sulle casse pubbliche. A fine mese approveremo anche il bilancio 2018, che sarà reso pubblico sul Burc regionale e ad oggi, dobbiamo fare i conti con un disavanzo che ha creato le criticità già note e che vanno affrontate a livelli più alti di quello interno”.

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