L'ex commissario Setaro: "Ecco come stavo salvando il Consorzio di Bonifica ma poi..." | Il dossier

23 Aprile 2018 Author :  

 

 

 

Continuando con la nostra inchiesta sul Consorzio di bonifica Sarno, abbiamo ritenuto opportuno sentire anche l’opinione dell’ex Commissario dottor Antonio Setaro, al quale abbiamo chiesto:

Si è fatta veramente chiarezza, così come afferma l’attuale Commissario del Consorzio?

Ho letto anche io le varie dichiarazioni in merito e, per la verità, oltre a narrazioni un po’ estemporanee e forse anche confusionarie, mi son meravigliato che ci son voluti oltre due anni e non per far chiarezza, così come si afferma, ma per avere, spero, contezza sulla situazione economica in cui si trova il Consorzio. Non tanto l’attuale Commissario, che può anche non sapere, ma mi meraviglia (cosa strana) che la struttura apicale del consorzio non lo abbia, appena insediatosi, erudito su quei fatti importantissimi. Sarebbe bastato fargli leggere la relazione che inviai a De Luca ed al suo vice Bonavitacola, protocollo 13098 in data 31 luglio 2015 e cioè due mesi prima che lo stesso De Luca, mi defenestrasse facendo uso di motivazioni ridicole e a mio avviso non veritiere scritte dal Direttore Generale dell’assessorato all’Agricoltura, l'avvocato Diasco, per rendersi edotti della situazione contabile del Consorzio Sarno. Ebbene in quella relazione, oltre a descrivere il mio operato, era fotografata al decimale la situazione contabile del Consorzio. Da quella relazione si evinceva , tramite dati forniti dalla struttura, che nel mio breve, ma intenso, periodo avevo: pagato gli stipendi, per 5 mensilità più tredicesima e quattordicesima delle sette mensilità lasciate come arretrato dalla vecchia gestione; liquidati crediti, cosa che oggi non succede, per 3.473.911 euro verso terzi; chiusa, dopo oltre venti anni, la questione Maltauro per la quale, in passato, fu venduto il capannone alla CSTP per poter liquidare quel debito che puntualmente non fu liquidato, mentre io, con un accordo saldo e stralcio con la Maltauro, ridussi e liquidai quel debito per un importo pari a 1milione e 700 mila euro invece che dei 5 milioni vantati da quell’impresa; avviato, cominciando ad incassare, il recupero delle somme dovute dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni e dall’ANAS; aperto ed avviato una trattativa per risolvere la vera questione che, era ed è rappresentata dalla GORI. Ma tutto ciò da De Luca, fu giudicato in modo negativo e quindi decise di cacciarmi. E questo con buona pace della Provincia e sicuramente di qualche sindaco debitore a lui maggiormente vicino.

Dottore ci può parlare in modo più particolare della questione GORI che sembra sia la madre di tutte le questioni.

Come dicevo, io avevo avviato delle trattative con i vertici della GORI, inoltre, avevo chiesto ed ottenuto incontri congiunti svoltisi, presso l’Assessorato all’Ambiente unitamente all’Assessorarto Agricoltura e l’Autorità di Bacino. Per la verità gli incontri fatti presso queste Istituzioni non portarono a nessun esito, mentre con la trattativa diretta, Consorzio GORI, si stava profilando un accordo tipo Maltauro e cioè un saldo e stralcio dove, alla fine, chieste la necessaria rateizzazione, la GORI, per nostro conto avrebbe potuto, per esempio, caricarsi il debito tributario. Se l’operazione si fosse conclusa, il Consorzio era definitivamente salvo. Ma vi ripeto, grazie alla decisione assunta da De Luca, le trattative furono interrotte e per quanto ne sappia non furono più riprese. Mi sembra di capire, invece, che l’attuale gestione abbia deciso per un recupero giudiziario di quelle somme. Se i fatti stanno così, devo dire che hanno fatto una bella frittata.

Perché dice così.

Deve sapere che la tariffa pagata dai cittadini alla GORI non è stabilita da questa società. Inoltre, la somma dovuta come tributo è composta da una serie di voci tra le quali doveva figurare anche quella riguardante il Consorzio, ma, purtroppo, così non è perché l’Autorità di bacino, Ente preposto alla formulazione di detta tariffa, non ha mai detto alla GORI di inserire anche quella voce. Per questo motivo, il consorzio non incassa nulla per quel servizio. Ora quando la GORI ha ricevuto o riceverà qualche ingiunzione di pagamento, si farà delle grandi risate, perché felicemente risponderà dando a giustifica le motivazioni appena dette, e cioè che nulla deve al Consorzio Sarno. Sicuramente poi, per i mancati incassi, consiglieranno il Consorzio di far appello alla Regione la quale, viste le proprie casse, risponderà perentoriamente picche. E mentre il contenzioso andrà avanti il Consorzio fallirà.

Ma la questione Sindacati ed i dipendenti del Consorzio.

Veda io ho avuto anche esperienze sindacali ed ho fatto parte del consiglio nazionale del sindacato dirigenti e quindi per il rispetto che ho per il sindacalismo evito di esprimere un parere. Per la questione dipendenti, poi, va detto che è vero che sono un problema, ma a mio avviso è fra gli ultimi da affrontare. All’attualità, mi preoccuperei più della produttività che era e, secondo me, resta bassa. Mi permetta, però, di evidenziare un fatto che mi ha colpito e meravigliato. Frequentando, ogni tanto Facebook, ho letto diverse dichiarazioni che trattavano, tra gli altri, il problema dipendenti. Nulla di nuovo sotto il sole, la cosa, però, che mi ha meravigliato è stata la condivisione manifestata dal mio amico Gino Marotta, commissario prima di me per circa 5 anni presso il Consorzio. La meraviglia sta nel fatto che veniva condivisa la questione occupazionale vista come un problema. Ma non fu durante la gestione del Commissario Marotta che i contratti furono trasformati, per quasi cento operai, da tempo determinato a tempo indeterminato, aggravando di spese il Consorzio? Ma com’è, allora si decise in un modo, mentre oggi si condivide una scelta diametralmente opposta? Forse, però, conoscendo l’intelligenza di Gino Marotta, sicuramente sarò stato io a leggere in modo errato la notizia.

Non credo, poi, che si vorrà negare che nel mio breve periodo di gestione son riuscito a pagare, stipendi, alcuni debiti per diversi milioni di euro, ho rafforzato la dote autoparco e mi fermo qui ma potrei aggiungere altro anche perché è tutto riportato in quella famosa ma, per qualcuno, ignorata relazione nominata all’inizio di questa intervista. Da ciò ne scaturisce che se si è capaci, i soldi si possono anche trovare, ameno che qualcuno non pensi che, all’epoca, li abbia messi io di tasca pur di dimostrare di essere bravo. In merito poi ai bilanci devo far osservare che se non stavo preparando il bilancio, da dove avrei attinto le cifre che erano racchiuse nella relazione inviata a De Luca? La verità è che per fare un bilancio serio, si necessita prima una ricognizione e classificazione puntuale del patrimonio, cosa che io avevo predisposto, e poi si passa alla fase successiva.

In chiusura, i problemi di quell’Ente sono tanti e vanno affrontati in modo tecnico, vanno, innanzitutto individuati gli sprechi, ed io lo feci, ad esempio con l’irrigazione che costa, se ricordo bene circa un milione di euro all’anno e da un introito di non più di 150 mila euro. In quel caso, avevo individuato una serie di prelievi abusivi di acqua, si è continuato in quella direzione o, andato via io, tutto si è fermato.

Come vede Direttore, i problemi sono così grandi che forse fece bene De Luca a togliere me che avevo solo una piccola esperienza professionale quale: una laurea specifica per quel ramo; delle specializzazioni prese in Italia e all’estero; un corso di specializzazione di un anno presso il FORMEZ; seminari presso la scuola della pubblica amministrazione a Caserta; 18 anni di progettazione e responsabilità didattica presso il centro CIFDA delle regioni Abruzzo, Campania e Molise, selezionando e specializzando, per conto di quelle regioni, oltre 350 tecnici Dottori agronomi che rappresentano l’ossatura tecnica presso i rispettivi assessorati all’agricoltura; 18 anni di Dirigenza regionale prima a foreste e poi all’ambiente e tante altre insignificanti esperienze. Ha fatto bene De Luca, così come ha riportato nel suo decreto scritto dal dottore Diasco a sostituirmi poiché non avevo cercato di fare le elezioni (falso) e quindi ero decaduto. Ha fatto bene, dicevo, a sostituirmi con una persona dal cui curriculum emergeva la giusta esperienza, se lo trovate quel curriculum leggetelo. Sia chiaro io non ho nulla nei confronti di chi mi ha sostituito e lo ritengo un ottimo professionista che, però, a volte forse mal consigliato, rilascia delle dichiarazioni leggermente imprecise. Vorrei, invece, sapere da De Luca e dall’Avvocato Diasco, dopo di me quando sono state tenute le elezioni. Se poi non sono state tenute, perché il mandato al mio successore è stato rinnovato per la terza volta? De Luca, haimè, usufruendo della possibilità di esprimere un voto disgiunto, votai preferendolo all’insignificante politica espressa da Caldoro e dalla sua giunta, visti gli esempi dati, credo debba smetterla di riempirsi la bocca con la parola “meritocrazia” perché, per quanto mi riguarda, il significato di quel sostantivo a lui è totalmente sconosciuto.

Egregio Direttore, la lascio con tre certezze: per il Consorzio i debiti aumentano; per De Luca e Diasco vale il detto “a loro insaputa”; l’opposizione politica, a tutti i livelli istituzionali, dorme sonni beati.

 

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