Sarno. "Piratavano" Sky e Mediaset, smantellata organizzazione: arrestati due sarnesi

16 Maggio 2018 Author :  
Attraverso indagini tecniche e "sul campo" e la meticolosa ricostruzione dei flussi finanziari, transitati per lo piu' su carte di credito prepagate o piattaforme web di pagamento, gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della capitale hanno ricostruito l'attivita' di "una struttura criminale piramidale" con fulcro nelle centrali "sorgenti" sistemate presso societa', attivita' commerciali, abitazioni private, garage e capannoni industriali: al loro interno, apparecchiature informatiche in grado di decriptare il segnale delle emittenti pay-tv Sky Tv e Mediaset Premium, utilizzando schede regolarmente acquistate dai membri del sodalizio o da terzi, poi fatto confluire su server esteri appositamente noleggiati. Dopo aver creato, in questo modo, il bouquet di canali, il gruppo criminale provvedeva ad abilitare i clienti privati alla visione, tramite codici di accesso, su smart-tv, personal computer, tablet e smartphone. Agli indagati vengono contestati reati in materia di pirateria audiovisiva e riciclaggio. Nei confronti di 12 di loro si procede anche per il reato di associazione per delinquere. Tra questi ultimi figurano i 5 italiani, ritenuti promotori del sistema, destinatari della misura di custodia cautelare (i primi 4 in carcere e l'ultimo agli arresti domiciliari): Antonino Sangregorio, 39 anni, residente a Lorrach (Germania); Raimondo Milone, 31 anni, residente a Sarno; Gianni Polito, 28 anni, residente a Pordenone; Luigi Diodato, 22 anni, residente a Sarno; Simone Maracchioni, 37 anni, residente a Zagarolo (Roma). L'organizzazione era articolata in piu' livelli: al vertice operavano le cosiddette "sorgenti", che provvedevano alla decriptazione del segnale e alla sua rivendita agli intermediari o reseller; questi, a loro volta, procedevano alla vendita del servizio ai clienti finali. A tali soggetti si affiancavano i "riciclatori", titolari o utilizzatori delle carte di credito sulle quali confluiva il profitto dell'attivita' delittuosa. Il grado di professionalita' raggiunto dal sodalizio e' stigmatizzato nell'ordinanza di custodia cautelare, in cui viene dato atto di "una capacita' organizzativa importante e finalizzata alla costituzione di un'impresa distributrice parallela in grado di fornire servizi del tutto analoghi alle aziende lecite, dalle verifiche di fattibilita' all'installazione del servizio, alla fornitura mantenendo standard adeguati fino anche all'assistenza tecnica alla clientela".

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