Abusivismo edilizio, dopo la sentenza allarme ruspe nell'Agro e nel Salernitano

06 Luglio 2018 Author :  
Gli immobili abusivi, una volta entrati nel patrimonio dei Comuni, devono essere demoliti e solo in via eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere conservati. Alla luce di questo principio fondamentale del governo del territorio, contenuto nel Testo unico sull'edilizia, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 140 depositata ieri (relatrice Silvana Sciarra), ha dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania n. 19/2017 sulla conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio dei Comuni, là dove consentivano ai comuni stessi di non demolire questi immobili - in particolare locandoli o alienandoli anche ai responsabili degli abusi - senza attenersi al principio fondamentale del Testo Unico sull'edilizia. Una vera e propria mazzata quella che la Corte Costituzionale ha inflitto alle speranze di tante persone che, spesso per l'impossibilita di attendere i tempi della burocrazia, hanno dovuto costruire case abusive. Per altro verso c'è anche chi gli abusi li ha fatti violando consapevolmente la legge e a titolo speculativo. Si stima che tra Salerno e provincia siano circa 28.000 gli immobili costruiti senza le prescritte autorizzazioni. Un dato che si riferisce in particolare agli ultimi dieci anni, quando è stata fatta una mappatura molto rigorosa, e che se allargato a tu tta la regione raggiunge quota 61.000 manufatti, tra abitazioni private e altre tipologie di costruzioni. Un problema gigantesco che, parlando della sola città di Salerno, coinvolge qualcosa come 12.000 immobili. Un dato peraltro approssimato per difetto visto che i controlli vanno avanti a fatica e ogni mese spuntano delle nuove opere non autorizzate, soprattutto nei meandri delle zone collinari. Non va meglio la situazione in provincia, con Cava de' Tirreni che e la città più colpita da questo fenomeno. Secondo le ultime stime sono 5.200 le costruzioni che andrebbero abbattute e che, invece, almeno in parte la legge regionale voleva salvaguardare. C'è da dire che nella Valle Metelliana si prosegue da anni in un'azione di contrasto ma vista la conformazione del territorio è difficile tenere tutto sotto controllo e, inoltre, c'è il problema delle prime abitazioni. Molte delle case abusive sono l'unico tetto su cui può contare la famiglia che ci vive. Problemi seri anche in tutto l'Agro Nocerino, con Sarno che stima 4.500 opere illegittime, e nell'area a Sud di Salerno. In litoranea, nelle zone di competenza dei Comuni di Pontecagnano, Battipaglia ed Eboli, siamo a circa 5.000 immobili abusivi. E questo nonostante siano stati realizzati numerosi abbattimenti. Di recente, inoltre, diversi manufatti non conformi alla legge sono stati scoperti anche nell'area del Parco del Cilento.

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