Processo Crescent, venerdì udienza: De Luca rischia la sospensione

25 Settembre 2018 Author :  

Per il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, quella del 28 settembre sara' una data cruciale soprattutto per il suo destino politico. Al tribunale di Salerno, venerdi' e' in programma l'udienza del processo di primo grado sulla costruzione del Crescent, un enorme edificio a forma di mezzaluna sul lungomare di Salerno. Ma quell'opera, progettata dall'archistar catalana Ricardo Bofil e fortemente voluta da De Luca quando era sindaco della citta', e' finita sotto la lente della magistratura con i Pm che chiedono una condanna a 2 anni e 10 mesi per l'attuale governatore. Il primo atto del processo sul Crescent, che vede il presidente della Regione accusato di falso ideologico, abuso d'ufficio e reati urbanistici, si concludera' proprio venerdi', quando dovrebbe essere pronunciata la sentenza di primo grado. E da quel giorno tutto si sposta anche sul piano politico. In caso di condanna in primo grado, "sara' applicata la legge Severino, quindi scattera' la sospensione", conferma all'agenzia Dire Marco Plutino, costituzionalista dell'universita' di Cassino. Una condanna, anche non definitiva, per i reati di falso e abuso d'ufficio, quelli contestati a De Luca, comporta infatti la sospensione dalla carica di presidente della Regione per un massimo di 18 mesi. Questo tempo si calcola a partire dall'avvenuta sospensione ed e' un passaggio non di poco conto. L'iter prevede che "spetti alla cancelleria del Tribunale - spiega Plutino - dare comunicazione del provvedimento giudiziario al prefetto (di Salerno, Francesco Russo, ndr), che ne da' comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri". Sara' Giuseppe Conte a portare poi in consiglio dei Ministri la decisione che viene nuovamente comunicata al prefetto e, da questi, "al Consiglio regionale della Campania per l'adozione dei conseguenti adempimenti". La sospensione da parte del Cdm e' sicura ma non sono certi i tempi entro i quali sara' chiuso tutto l'iter procedurale. "Dopo la sospensione dalla carica di presidente di Regione, il vicepresidente della giunta subentra automaticamente", chiarisce il costituzionalista. Quindi, dal momento in cui De Luca fosse sospeso, le sue funzioni passerebbero al suo vice, Fulvio Bonavitacola. Secondo quanto trapela da ambienti vicini alla giunta, il governatore preferirebbe che a sostituirlo fosse l'assessore alla Sicurezza, Franco Roberti, procuratore nazionale Antimafia fino al suo pensionamento nel 2017 e prima procuratore della Repubblica di Salerno, la stessa procura che oggi accusa De Luca. "Non e' possibile che le funzioni vengano attribuite a un componente della giunta diverso dal vicepresidente, a meno che il presidente di Regione non scelga di nominare come suo vice un altro assessore nel tempo che va dalla sentenza del tribunale alla deliberazione del Consiglio dei Ministri". Il nome di Franco Roberti, infatti, inizia a girare tra gli ambienti vicini a Vincenzo De Luca anche come potenziale candidato alle prossime regionali di un fronte ampio del centrosinistra, con centristi e de luchiani pronti a sostenerlo. La partita si gioca tutta sul filo del tempo. Una eventuale sospensione per 18 mesi si concluderebbe nella primavera del 2020, andando a coincidere con la scadenza naturale del mandato di De Luca, quindi con le prossime elezioni regionali. Ma se l'iter procedurale per la sospensione dovesse prolungarsi, o in caso di elezioni anticipate, il governatore rischierebbe di essere sospeso immediatamente in caso di rielezione. De Luca, cioe' "conserverebbe l'elettorato passivo, e quindi potrebbe candidarsi, ma sarebbe immediatamente sospeso una volta eletto". C'e', infine, l'interrogativo dei ricorsi. De Luca, l'unico presidente di Regione ad essere sospeso in virtu' della Severino oltre a Giuseppe Scopelliti in Calabria nel 2014, subi' gli effetti della Severino gia' nel 2015, quando fu sospeso per una condanna in primo grado per abuso d'ufficio (De Luca e' stato assolto nei successivi gradi di giudizio). La sospensione, che in quel caso scatto' subito dopo la sua elezione a governatore, fu bloccata proprio per l'accoglimento di un ricorso presentato dal suo pool di avvocati, che di fatto "sospese la sospensione" in attesa di una pronuncia della Consulta. "Ma in questo caso, differentemente rispetto al 2015, c'e' gia' una giurisprudenza che ha fatto luce su diversi profili della Severino", osserva Plutino. A partire dalla Corte Costituzionale che nel 2016 sanci' come non ci fosse alcuna disparita' di trattamento tra amministratori locali e parlamentari nell'applicazione della Severino ne' che ci fossero divieti in merito alla retroattivita'.

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