Truffa da 3 milioni per i fondi delle Tv: 4 arresti

14 Novembre 2018 Author :  

Associazione per delinquere finalizzata a una frode fiscale per oltre 3 milioni di euro e truffa aggravata per aver ottenuto indebitamente contributi statali destinati ad emittenti televisive locali, per circa 2,3 milioni di euro. E' l'accusa mossa, nei confronti di 4 persone, dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Napoli, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica. In questi minuti si sta eseguendo un provvedimento di custodia cautelare personale agli arresti domiciliari nei confronti dei soggetti coinvolti. Le società televisive coinvolte sono: "Julie Italia S.r.l." (emittente televisiva "JulieItalia"), SO.PRO.DI.MEC. S.r.l. (emittente televisiva "Telelibera"), Universo 3000 S.r.l. (emittente televisiva "TeleAkery"). Sono, inoltre, in corso di esecuzione perquisizioni, nonché il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili alle società e agli indagati per assicurare alle casse dello Stato i 3 milioni di euro costituenti l'illecito profitto.

Ai domiciliari l’editore Varriale

Avevano istruito le pratiche per ottenere parte dei 78 milioni previsti dal Consiglio dei Ministri come contributo all'editoria radiotelevisiva, le quattro persone arrestate oggi dalla guardia di finanza di NAPOLI (nucleo di polizia economico-finanziaria), nell'ambito di indagini per una frode e truffa sui contributi statali per l'editoria. Le indagini riguardano la tre societa', Julie Italia srl, So.Pro.Di. Mec e Universo 3000 srl. Gli arrestati invece sono il patron dell'emittente Julie Italia Lucio Varriale, la sua storica strettissima collaboratrice Carolina Pisani e due commercialisti Claudio Erra e Renato Oliva. La guardia di finanza ha eseguito anche un sequestro di beni per 3 milioni di euro. Secondo la Procura della Repubblica di Napoli i due commercialisti avrebbero predisposto una serie di truffe incrociate per arrivare a un'evasione per circa 3 milioni di euro, ottenendo contributi per 2,3 milioni di euro. L'inchiesta e' partita nell'ambito di investigazioni che hanno visto coinvolto Lucio Varriale, peraltro protagonista di accese reazioni mediatiche nei confronti di rappresentanti delle forze dell'ordine, magistrati, avvocati, verosimilmente, per quanto riguarda un maresciallo e un ufficiale della Guardia di Finanza, nel tentativo di condizionare in qualche modo le verifiche in atto. Gli arrestati si trovano ai domiciliari in attesa dell'interrogatorio di garanzia, ma le indagini sono ancora in corso, anche in base agli elementi che emergeranno dalle perquisizioni avviate questa mattina dal nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza e dalla digos della questura.

La nota del legale di Varriale 

"Prendiamo atto di una misura cautelare che interviene a distanza di diciotto mesi da un sequestro preventivo, che ha dato impulso ad interrogatori, produzione documentale e costante collaborazione con tutti gli Organi inquirenti. Non sfugge tuttavia che la predetta misura si fonda anche sulla dichiarata volonta' di interrompere il ruolo di editorialista nella trasmissione televisiva 'Vostro Onore' poiche' si sostiene nella citata ordinanza che 'ad avvalorare ulteriormente l'esigenza cautelare' vi e' l'attivita' quotidiana dell'avvocato Lucio Varriale che si concretizza in attacchi quotidiani nei confronti del Corpo della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura della Repubblica di NAPOLI". Cosi', in una nota, l'avvocato Giovanni Siniscalchi, difensore di fiducia dell'avvocato Lucio Varriale.

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