Salerno: finanza al Cite, inchiesta sulla gestione dei rifiuti

14 Novembre 2018 Author :  

Due procure a lavoro sul ciclo dei rifiuti. Quella di Napoli con l'Antimafia - e quella di Salerno. Decine e decine di perquisizioni delegate, nel napoletano e nel casertano, ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma, nel salernitano, ai finanzieri del Nucleo di polizia valutaria.

A Salerno le perquisizioni, che hanno comportato una serie di acquisizione di carte e documenti contabili, sono state fatte presso il Cite, il Consorzio interprovinciale trasporti ecoambientali con sede in via San Leonardo.

Sullo sfondo dell'inchiesta alcune gare d’appalto che riguardano l’intero ciclo dei rifiuti: dalla raccolta al trasporto e finanche allo smaltimento. Una inchiesta ad am pio raggio che coinvolge, tra l’altro, anche la zona del casertano e - sullo sfondo - l’ipotesi di infiltrazione della malavita organizzata nel settore rifiuti. L'inchiesta è aperta.

Legambiente: “Quadro inquietante che conferma l’esistenza d meccanismi illeciti-criminali"

"Le notizie riguardanti l'inchiesta della Dda sul ciclo dei rifiuti delinea un quadro complesso ed inquietante che conferma l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti-criminali in vigore in Campania da anni. Un palcoscenico, quello del settore rifiuti, affollato da una vera e propria imprenditoria ecocriminale che si avvale di professionisti e funzionari pubblici corrotti, colletti bianchi, uomini politici e delle istituzioni. Un “sistema corruttivo” che facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile, aprendo varchi nella pubblica amministrazione e tra gli enti di controllo, trasformando gli interessi collettivi in miserabili interessi privati e dando così la stura al sistematico saccheggio dei beni comuni . Un "sistema" confermato dal nostro rapporto Ecomafia che vede la Campania maglia nera a livello nazionale nel ciclo dei rifiuti:è la regione con il più alto numero di reati accertati in questo settore 1.357, il 18% sul totale nazionale, con incremento pari al 39% rispetto lo scorso anno, con 1.416 persone denunciate e 14 arrestate e 538 sequestri. L'inchiesta rappresenta ulteriore colpo che mina la fiducia dei cittadini e l' impegno nella realizzazione del ciclo sostenibile dei rifiuti di quella parte sana imprenditoriale e istituzionale. Fiducia nell'operato della magistratura: la posta in gioco è alta e riguarda il presente e futuro della nostra regione in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In una nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania commenta la maxi inchiesta della Procura sul ciclo dei rifiuti in Campania.

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