Castel San Giorgio. Gruppo Insieme: "Giù le mani dalle cave: no alle attività estrattive"

11 Marzo 2019 Author :  

Con il Puc dell’attuale Amministrazione Castel San Giorgio rischia di ritornare indietro di 30 anni a causa del ripristino delle attività estrattive nelle cave.

Nelle more dell'autorizzazione da parte del Genio Civile-Regione Campania, l'amministrazione in carica prevede all'interno del Puc l'attività estrattiva della cava Lanzara -Taverna, attualmente classificata zona F d'interesse generale e non D come prevede il Piano Urbanistico dell'attuale Amministrazione.

Come dire: intanto che la Regione si pronunci, io ne prevedo l'estrazione nel Puc: ecco il Lanzara Pensiero.

Questo è quanto, tant'è che lo stesso capogruppo di maggioranza, lo scorso 6 marzo, ha presentato un'osservazione chiara sul punto chiedendo di "modificare il Puc facendo rientrare tutte le aree estrattive dismesse all'interno della Zto a destinazione agricola". Tranne che per la cava di Lanzara-Taverna, di cui furbescamente non esplicita la destinazione.

La salute pubblica, la tutela del territorio, il rispetto verso la comunità: oggi un governo scellerato calpesta tutto ciò riaprendo una ferita che avevamo sanato.
Se le attività estrattive dovessero disgraziatamente riprendere, come spera l’Amministrazione in carica, ci vorrebbero altri 30-50 anni prima che i siti tornino allo stato attuale, dove gli elementi naturali hanno compiuto l’opera di spontanea rinaturalizzazione.

Ecco perché chiediamo all’Amministrazione in carica la revoca immediata della delibera di Giunta n° 366 del 20 dicembre 2018 e di aprire finalmente il confronto con cittadini, associazioni, imprenditori, commercianti così come prevede il buonsenso e la responsabilità morale di chi governa una città.

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