Carenza di vitamina D: tutto quello che devi sapere

23 Marzo 2019 Author :  

La carenza di vitamina D rappresenta oggi un problema reale e di salute pubblica. Questo deficit risulta nel 50% della popolazione mondiale, soprattutto tra i paesi nordici e tra quelle persone con ridotta esposizione alla luce solare.

A cosa serve la vitamina D?

La funzione primaria della vitamina D è quella di stimolare l’assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale favorendo la mineralizzazione delle ossa e dei denti. Studi recenti suggeriscono che un apporto sufficiente di questa vitamina può fornire protezione e ridurre il rischio di sviluppare osteoporosi, ipertensione, cancro e diverse patologie autoimmuni.

Ma quali sono le conseguenze di una carenza di vitamina D?

Bassi livelli di vitamina D nel sangue determinano ipomineralizzazione e decalcificazione ossea, con conseguente rachitismo nei bambini e osteomalacia (rammollimento delle ossa) negli adulti.
La carenza può essere collegata a molteplici cause tra cui insufficiente esposizione alla luce solare ad esempio, possono soffrirne i bambini che non giocano abbastanza all’aperto, gli adulti o gli anziani che passano molte ore al chiuso, può essere insufficiente inoltre, in condizioni fisiologiche come allattamento e ultimo trimestre di gravidanza o ancora in presenza di patologie da malassorbimento o patologie dermatologiche.

Quali sono le fonti di vitamina D?

La luce solare è la principale fonte di vitamina D, quest’ultima infatti, viene sintetizzata dal nostro organismo proprio grazie all’esposizione ai raggi UV. In un individuo adulto e sano, bastano tra i 10 e i 20 minuti di esposizione solare al giorno per fare il pieno giornaliero di questo prezioso nutriente.
La seconda fonte è rappresentata dagli alimenti, buone fonti di vitamina D sono: l’olio di fegato di merluzzo, pesci come il salmone e lo sgombro, uova e formaggi. È bene sottolineare però che in caso di carenza di vitamina D l’alimentazione da sola non è capace di compensare il deficit, poiché il contenuto di vitamina D è coì irrisorio che bisognerebbe assumere questi alimenti in quantità troppo elevata.

Quando è necessario integrare la vitamina D?

L’integrazione di vitamina D è necessaria quando vi è una reale carenza nel sangue. Per conoscere la quantità di vitamina D presente nel nostro organismo bisogna richiedere presso un laboratorio di analisi cliniche il dosaggio della vitamina D3. Se il dosaggio risulta essere inferiore a 75 nmol/L oppure a 30ng/L, a seconda dei sistemi utilizzati, occorre intervenire. In questi casi si raccomanda di attenersi alle indicazioni del proprio medico, che suggerirà la dose in base alla gravità della carenza e agli altri fattori di rischio; si raccomanda di assumere sempre la vitamina D durante i pasti, essendo una vitamina liposolubile viene assorbita più efficacemente se a livello intestinale sono presenti grassi.

Dott.ssa Maria Rosaria Lanzieri
Biologa Nutrizionista
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