Terremoto nel governo May

16 Novembre 2018 Author :  

"Credo con ogni fibra" del mio essere che l'intesa sulla Brexit raggiunta con Bruxelles sia "quella giusta". Così Theresa May parlando ai media da Downing Street. La premier Tory rivendica di aver negoziato "nell'interesse nazionale, non in un interesse di parte e sicuramente non nell'interesse delle mie ambizioni politiche", dice di capire le ragioni di chi si è dimesso, ma afferma di voler tirare dritto. L'accordo, assicura, onora il mandato referendario pro Brexit. May è pronta a raccogliere la sfida alla sua leadership nel Partito Conservatore, se una mozione di sfiducia verrà formalizzata. Lo ha affermato lei stessa rispondendo a una domanda al riguardo durante la conferenza stampa a Downing Street. "Sono pronta ad affrontarla", ha tagliato corto, aggiungendo più avanti di confidare che i deputati Tory possano valutare con attenzione il suo operato e la bozza d'intesa sulla Brexit da lei portata sul tavolo. May ha detto poi di non essere d'accordo con chi chiede un nuovo referendum sulla Brexit. "Il popolo ha votato "in massa" al referendum del 2016 e ha votato per la Brexit e il Regno Unito "uscirà dall'Ue il 29 marzo 2019". "Il popolo ha votato e il nostro dovere è rispettarne la volontà, non convocare un secondo referendum", ha rimarcato più avanti, insistendo di voler continuare a fare il suo "lavoro". Il Labour, al congresso di settembre, aveva aperto ad un secondo referendum ma Corbyn nei giorni scorsi era sembrato sfuggente, affermando anzi che la Brexit non si poteva fermare. E secondo un sondaggio di Sky News sale al 55% la quota di britannici che oggi sarebbe favorevole a un secondo referendum sulla Brexit: per la quasi totalità si tratterebbe di sostenitori di Remain, il cui numero viene ora indicato dalla stessa rilevazione al 54% contro il 48 circa del voto reale di 2 anni fa, in un ipotetico ribaltamento del risultato. Un 32% del campione risulta invece favorevole a uno scenario di 'no deal', mentre solo il 14% sposa l'intesa di compromesso appena raggiunta da Theresa May.

"Se non possiamo arrivare a elezioni generali, in linea con i risultati del nostro congresso sosterremo ogni opzione rimasta sul tavolo, inclusa una campagna per un voto pubblico". Lo ha detto il leader dei laburisti britannici Jeremy Corbyn in una email inviata ai suoi colleghi di partito, secondo quanto riferiscono i media locali.

Perde i pezzi il governo May. Sulla Brexit "è un momento molto importante. L'accordo concordato è giusto ed equilibrato, assicura le frontiere dell'Irlanda e getta le basi per un'ambiziosa relazione futura. Ma abbiamo ancora una lunga strada davanti", dice il capo negoziatore dell'Unione Michel Barnier. 'Un vertice straordinario sull'accordo per la Brexit è convocato per il 25 novembre', annuncia il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.
Ma, a poche ore dal via libera all'intesa, arrivano delle dimissioni in serie dal governo:
lasciano il ministro per la Brexit Raab, la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman, la ministra del lavoro Esther McVey, 'brexiteer' convinta, e il sottosegretario britannico per l'Irlanda del Nord, Shailesh Vara.
La sterlina è in caduta libera. E la premier May avverte: 'La Brexit ci sarà, un nuovo referendum è escluso'. Attacca il leader laburista Corbyn: 'Intesa flop, non ha consenso nel Paese'. Critiche arrivano dagli unionisti nordirlandesi del Dup: 'Promesse violate'. E dal fronte interno un deputato conservatore chiede una mozione di sfiducia contro May.

S&P, GB non risente dell'accordo grazie al suo rating. Il rating della Gran Bretagna 'AA' con outlook negativo non risente dell'accordo raggiunto con l'Ue sulla Brexit, almeno per il momento. Lo afferma l'agenzia Standard & Poor's, secondo il quale l'intesa ''rappresenta un progresso materiale nelle trattative anche se restano importanti incertezze''. Secondo l'agenzia ''l'approvazione dell'accordo nella sua attuale forma da parte del parlamento inglese resta incerta''. ''Continuiamo ad anticipare un'uscita ordinata'' della Gran Bretagna dalla Ue, ma ''potremmo rivedere al ribasso il rating nel caso in cui aumentassero le possibilita' di una Brexit disordinata''. ''Potremmo rivedere l'outlook a stabile se le trattative con l'Ue offriranno maggiori certezze per l'economia inglese''.

Fmi , Brexit disordinata rischio per economia inglese. ''Come tutti gli altri, vorremmo vedere progressi nelle trattative'' per la Brexit. ''Incoraggiamo tutte le parti a raggiungere un accordo in modo tempestivo'' con un periodo di transizione che consenta alla aziende di adeguarsi alla nuova relazione. Lo afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice, sottolineando che una Brexit disordinata e' il rischio maggiore per le prospettive dell'economia inglese

Theresa May difende l'intesa raggiunta con l'Ue come una scelta fatta "nell'interesse nazionale", affermando che essa garantirà l'uscita dall'Ue nel Regno "nei tempi previsti" e che l'unica alternativa sarebbe "un no deal" o "nessuna Brexit". Si dice quindi decisa ad andare avanti malgrado le dimissioni di alcuni ministri del suo governo. La premier nota che il negoziato ha comportato "scelte difficili" ed esprime "rispetto" per le decisioni di Dominic Raab e di chi s'è dimesso, ma afferma di non condividerle.
L'intesa sulla Brexit concordata con l'Ue è la migliore negoziabile "nell'interesse nazionale", ha ripetuto la premier ai Comuni, ammettendo che la soluzione indicata per garantire un confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord può suscitare perplessità, ma che sarebbe stato "irresponsabile" rifiutarla. May ha insistito che l'obiettivo è evitare l'entrata in vigore del meccanismo di salvaguardia del backstop, sostenendo tuttavia che non sarebbe stato possibile escluderlo come clausola da alcun tipo di accordo.
Il governo britannico "non intende prepararsi" allo scenario di "una no Brexit" perché ritiene sia "suo dovere attuare il mandato" referendario stabilito dal popolo nel giugno 2016. Così Theresa May in risposta al leader liberaldemocratico, Vince Cable, che ai Comuni è tornato a invocare oggi l'opzione di un secondo referendum in alternativa all'accordo proposto da May o a un 'no deal'. Alternativa che la premier ha invece respinto di nuovo categoricamente replicando anche alla deputata Tory filo-Ue Anna Soubry.

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