Ospedale di Ravello. Salute non garantita in Costiera Amalfitana: Cantalamessa porta il caso in Parlamento

16 Luglio 2018 Author :  

Sos sanità in Costiera amalfitana. L'onorevole Cantalamessa scrive al Ministro della salute sul caso dell'ospedale di Ravello. “Nel cuore della costiera amalfitana, più precisamente a Castiglione di Ravello , è presente un presidio della azienda ospedaliera universitaria «San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona» di Salerno, che serve un comprensorio di dodici comuni per una popolazione totale di circa trentamila persone; tale popolazione, durante il periodo estivo, aumenta notevolmente in considerazione dell'afflusso turistico che visita la costa. Ad oggi, tale presidio funge esclusivamente da pronto soccorso, garantendo solo la presa in carico del paziente, che deve essere necessariamente trasportato presso l'ospedale regionale (fermo restando la disponibilità dei posti letto), in tutti quei casi in cui si renda necessario il ricovero, ovvero un approfondimento delle condizioni cliniche – si legge nell'interrogazione di Cantalamessa - La costiera amalfitana non gode di una grande rete infrastrutturale, visto che esiste una sola arteria stradale da Salerno a Sorrento e che la stessa durante la stagione estiva, è percorsa da migliaia di autovetture e pullman di visitatori e turisti che la utilizzano per raggiungere le varie mete della zona. Per questo motivo la costiera amalfitana, in virtù del «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», ai sensi del decreto ministeriale n. 70 del 2015, è stata già qualificata come zona disagiata. Secondo il «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», redatto dalla regione Campania ed approvato con decreto n. 33 del 17 maggio 2016, a Castiglione di Ravello dovrebbe esistere un ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto di medicina. Tale servizio essenziale non viene ad oggi garantito, benché esista una struttura che in passato abbia già garantito posti letto ed i primari e secondari servizi di sanità pubblica”. Cantalamessa non risparmia accuse: “Nel 2018 è inaccettabile che un'intera comunità debba ancora soffrire di malasanità nonostante esistano i provvedimenti idonei a far cessare ogni disagio, e nonostante i solleciti inoltrati all'amministrazione regionale – scrive Cantalamessa – Ci chiediamo quindi di quali elementi disponga il Governo in relazione alla situazione di cui in premessa, che di fatto sta negando ad oggi il diritto alla salute dei cittadini e dei turisti della costiera amalfitana, contrariamente a quanto disposto dall'articolo 32 della Carta Costituzionale, che prevede come priorità il diritto alla salute del cittadino. Vogliamo sapere se il Governo, anche per il tramite del commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi regionali, non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza per risolvere l'incresciosa situazione e comprendere i motivi per i quali persiste tale drammatica circostanza, nonostante l'esistenza del «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», redatto dalla regione Campania ai sensi del decreto ministeriale n. 70 del 2015 ed approvato con decreto n. 33 del 17 maggio 2016”.L'onorevole Cantalamessa scrive al Ministro della salute sul caso dell'ospedale di Ravello. “Nel cuore della costiera amalfitana, più precisamente a Castiglione di Ravello , è presente un presidio della azienda ospedaliera universitaria «San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona» di Salerno, che serve un comprensorio di dodici comuni per una popolazione totale di circa trentamila persone; tale popolazione, durante il periodo estivo, aumenta notevolmente in considerazione dell'afflusso turistico che visita la costa. Ad oggi, tale presidio funge esclusivamente da pronto soccorso, garantendo solo la presa in carico del paziente, che deve essere necessariamente trasportato presso l'ospedale regionale (fermo restando la disponibilità dei posti letto), in tutti quei casi in cui si renda necessario il ricovero, ovvero un approfondimento delle condizioni cliniche – si legge nell'interrogazione di Cantalamessa - La costiera amalfitana non gode di una grande rete infrastrutturale, visto che esiste una sola arteria stradale da Salerno a Sorrento e che la stessa durante la stagione estiva, è percorsa da migliaia di autovetture e pullman di visitatori e turisti che la utilizzano per raggiungere le varie mete della zona. Per questo motivo la costiera amalfitana, in virtù del «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», ai sensi del decreto ministeriale n. 70 del 2015, è stata già qualificata come zona disagiata. Secondo il «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», redatto dalla regione Campania ed approvato con decreto n. 33 del 17 maggio 2016, a Castiglione di Ravello dovrebbe esistere un ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto di medicina. Tale servizio essenziale non viene ad oggi garantito, benché esista una struttura che in passato abbia già garantito posti letto ed i primari e secondari servizi di sanità pubblica”. Cantalamessa non risparmia accuse: “Nel 2018 è inaccettabile che un'intera comunità debba ancora soffrire di malasanità nonostante esistano i provvedimenti idonei a far cessare ogni disagio, e nonostante i solleciti inoltrati all'amministrazione regionale – scrive Cantalamessa – Ci chiediamo quindi di quali elementi disponga il Governo in relazione alla situazione di cui in premessa, che di fatto sta negando ad oggi il diritto alla salute dei cittadini e dei turisti della costiera amalfitana, contrariamente a quanto disposto dall'articolo 32 della Carta Costituzionale, che prevede come priorità il diritto alla salute del cittadino. Vogliamo sapere se il Governo, anche per il tramite del commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi regionali, non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza per risolvere l'incresciosa situazione e comprendere i motivi per i quali persiste tale drammatica circostanza, nonostante l'esistenza del «piano regionale di programmazione della rete ospedaliera», redatto dalla regione Campania ai sensi del decreto ministeriale n. 70 del 2015 ed approvato con decreto n. 33 del 17 maggio 2016”.

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