Ortolani: "La Regione deve proteggere i serbatoi idrogeologici naturali vulnerabili all’inquinamento"

20 Ottobre 2016 Author :  

La Regione Campania deve proteggere adeguatamente i serbatoi idrogeologici naturali vulnerabili all’inquinamento che ci alimentano di acqua potabile. L’acqua potabile è un dono della natura, un fenomeno rinnovabile gratuitamente, un “monumento straordinariamente vivente”, senza acqua non c'è vita; è un bene comune insostituibile da “sacralizzare come bene dell’umanità! Avviamo una iniziativa pubblica e istituzionale, partendo dalla Regione Campania, di importanza strategica per l’umanità: proponiamo e pretendiamo che si tutelino e difendano dall'inquinamento le rocce che costituiscono i serbatoi naturali delle risorse idriche. Le rocce calcaree rappresentano i serbatoi naturali carbonatici delle risorse idriche tra Lazio, Campania, Molise e Basilicata. In Campania alimentano in media oltre 40 metri cubi al secondo di acqua che servono per soddisfare le esigenze idropotabili, industriali ed irrigue con integrazioni dal Molise e dal Lazio e derivazioni verso la Puglia. Questi rilievi montuosi sono costituiti da rocce calcaree molto permeabili per fratturazione e carsismo che assorbono quasi tutta l'acqua piovana alimentando sorgenti perenni di acqua potabile. Sono bacini idrogeologici facilmente inquinabili da attività come quelle connesse all'estrazione, trasporto e lavorazione degli idrocarburi. Vi è una palese incompatibilità tra attività petrolifere e tutela dell'acqua potabile. La Regione Campania non ha ancora attuato completamente il Testo Unico dell'Ambiente e non ha provveduto a tutelare in maniera assoluta il proprio patrimonio idropotabile di importanza strategica anche per i cittadini del futuro. Questi serbatoi naturali, acquiferi, individuati e delimitati nelle carte idrogeologiche elaborate dalla Regione Campania nella parziale attuazione del Testo Unico dell’Ambiente, devono essere adeguatamente protetti affermando istituzionalmente la strategicità e la insostituibilità della risorsa idrica. Dal momento che è una operazione che non costa niente la Regione Campania deve immediatamente provvedere alla adeguata tutela dei serbatoi idrogeologici naturali ponendo vincoli insuperabili per la realizzazione di attività potenzialmente inquinanti. Il pericolo dell’inquinamento delle acque sotterranee può essere definitivamente scongiurato solo con il riconoscimento ufficiale del patrimonio idrogeologico naturale di importanza strategica regionale e nazionale da parte delle regioni interessate e dello Stato. Ecco che la Regione Campania deve intervenire attuando comp’letamente il Testo Unico dell'Ambiente. E’ un atto dovuto di puro buon senso, di persone responsabili della tutela dell'acqua potabile che la natura ci mette a disposizione gratuitamente: tutela di una risorsa vitale, insostituibile che i bacini idrogeologici ci metteranno a disposizione per l'eternità, se...non li inquiniamo!

Franco Ortolani

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