Metamorfosi della Valle del Sarno. La donna e la terra

19 Maggio 2017 Author :  

di Gerardo Sinatore

Il modello di sviluppo proposto dai paesi occidentali, non è uno sviluppo reale e sostenibile; questo modello di sviluppo crea indebitamento e povertà perché si devono sostenere i costi di un presunto benessere cedendo le ricchezze naturali del paese a potenze straniere. La visione dell'Occidente che esalta il Progresso, ma misurandolo in termini di Profitto, è quanto di più disastroso sia stato mai posto in atto a danno dell’intera umanità, condizionandone antiche culture ed inducendola a perseguirne criteri incentivati. È in questo modo che è iniziata, inarrestabilmente, la distruzione di culture, di tradizioni e di modelli sociali, per far posto a culture competitive il cui grado di civiltà è dato solo dal mercato.Il danno maggiore prodotto da questa spietata ed insensibile civiltà economica, cioè quella perseguita dal modello occidentale attraverso la monocoltura e l’incentivazione all’uso di bio-teconolgie, è l’induzione alla produzione di Organismi Geneticamente Modificati e l’utilizzo massivo di devastanti erbicidi sintetici. Per Vandana Shiva, Fisica Quantistica ed Economista, che dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India, cioè per la teorica più nota dell’Ecologia Sociale: - Le donne sono le depositarie di un sapere originario, derivato da secoli di familiarità con la terra, un sapere che la scienza moderna ha condannato a morte e le millenarie pratiche agricole delle donne, oggi sono minacciate da modelli militari-agricolo-industriali. Sostiene la Dun, precisando che: - la maggior parte del pianeta, per la maggior parte della sua storia, ha soddisfatto i propri bisogni alimentari grazie ad una agricoltura centrata sulle donne. In questo tipo di agricoltura, le conoscenze vengono condivise: le altre specie e le piante non vengono considerate proprietà, ma parenti; la sostenibilità si basa sul rinnovo della fertilità della terra e sulla rigenerazione della biodiversità e delle specie. In questo contesto non c’è posto per monocolture basate sull’ingegneria genetica e sul monopolio dei semi del diritto internazionale alla proprietà (IPR). Infatti, le pratiche agricole dominanti si appropriano di risorse e diritti delle donne relativi all’agricoltura di sussistenza e si presentano come le sole alternative per sfamare il mondo. In realtà, le nuove biotecnologie creano insicurezza alimentare e morte per fame, sprecano risorse con monocolture mantenute utilizzando ingenti incentivi. La mentalità di guerra alla base dell’agricoltura militare-industriale è evidente nei nomi assegnati agli erbicidi che distruggono anche le basi economiche per la sopravvivenza delle donne più povere nelle aree rurali del Terzo Mondo. L’applicazione più diffusa dell’ingegneria genetica in agricoltura è la resistenza agli erbicidi, cioè la coltivazione di specie resistenti agli erbicidi. Un esempio ne sono i prodotti della Monsanto SpA, chiamati Round Up ready Soya and Cotton. Quando vengono introdotti nei sistemi agricoli, favoriscono l’aumento dei prodotti chimici e quindi un maggior numero di problemi ambientali. Inoltre, distruggono la biodiversità che rappresenta la base per il sostentamento delle donne in ambito rurale e ciò che per la Monsanto Spa sono erbacce, per le donne del Terzo Mondo sono cibo, foraggio e medicine. Per millenni le donne hanno mantenuto la continuità dei semi nonostante guerre, inondazioni e carestie. La mascolinizzazione della biodiversità ha portato ad utilizzare tecnologie violente che impediscono ai semi di germinare in tempo di raccolti. Si tratta di una tecnologia descritta come Terminator technology cioè la terminazione della germinazione che è un mezzo per accumulare capacità e capitali ed espandere i mercati. Mentre i mercati crescono per questa grande azienda, si riduce l’abbondanza della natura e quella a disposizione degli agricoltori. Quando si seminava si pregava così: - Possa questo seme essere eterno. Viceversa, come sostiene la Dun, la Monsanto Spa e il Dipartimento per l’Agricoltura del governo degli Stati Uniti si augurano invece: - Che questo seme sia terminato in modo che i nostri profitti e il monopolio siano eterni. La violenza intrinseca ai metodi e alle metafore utilizzate dal business agricolo globale e dalle imprese di biotecnologia, è una violenza contro la biodiversità della natura e contro l’esperienza e la produttività delle donne. C’è una violenza intrinseca alla distruzione della diversità attraverso le monocolture e alla distruzione della libertà conservando e scambiando semi attraverso i monopoli IPR. È una violenza contraria alle diverse vie non violente delle donne di conoscere la natura e garantire la sicurezza alimentare. Questa diversità di sistemi di conoscenze e di sistemi di produzione, è la strada da seguire per far sì che le donne continuino ad avere un ruolo centrale come conoscitrici, produttrici e approvvigionatrici di alimenti, afferma con forza la Dun e continuando: - Forse uno dei miti più errati propagati dai protagonisti della Rivoluzione Verde è l’affermazione che l’alta varietà di prodotti (HYV, High Yield Varieties) abbiano ridotto il numero di ettari di cui si necessita per la produzione agricola, preservando quindi milioni di ettari di biodiversità. L’esperienza dell’India ha insegnato che invece di destinare più terre alla conservazione, i sistemi di coltivazione industriale distruggono la diversità e utilizzano la terra per più scopi, aumentando, di fatto, lo sfruttamento della terra. Ciò avviene perché ogni ettaro di monocoltura produce un solo prodotto e le altre colture devono venire coltivate altrove, utilizzando altri ettari. Inoltre, la stessa logica riduzionista delle coltivazioni industriali fa aumentare anche le risorse utilizzate dal bestiame. L’allevamento di tipo industriale consuma tre volte più biomassa di quanto non avvenga con l’allevamento ecologico. E quindi l’allevamento di tipo industriale richiede tre volte più ettari di terra per produrre mangimi per animali. Infatti, l’Europa utilizza una quantità di terra pari a sette volte il proprio territorio per produrre mangimi per l’allevamento di animali. Solo per produrre foraggio (includendo quello prodotto per gli alimenti da esportare), i Paesi Bassi si sono appropriati di una superficie stimata in 100.000-140.000 chilometri quadrati di terra coltivabile, in buona parte in paesi del Terzo Mondo come l’India e la Thailandia. Questo dato corrisponde a una superficie pari a sei-sette volte il totale di terre destinate all’agricoltura nell’intero paese. Sempre per la Dub: - La Monsanto SpA, che è la più grande multinazionale al mondo che detieni brevetti sui semi (!) ed è la stessa ad aver prodotto l’Agente Arancio, cioè un defoliante tossico per l’uomo usato durante laGuerra del Vietnamdall’esercito USA che ha provocato danni alle popolazioni locali ancora in essere, creando modificazioni strutturali e malformazioni, è anche la protagonista principale della produzione e vendita del Posilac, unormonesintetico per l’allevamento che è stato ritenuto colpevole di danni apportati all’uomo e al bestiame. La combinazione di coltivazioni e di allevamenti industriali intensifica del 400% l’uso della terra, mentre produce un aumento solo del 20% di frumento e di latte. Le risorse in eccesso utilizzate dai sistemi industriali, siano esse riferibili alla Rivoluzione Verde o alle nuove biotecnologie, potrebbero essere utilizzate per dar da mangiare alla gente: lo spreco di risorse determina fame. L’ingegneria genetica e i monopoli IPR stanno depredando le donne e la loro creatività, capacità di innovazione e di prendere decisioni in ambito agricolo. Tutto il mondo ne soffrirà. Le donne contadine costituiscono la base della sicurezza alimentare ed è nell’associazione con le altre specie che garantiscono tale sicurezza alimentare. È questa associazione che va preservata e promossa. Ancora, per Vandana Shiva: - queste pratiche riflettono una neo-colonizzazione occidentale a livello culturale ed economico, rilevando come siano proprio i sistemi occidentali di conoscenza ad essere miopi rispetto alle alternative e la

Monsanto SpA è responsabile della massiccia introduzione nel Terzo Mondo di sementi geneticamente modificate da abbinare al suo erbicida Round Up, nonché della tecnologia Terminator con cui rende sterili i semi che vende ai contadini, obbligandoli a ricomprarli dopo ogni ciclo di semina e raccolto.La povertà materiale è quindi una conseguenza del mal sviluppo. Una cattiva valutazione dello sviluppo in certe zone del mondo ha causato maggior povertà, in senso sia culturale che materiale. In questi luoghi il processo di sviluppo ha significato: meno acqua, meno suolo fertile, meno ricchezza genetica, una diretta conseguenza da tutto ciò si riscontra dalle migrazioni di popolazioni dai loro territori. Notoriamente, il padre della scienza moderna è Francesco Bacone (1561-1626), il quale ha teorizzato lo sviluppo della scienza moderna basata sull’imprenditore europeo di sesso maschile, capace di avere il dominio sulla natura, sulle donne, e sui non-occidentali. La disciplina della conoscenza scientifica e le invenzioni meccanicistiche non esercitano una semplice guida sul corso della natura, ma hanno il potere di conquistarla, soggiogarla e scuoterla fino alle fondamenta. Le teorie di Bacone sono raccolte in un suo lavoro che si intitola Il parto maschile del tempo, nel quale una generazione di Eroi e Superuomini avrebbero dominato la natura e la società. Questo testo viene interpretato come il passaggio dalla vecchia scienza, rappresentata come femminile, passiva e debole, alla nuova scienza maschile della rivoluzione scientifica. Le donne, tra l’altro, producono fra il 60 e l’80% del cibo nella maggior parte dei paesi del Sud del mondo, ma possiedono meno del 2% della terra, annotaTim Hanstad, presidente delRural Development Institutee il passaggio nelle mani delle donne può avere un effetto positivo: migliore nutrizione, maggiore sicurezza alimentare, migliore prevenzione da malattie e maggior potere contrattuale con il proprietario e la comunità. L’accesso delle donne alle altre risorse naturali, quali l’acqua, la legna da ardere, i prodotti ittici e forestali, è anch’esso di cruciale importanza per la sicurezza alimentare e il reddito, soprattutto ora che la terra diventa sempre più scarsa e l’accesso diventa un problema sempre più grave sia per gli uomini che per le donne.

 

 

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