Aiuto! il mio cucciolo inizia l’asilo.…

17 Agosto 2017 Author :  

Namasté amici….
Soprattutto Namasté a voi mamme!
Tra un po’ inizia la scuola, quante volte avete detto non vedo l’ora che arrivi settembre!!! Magari in un momento di rabbia. Eccolo Settembre è alle porte e bisogna armarsi di forza e coraggio per affrontare il “primo giorno di scuola”!
Soprattutto se è il primo giorno di scuola in assoluto!
L’inizio dell’asilo o sarebbe meglio dire della scuola dell’infanzia è un importantissimo passaggio per il bimbo, ma non solo, è la sua prima e ufficiale separazione dalla famiglia. Questa separazione talvolta, però, crea maggiore disagio alle mamme che non ai piccoli. Le mamme vorrebbero proteggere i propri figli a qualunque costo, in ogni momento. Tuttavia dobbiamo permettere ai nostri figli di sperimentare e imparare, anche, attraverso i propri errori, così come imparare a superare i conflitti e le frustrazioni che le nuove esperienze gli forniranno.
E la mamma ? come può fare una mamma a superare la frustrazione di lasciar andare quel piccolo batuffolo che con un sorriso ti riempie il cuore di gioia? Quel esserino che hai cullato tra le tue braccia e che ancora ti piace tenere stretto stretto? Come può quell’esserino fragile e indifeso farsi spazio nel mondo e farsi capire da qualcuno che non sei tu?
Ecco!
Fidatevi dei vostri figli o meglio abbiate fiducia nelle capacità di vostro figlio! I bambini apprendono molto in fretta e sono perfettamente in grado di badare a se stessi. Per prima cosa apprendono per imitazione, per cui osservano gli stessi compagni e imitandone i comportamenti. E poi accolgono pan piano gli stimoli dati dalle maestre.
Bisogna tener presente che l’inserimento nella scuola è un esperienza nuova e molto forte, possono quindi presentarsi difficoltà, la cosa più importante che una mamma possa fare è essere pronta ad affrontare, eventuali, problematiche senza ansia, tenendo in considerazione che ogni bambino ha i suoi ritmi di adattamento. Ci saranno bambini che immediatamente si butteranno nel gioco e ce ne saranno altri che invece si terranno un po’ in disparte a studiare la situazione. Non esiste il modo corretto di approcciare alla situazione nuova, molto è dato dalle caratteristiche di personalità del bambino. Consideriamo che i bambini percepiscono gli stati emotivi profondi delle loro madri e di chi lì accudisce, fare prima un lavoro su se stessi, potrebbe essere importante. Vedere il proprio bambino crescere è normale e ci sembra lo faccia lentamente, ma questi eventi che cambiano fortemente la nostra quotidianità possono destabilizzarci. Cerchiamo di non trasmettere questa paura, quest’ansia al nostro bambino, permettiamogli di vivere serenamente questo passaggio importante. Di non farlo preoccupare anche per il nostro stato d’animo!
Iniziamo un po’ in anticipo, magari verso la fine delle vacanze estive, a raccontargli della scuola di che cosa sarà, magari se possibile portiamolo nella struttura, quando è popolata di bimbi, mostriamoci entusiaste e felici per le nuove esperienze che lo attendono.
Una volta iniziato il percorso cerchiamo di incorafggiarlo, magari con un sorriso, guardandolo negli occhi, capirà cosa vogliamo dirgli. Non guardiamo ad altri bambini che si sono adattati prima del nostro alla nuova realtà scolastica, come ho già detto ogni bambino ha i suoi tempi.
Se piange?
Beh se piange sarà normale! è sbagliato scappare via nel momento in cui sarà distratto dal gioco, guardiamolo negli occhi rassicurandolo che torneremo presto e mi raccomando dicendo la verità! Non dire torno tra dieci minuti e lasciarlo in classe per l’intera giornata, lo disorienteremo. Non possiamo rimanere a scuola con lui tutto il giorno, per cui dopo saluti e baci bisognerà andare via, anche se continuerà a piangere. In ogni scuola in qualunque parte d’Italia la scuola dell’infanzia inizia con l’inserimento graduale, ogni giorno, il bambino resterà in classe un po’ di tempo in più e questo processo gli permetterà di adattarsi pian piano.
Una cosa importante è farsi raccontare dal bimbo come ha trascorso la sua giornata e mostrarsi entusiasta per tutti i suoi racconti, prendiamoci il tempo necessario per ascoltarlo con attenzione non distrattamente mentre si continuano i mestieri, o si controlla una mail per il lavoro, evitiamo di interessarci solo al cosa e quanto ha mangiato ( se pure è una giusta preoccupazione), la scuola non è solo l’ora alla mensa.
Ultima cosa, ma non meno importante, anzi a mio parere la più importante aiutarlo a comunicare le sue emozioni. Chiedere la sua opinione sulla giornata, se gli è piaciuta o meno, cosa gli sia piacito maggiormente e cosa meno, ma soprattutto chiedergli: “come ti senti? Sei felice? Ti senti triste?”. Il bambino prova dei sentimenti che non sa riconoscere o etichettare, se lo aiutiamo a dare un nome a ciò che sente sarà per lui più facile esprimerle e crescere con le sue emozioni. Diventerà per lui normale percepirle, capirle e quindi accoglierle nella sua quotidianità. Questo permetterà a noi di seguirlo in modo adeguato e capire se, magari, c’è qualcosa che non va, e permetterà a lui di riconoscerle in modo adeguato relazionandosi in modo “sano” con gli altri e di non essere sommerso da un mare in tempesta di emozioni, ma di saperle attraversare serenamente.

“Ci sono due cose durature che possiamo lasciare ai nostri figli:
Le Radici e Le Ali.”
William Hodding Carter II

 

Dott.ssa Maria Rita Ciancia
Psicologa Clinica e di Comunità
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Namastè - rubrica a cura della dottoressa Raffaella Marciano

 

 

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