La Fata di Empedocle. Fuoco - Acqua - Terra - Aria

29 Agosto 2017 Author :  

Secondo i filosofi Eraclito di Efeso, Empedocle, Talete ed Anassimene di Mileto, e anche Platone, gli elementi che costituiscono la Realtà sono quattro: il Fuoco, l’Acqua, la Terra e l’Aria.

Il Fuoco, è uno dei proto-elementi che costituiscono il tutto-conosciuto. Nell’antica Persia, la prima creatura era una goccia d’Acqua, e dall’Acqua furono create tutte le cose, tranne il seme degli uomini e degli animali. Questo seme, infatti, fu un seme di Fuoco. Gesù disse ai suoi discepoli: - Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso![1] Per l’Antico Testamento: - Dio è fuoco che consuma[2]. Il Fuoco è l’evidente rappresentazione di una realtà che appare quando si combinano altri elementi esistenziali, che affascina, seduce, attrae, conforta, rilassa, riscalda, asciuga, brucia, purifica, unisce, fonde, esala, incenerisce e trasforma; è calore, luce e movimento. Il ventre della donna è Fuoco, ad imitazione del ventre della terra, che eternamente arde regolandone il respiro vitale (terremoti). Conoscere il Fuoco significa imparare ad approcciarsi a ciò che non si conosce; i primi suggerimenti dettati dalle lingue di fuoco sono: - Non giocare con il fuoco, Pericolo di incendio, Vedere e non toccare, Mantenersi a debita distanza. In effetti, il Fuoco pretende una certa distanza, anche se ha il potere di avvicinare, così come ha il potere di eccitare e fomentare danze, canti, feste e pene capitali. Il Fuoco ed il suo colore rosso-arancio sono segni regali e di tradizione magico-sacrale. Legato al Fuoco è il mito di Prometeo che lo rubò al cielo. I filosofi siriani e i magi-caldei erano soprannominati Filosofi del Fuoco e i Parsi, gli adoratori della più antica religione del mondo, il Mazdeismo, erano chiamati Sacerdoti del Fuoco, poiché alla base della loro religione c’era il culto di esso, che custodivano nella Stanza del Fuoco[3]. Infatti lo alimentavano con legna profumata. Cinque volte al giorno lo attizzavano, tenendo una benda sulla bocca affinché il loro respiro non contaminasse le fiamme. Esiste anche una dea del Fuoco: è la celtica Brigid o Santa Bridget, anche dea del Grano, che si celebra in concomitanza con la Candelora. Il Fuoco rappresenta l’arcaica sapienza, l’arcano. Nell’Antico Testamento, Dio si presentò a Mosè sotto forma di rovo ardente[4] per consegnargli le Tavole della Legge. La radice etimologica di Fuoco è pu-, Purificare, che con il tema pur-, dà luogo alla parola greca pyr, Fuoco, dalla quale deriva phos, ossia Luce. Il Fuoco eterno è citato tre volte nel Nuovo Testamento: due volte da Matteo e una da Giuda. Per la Chiesa cristiana è l’Inferno, ma lo celebra con le liturgie del Fuoco Sacro e del Fuoco Nuovo, come si chiamava anticamente la Benedizione del Cero Pasquale del Sabato Santo. Le Lingue di Fuoco[5] della Pentecoste rappresentano la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. In effetti, Il Cristiano che dice che Dio è fuoco vivente e che parla delle lingue di fuoco della Pentecoste e del rovo ardente di Mosè, è un adoratore del fuoco quanto un pagano. Per i Giudei, la Gehenna, una piccola valle scavata dal torrente Hinnom, è l’Inferno di Fuoco, dove venivano immolati e bruciati bambini. Molech o Moloch era il dio cananeo del fuoco. In suo onore, i genitori bruciavano i propri bambini come sacrificio propiziatorio: - E tu non lascerai che nessuno del tuo seme sia passato per il fuoco in onore di Moloch[6].Le Pleiadi erano chiamate Stelle del fuoco ed il vedico Agni è il dio del Fuoco Sacro. Al di là delle liturgie ufficiali, nei nostri luoghi ancora sopravvivono antiche ritualità pagane che si eseguono con i fuochi della Notte di S. Giovanni, la Fucaria di Santa Lucia e di S. Aniello, il Ceppo di Sant’Antonio, di San Mauro, San Tauro, San Biagio e il Falò del Carnuvalone.

Il secondo elemento della Realtà è l’Acqua. Per Talete l’Acqua è l’arkè, l’Origine. Uno dei termini più arcaici per indicare l’acqua è ark-. Si presuppone che sia stata anche la prima parola ad essere pronunciata. L’apocrifo Vangelo del Salvatore ci racconta che quando Giuda chiese al Cristo: - Dicci, Signore, ciò che è stato [...] prima che il cielo e la terra esistesse? Il Signore gli rispose: - C’era l’oscurità e l’acqua, e lo spirito sull’acqua... In librisapienziali dell’antica Persia è riportato che: - La prima creatura era una goccia d’acqua, e dall’acqua furono create tutte le cose, tranne il seme degli uomini e degli animali. In verità, in principio la gravidanza non era attribuita al rapporto sessuale, ma all’entrata di uno spirito nella donna, quando era a contatto con l’acqua. Da qui il veto, che oggi sembra essere superato, di prendere un bagno nel periodo del ciclo mestruale.L’Acqua (con il Fuoco), costituisce uno dei due elementi apocalittici di creazione[7]. Taloc, il dio azteco della pioggia, è detto, a tal proposito, il Germinatore. Esiste a Bali un Tempio dell’acqua, l’Ulun Danu Bratan, che svetta armonioso sulle rive del lago vulcanico Bratan, edificato per ladea Dewi Danu (corrispondente ad Anu, la Grande Madre), e nell’antichità c’era anche la Gran Dea dei Mari Teti che, secondo Omero, sposò Peleo e fu madre del pelide Achille. Sembra che il culto di Teti sia pervenuto anche a Napoli con i Fenici, a lei si attribuiva la facoltà di mutare d’aspetto. L’Acqua è anche un elemento di distruzione, di purificazione e di iniziazione. Entrare in relazione con l’Acqua significa entrare in relazione con l’origine; all’Acqua noi dobbiamo non soltanto la nostra vita, ma il riconoscimento di quel qualcosa che genera la vita. Gli antichi riconoscevano la potenza dei luoghi dalla presenza dell’Acqua. Le religioni, con il battesimo, ancora danno, simbolicamente all’Acqua, il potere di purificazione[8]. È attraverso l’Acqua delle fonti miracolose che si rivela all’essere umano la potenza delle profondità celesti ed è attraverso le Acque dei fiumi e dei mari che la stessa potenza rende coscienti gli uomini della sua ascendenza[9]. L’Acqua è sacra per tutte le religioni. Ce lo ricorda l’acqua del Gange, del Banganga degli Indù, del Giordano (Qasr el Yahud) di Giovanni Battista, del Tigri dei Mandei, della Piscina di Betzaeta e del mar Morto (Monastero di Terra) dei Giudei e dei Samaritani, del Sarno dei Pagani, di Santa Maria la Foce (Sarno) e di Santa Maria dei Bagni (Scafati) dei Cristiani, così quella più potente di Lourdes, di Fatima, di Montichiari, di Medjugorje, di San Damiano e del Pozzo di San Patrizio[10]. Per dimostrare la sua potenza, il Cristo ha camminato sulle acque così come prima di lui hanno fatto le divinità del cielo di Indra. L’immagine biblica dell’Oceano primordiale, sul quale si libra un dio creatore, è scritta in molti documenti rinvenuti in questo secolo a Nag Hammadi. L’abluzione di purificazione più catastrofica che il mito ricordi è stata quella operata da Yahweh[11]: - E venne una pioggia dirotta sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, con il Diluvio Universale di Noè, il nuovo Adamo purificato, che mise fine alla discendenza di Caino. Altri Diluvi sono presenti nella tradizione dell’uomo, come quello di Manu, riportato nel Satapathabrahmana[12] e nel Bhagavatapurana[13], nella storia di Deucalione della mitologia greca e nell’Utnapishtim nell’Epopea di Gilgamesh della mitologia babilonese. L’Acqua non è soltanto guarigione dell’anima, bensì anche del corpo; l’Atharva Veda, uno dei grandi libri sacri, afferma che: - Le acque sono guaritrici; scacciano e guariscono le malattie, tanto che anche in Europa, a Finisterre, fino a pochi anni fa, quando scoppiava un temporale primaverile, le persone affette da reumatismi si spogliavano, si sdraiavano supini e porgevano la schiena nuda alla pioggia per l’intera durata della precipitazione, rialzandosi poi ristorati. Sosteneva Eraclito: - per le anime, la morte è divenire Acqua, quindi un ritorno all’arkè. L’Acqua è quindi il misterioso logos, l’elemento primario dell’esistenza, dell’essere, il kaos. Dal termine kaos l’uomo fa derivare la parola gas (l’Acqua deriva dall’Aria, e viceversa) deducendone che l’Acqua è composta da un elemento chiamato idrogeno[14] e di due chiamati ossigeno[15]. Il nucleo dell’atomo di ossigeno contiene otto protoni ed il numero 8 è il simbolo dell’infinito. L’Acqua, per la conoscenza umana, è una sostanza liquida, trasparente, inodore e insapore. Costituisce il 90% del nostro corpo ed il 71% della superficie del nostro pianeta. Di Acqua sono fatti i mari, i fiumi, i laghi, le piogge, il sangue, l’urina, la saliva e le lacrime. A tal proposito mi piace ricordare un vecchio proverbio: - Sposa bagnata, sposa fortunata. Questo detto, comune a molti popoli europei, vuol significare, secondo le versioni tramandate, che la pioggia cadendo durante le nozze, indica alla sposa che sarà felice per il resto della vita in quanto le lacrime che le toccherebbe piangere, sono cadute in quell’unica circostanza di unione e procreazione. Il corpo dell’uomo nasce nell’Acqua e dall’Acqua viene marcito ed assorbito, come ci ricorda Eraclito. Esiste anche un Popolo che venne dall’acqua, i Kayapò, un popolo brasiliano dell’Amazzonia, di circa ottomila anime in via d’estinzione. Molto più banalmente, dall’Acqua si ricava l’energia, quella elettrica, ma anche quella che crea, trascina, rapisce e distrugge; quella che annulla e ordina i poteri del Fuoco e della Terra. Quando noi immergiamo una matita per metà nell’Acqua, non la vediamo più per intera, ma spezzata; questa visione, metaforicamente, ci rivela, grazie all’acqua, che tutto ciò che vediamo ha più di una realtà.

Il terzo elemento è la Terra-Argilla.L’Argilla è una delle componenti che formano la pelle del pianeta Terra ed è una roccia sedimentaria formata dal consolidamento di fanghiglie marine e lacustri. La parola Argilla deriva da un identico termine latino[16] che, a sua volta, proviene dal greco àrgilos. Questo sostantivo ha un legame semantico con argòs[17], un aggettivo scaturito dalla contrazione di aergòs, a sua volta assemblaggio di una alfa privativa e della parola érgon, che in italiano corrisponde a Opera, ma anche ad Energia. Gesù, da bambino, giocava impastando uccelli d’argilla mentre la sua gente modellava i Golem, cioè figure d’argilla con fattezze umane, che venivano destate alla vita attraverso un rito magico. Nel dizionario alchemico l’Argilla è chiamata in gergo pelos. Ultimamente tre studiosi[18], da una componente delle ceneri vulcaniche[19], sono riusciti a riprodurre artificialmente un anello fondamentale nella lunga catena di eventi che, probabilmente, diedero origine alla vita sulla Terra. Secondo il libro della Genesi, Dio modellò il primo uomo con l’Argilla per poi soffiargli nelle narici un alito vitale. Anche il Corano ripropone la stessa immagine: - Noi creammo l’uomo dall’Argilla secca, impastandola con l’Acqua. Un testo alchemico di Cleopatra, che parla della potenza del Nilo, dice: - Il cielo arde per te e la terra trema per te…

L’ultimo elemento è l’Aria. Dio disse: - Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque[20]. Quel firmamento è spazio, ossia Aria. L’Aria che turbina attraverso il vento è uno dei segni più consueti del disordine, del kaos. Anche per gli Induisti, Vaju, cioè il vento, è il soffio cosmico, il Verbo. Per alcune sacre scritture, come la Bibbia ed il Corano, i venti sono messaggeri di Dio. Il soffio di Dio, che spira sulle acque prima della Creazione, è chiamato vento. Enoch dice che se la dimora della Saggezza è costituita dalle Stelle, quella della Violenza è costituita dai venti. L’Aria è energia, è materia sottile e vibrante, che avvolge ogni cosa come un infinito corpo, e che tutto contiene. Se avesse un colore più evidente all’occhio umano, ad esempio nero, ci accorgeremmo di essere un insieme di infinitesimi punti luminosi, che si stagliano dal nero come le stelle nel firmamento. Specularmente, secondo Democrito, ogni corpo emana corpuscoli sensibili che ne tracciano un’impronta analogica sull’Aria. In definitiva, i corpi celesti sono retti da un soffio costante e noi, insieme alla Terra, siamo parte di un pieno, viviamo in un pieno e non in uno spazio (vuoto). Il vuoto non esiste. L’Aria è uno dei quattro elementi ipotizzati da Empedocle e dal suo allievo Aristotele. Dei quattro, rappresentati da triangoli equilateri dagli alchimisti, è uno dei due rivolti verso l’alto[21]. La filosofia indiana ai quattro elementi aggiunge un quinto: l’Etere. Il termine Aria ci perviene dal latino aer ma la sua origine è molto più antica ed il termine ha radici proto-indo-europee in awe-/aar-, ossia Vento, Luce e Cielo. Per noi l’Aria è sinonimo di vita e di libertà, è spazio, è salvezza e, paradossalmente, è la realtà che ci contiene. Per avere un’idea più concreta dell’Aria, basta otturarsi il naso, sigillarsi la bocca, socchiudere gli occhi, ed aspettare ...

 


[1] Cfr. Luca, 12,49-57.

[2] Cfr. Deuterenomio, IV, 24.

[3] Stanza del Fuoco, o più correttamente: ädarän.

[4] Cfr. Paolo, Tessaloniciesi, I, 7,8.

[5] Cfr. Atti degli Apostoli, II,3.

[6] Cfr. Levitico, 18,21.

[7]Pitta e Kapha: fuoco e acqua.

[8]Ovvero, di rendere l’uomo degno agli occhi del Tutto.

[9]Battesimo, Iniziazione.

[10] Nell’isola del Lough Derg in Irlanda.

[11] Cfr. Genesi, 7.

[12] Cfr. Satapatha Brahmana (cioè il libro sacro che contiene il Veda): I, 8, 1.

[13] Cfr. Bhagavata Purana, VIII, 24, 7, segg.

[14] Da Hidor: Acqua.

[15] Da Oxýs: Appuntito.

[16] Lat. Argilla, argillae.

[17] Gr. Argòs: Chiaro, Che illumina. Vedi: Caolino o Argilla bianca.

[18] Cfr. Jack Szostak, Martin Hanczyc e Shelly Fujikawa.

[19]Un tipo di argilla chiamata Montmorillonite.

[20] Cfr. Genesi, 1,1-19.

[21]Quelli rivolti verso il basso sono: Terra e Acqua.

 

di Gerardo Sinatore, tratto da INDACO, edito da Punto Agro News, 2017

prossimamente in vendita nelle librerie

(con fotoemozioni di Laura Giordano)

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