Positano. Disastro idrogeologico, Ortolani: "Tutto innescato da un nubifragio e gli incendi"

09 Novembre 2017 Author :  

di Franco Ortolani 

Positano: il disastro idrogeologico del 6 novembre 2017 è stato innescato da un nubifragio di circa 50 mm ed è stato “preparato” dagli incendi estivi, dalla non adeguata sistemazione idraulica e da una stratificata “disinvolta” antropizzazione.
Prima il fuoco criminale estivo, poi una pioggia di tipo nubifragio di circa 50mm in alcune decine di minuti, gettano fango su una delle perle della Costiera Amalfitana famosa in tutto il mondo: Positano!
Purtroppo è accaduto quanto preannunciato subito dopo le devastazioni dei versanti boscati causate da incendi estivi criminali probabilmente ispirati e attivati da una economia parassitaria e sempre criminale.
Anni e anni di lavoro serio e professionale per lanciare Positano nel mondo e poi…bastano alcune decine di minuti per infangarne l’immagine di luogo bello e sicuro dove passare vacanze rilassanti in un ambiente paradisiaco.
Dal paradiso…all’inferno del fango e detriti che devastano i manufatti del lungomare alla foce del Vallone dei Mulini.
Cosa è successo?
Positano è attraversata dal profondo Vallone dei Mulini che in alcuni punti è interessato da alcuni viadotti e verso la foce è stato modificato e “adattato” ai bisogni dell’uomo, come sempre avviene in un territorio di fondovalle dove la superficie utilizzabile per realizzare manufatti vari è poca.
Il Vallone dei Mulini drena un ampio bacino montano con versanti molto ripidi in parte ricoperti da suolo e sedimenti vulcanici sciolti che hanno favorito lo sviluppo della vegetazione.
Le spiagge di Positano sono state costruite dai sedimenti erosi e trasportati fino a mare dai torrenti interessati da flussi rapidi fangoso detritici in seguito ad eventi piovosi tipo nubifragio.
In corrispondenza del deposito di autoveicoli dell’igiene urbana lungo la strada per Amalfi e verso la foce e l’alveo non è adeguatamente sistemato per garantire il deflusso dei veloci e potenti flussi fangoso detritici che si innescano dopo i nubifragi specialmente quando i versanti boscati sono stati devastati da incendi.
Le aree del lungomare e in parte della Spiaggia Grande interessate da scorrimento e accumulo di detriti in seguito all’evento del 6 novembre 2017 nelle carte ufficiali del PAI non risultano tra quelle che possono essere interessate da fenomeni idrogeologici. Non essendo classificata a rischio idrogeologico e non essendoci pericolo per i manufatti e i cittadini non sono stati realizzati interventi tesi a migliorare la sicurezza idrogeologica dell’alveo.
Utilizzando le foto tematiche satellitari tratte da Copernicus Emergency Management Service (European Commission) è possibile valutare in circa 100 ettari i versanti compresi nel bacino del Vallone dei Mulini che in estate 2017 sono stati devastati dagli incendi.
Una superficie enorme in relazione alla presenza di strade e aree abitate a valle.
Ricordo che a Montoro Superiore alcuni anni fa furono sufficienti 15 ettari di versante boscato a monte della frazione Aterrana per innescare un potente flusso detritico che devastò l’abitato nelle ore notturne, circa 30 minuti dopo che l’area era stata interessata da un nubifragio di circa 50 mm in alcune decine di minuti.
La immediata analisi del versante incendiato (appena spenti gli incendi) a monte di Positano avrebbe dovuto allarmare le istituzioni competenti in quanto era garantito che se un nubifragio avesse colpito i versanti si sarebbero innescati flussi fangoso detritici rapidi e potenti che per alcune decine di minuti avrebbero attraversato il Vallone dei Mulini riversandosi nella zona di foce dove più significative sono state le modificazioni antropiche.
Preoccupazioni molto motivate come più volte ho scritto subito dopo gli incendi estivi.
Preoccupazioni assolutamente non adeguatamente colte dai responsabili istituzionali nazionali e locali che hanno emanato ordinanze banalmente avulse dai reali problemi.
In pratica dopo gli incendi estivi è aumentato il rischio idrogeologico a valle in quanto nubifragi di alcune decine di mm in alcune decine di minuti avrebbero innescato flussi fangoso detritici.
Come è accaduto.
Questi nubifragi non rappresentano una rarità. Non sono eventi eccezionali.
Non hanno niente a che vedere con gli oltre 500 mm di pioggia che provocarono la disastrosa alluvione del 1954 di Salerno, Vietri sul Mare, Maiori e Minori con alcune centinaia di vittime.
Ma sono sufficienti ad innescare rapidi e potenti flussi fangoso detritici che possono arrecare danni e lutti nelle aree urbane, in relazione all’ora in cui si verificano, dopo le devastazioni provocate dagli incendi lungo i versanti a monte.
Si ricorda che ancora oggi i responsabili delle istituzioni pubbliche…stanno a guardare!
I risultati fino ad ora acquisiti con gli studi relativi all’evento del 6 novembre 2017 a Positano sono sintetizzati in alcune figure allegate.
Nella prima figura, l’immagine 1 evidenzia il bacino idrografico del Vallone dei Mulini, la parte di versanti devastati dagli incendi estivi così come tratti da Copernicus e lo scorrimento dei flussi fangosi detritici. L’immagine 2 riporta la registrazione pluviografica del nubifragio del 6 novembre. E’ ben evidente la verticalizzazione della curva che segna l’inizio del nubifragio che complessivamente ha rilasciato circa 50 mm di pioggia in alcune decine di minuti. Il cerchietto marrone individua il deposito dei veicoli dell’igiene urbana che è stato devastato (immagini 3a, 3b, 3c) dai detriti ed ha funzionato come vasca di sedimentazione. Il cerchietto verde nella zona di foce del vallone individua l’area devastata dai detriti accumulati che hanno ostruito la foce con conseguente esondazione verso il lungo mare della Spiaggia Grande danneggiando vari manufatti e locali pubblici. L’immagine 4a evidenzia in rosso la zona interessata dall’accumulo di sedimenti. L’immagine 4b rappresenta la normale vita sul lungomare della Spiaggia Grande prima del disastroso evento. L’immagine 4c illustra la situazione dopo l’evento sul lungomare.
Nela seconda figura l’immagine a destra illustra la mappa ufficiale dell’Autorità di Bacino dalla quale si evince che le aree interessate da scorrimento e accumulo di detriti della Spiaggia Grande e del lungomare non erano completamente cartografate come aree a rischio idrogeologico. Nell’immagine al centro le frecce azzurre indicano lo scorrimento dei flussi fangoso detritici. Le immagini a sinistra evidenziano i disastrosi effetti dei flussi detritici nel deposito dei mezzi dell’igiene urbana, sulla Spiaggia Grande e sul lungomare.
La terza figura a sinistra evidenzia la parte terminale del corso del Vallone dei Mulini dove le attività umane sono state invasive modificando l’alveo originale con vari interventi laterali e di copertura parziale. Le immagini a destra evidenziano la normale situazione della Spiaggia Grande (in alto) e dopo il disastroso evento del 6 novembre.
Quanto accaduto il 6 novembre 2017 si può ripetere ancora se l’area verrà interessata da altri nubifragi.

 

 

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

 

GruppoIdPublicWhiteCompletoGimp