Il grande Massimo Troisi e gli scherzi telefonici con Carlo Verdone

18 Novembre 2017 Author :  

di Francesco Apicella

Voglio raccontarvi un aneddoto divertente sul grande Massimo Troisi ,uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano, soprannominato “il comico dei sentimenti”, il”Pulcinella senza maschera” e come, giustamente, Carlo Verdone dice di lui “il più grande monologhista che lo spettacolo italiano abbia mai avuto”.  Troisi e Verdone, nonostante non abbiano mai lavorato insieme, nella vita erano molto amici e avevano grande stima l’uno dell’altro. “Massimo era molto riservato, chiuso, si apriva con poche persone, esclusivamente dentro casa sua” raccontò Verdone nel 2012 in un’intervista a Repubblica “ Io ero tra quei pochi che riuscivano a portarlo qualche volta al cinema, tipo alle tre del pomeriggio, per non restare prigionieri della folla. Forse ci frequentavamo proprio perché non gli ho mai proposto niente: facciamo questo, facciamo quello, mai. Il nostro era un incontro privato tra due personalità forti, anzi la sua molto forte, più della mia. E le sue grandi performance stracciavano chiunque”. Erano amici e basta e si sa che tra amici gli scherzi, per divertirsi reciprocamente, non mancano mai. Al tempo dell’aneddoto che sto per raccontarvi, risalente all’inizio degli anni ottanta non c’erano  ancora i cellulari e per ricevere un messaggio telefonico c’era solo l’aiuto prezioso della segreteria telefonica che registrava, pazientemente, su un nastro tutti i messaggi vocali ricevuti. “Una volta gli feci uno scherzo al telefono” racconta Verdone “ Camuffai la voce e gli dissi che chiamavo da parte del sindaco di Trieste, mi presentai come l’assessore alla cultura e gli feci una proposta allettante: cento milioni di lire dell’epoca per alcuni monologhi. Lui all’inizio non rispondeva, io andai avanti, lui alzò il telefono e per cinque minuti ci cascò pure. Poi mi venne da ridere e mi riconobbe. Disse: nun te peoccupà, poi ci penso io”. Dopo circa una settimana arrivò la vendetta “Stavo andando a casa sua” prosegue Verdone ”Massimo sapeva che aspettavo una telefonata importante e che da me avrebbe risposto la segreteria. Si mise là e le la scaricò, parlando di fila per 30 minuti con un nastro. Diceva: Carlooo…egghià Carlo rispunne…’o saccio che staje llà…e dai Carlo nun fa accussì. Mezz’ora di seguito! Ma lo fece con una padronanza della voce, con una variazione di toni e di sfumature, da altissimo teatro. Ho conservato quel nastro per tutti questi  anni. E’ una lezione di recitazione”. Massimo Troisi, ammalato gravemente di cuore, morì a Roma improvvisamente, mentre riposava a casa di sua sorella, il 4 giugno del 1994. Era un sabato pomeriggio, uno di quei giorni in cui ogni napoletano saprebbe dire dov’era quando l’ha saputo. Dodici ore prima aveva finito di girare il film “Il postino”, con cui fu candidato all’Oscar ,post mortem, come attore protagonista. Massimo, attore, regista, sceneggiatore e cabarettista italiano ha lasciato un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e, soprattutto, nel cuore di chi gli voleva bene e di tutti noi ,spettatori, suoi affezionati estimatori e ammiratori.

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