HIV, PrEp: il farmaco antiretrovirale che può ridurre il rischio di contrarre l’HIV fino al 90%

07 Dicembre 2017 Author :  

In modo erroneo, per anni, Gaëtan Dugas, lo steward canadese morto il 30 marzo del 1984, è stato ritenuto il primo paziente affetto dall’HIV colpevole di aver diffuso il virus nel nord America. In realtà il primo episodio di positività risale addirittura al 1959: analizzando un campione di sangue prelevato trent’anni prima su un uomo congolese si evinse che quello era da ritenersi il primo vero caso conclamato.

Dal 2010, nei paesi sviluppati, la riduzione delle nuove infezioni è pari al 9%. Questo dato potrebbe in parte dipendere anche da un nuovo meccanismo di prevenzione chiamato
PrEP, la profilassi pre-esposizione: è un farmaco anti retrovirale che viene somministrato alle persone non affette dal virus ma che si trovano a rischio di contagio.
Si tratta di una pastiglia da assumere per via orale e che protegge per 24 ore: la PrEP, Profilassi Pre-Esposizione è uno strumento di prevenzione per l’HIV ma non previene altre malattie sessualmente trasmissibili, quindi occorre sempre utilizzare il preservativo.

In Francia l’acquisto è coperto dal sistema sanitario nazionale, in Italia no e in molto lo acquistano online: nel nostro Paese un generico costa sui 115 euro. In Italia dell’HIV non si parla, come se fosse magicamente scomparso: in Occidente si muore difficilmente ma il contagio aumenta perché i comportamenti pericolosi vengono ancora messi in essere. La medicina lentamente fa progressi di pari passo con la prevenzione che arretra.

Il ministero della Salute sta valutando un programma sperimentale sulla PrEP, scritto da infettivologi e associazioni – Arcigay, PLUS, LILA, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – . La Commissione Europea ha confermato l’ammissibilità del farmaco Truvada come profilassi da pre-esposizione per l’HIV per tutti i 28 Stati membri dell’Unione e la sua valenza è stata confermata durante l’International AIDS Conference: alcuni studi hanno dimostrato che, dopo la sua introduzione, il numero di contagi è notevolmente diminuito tra i maschi omosessuali a San Francisco e a New South Wales (Australia).

Il Sud Africa sta iniziando un programma di PrEp per i sex workers mentre in Italia il primo test sarà effettuato a Bologna, grazie alla collaborazione tra il policlinico Sant’Orsola-Malpighi e il Blq-Check Point. Franco Grillini presidente di Gaynet afferma: “Qualunque arma conto l’HIV è benvenuta. La questione PrEP non può essere arma di polemica. È un’arma, ma non è la sola. Il nemico vero è la sessuofobia che impedisce di parlare nelle scuole, nelle università, nei media che possono avere comportamento a rischio. Quella contro l’AIDS è una guerra dove tutte le armi disponibili devono essere sfruttate al meglio“.
Il farmaco antiretrovirale, assunto regolarmente, può ridurre il rischio di contrarre l’HIV fino al 90% nei soggetti a rischio. Il preservativo, il metodo più sicuro per la prevenzione, va categoricamente, sempre, utilizzato.

 

 

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