Metamorfosi. In compenso sogno

19 Dicembre 2017 Author :  

Oggi è San Giovanni. È una giornata caldissima. Quasi non si respira. Il cielo brilla di stelle e la luna, piena di sé, ha un alone smorto. La Notte di San Giovanni è la più spirituale dell’anno. La Sibilla, per vaticinare, intingeva del piombo fuso nel mare di Napoli e, attraverso le forme solidificatesi, costruiva la sua visione del futuro. Si dice anche che il mare, nell’occasione, si trasformi in acquasanta. Penso che molti dovrebbero andare a farsi benedire. I saggi ritengono che bisogna prodigarsi ad aiutare gli amici sostenendoli con tutto il cuore, poiché l’amicizia è la medicina dell’anima. Però asseriscono anche che se gli amici non sono capaci di percorrere sino in fondo la strada che desiderano, nonostante il sostegno, la vicinanza, la comprensione e l’affetto degli amici, significa che il loro destino è già tracciato. Ed allora bisogna lasciarli vagolare nei loro dubbi ed incostanze d’acciaio. L’essere umano, come una stella, è un atomo intorno al quale non orbitano lune, soli e pianeti, ma donne, uomini e bambini. - Non esiste il caso né la coincidenza; noi camminiamo ogni giorno verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre, afferma lo psicologo e filosofo James Hillman. La meccanica di una stella è riconducibile a quella dell’uomo e viceversa, e tutto ciò che è vivo, segue simili leggi. Come sopra, così è sotto. L’essere umano è una particella infinitesimale e cosciente (intelligente). Cosciente, secondo il grado che gli spetta. Ed è composto da innumerabili altre particelle, anche esse coscienti, secondo il grado che gli spettano.  Ogni cosa è una particella cosciente rispetto all’ordine cosmico, con il grado che le spetta. Anche una pietra è cosciente secondo il suo grado (o meccanismo) di coscienza, così l’aria, il pensiero e il sentimento (che sono materia). L’essere umano non riuscirà mai a conoscere oltre se stesso, a vedere oltre se stesso e, neanche, a vedere nel più profondo di sé, perché è tutt’uno con ciò che lo contiene. È parte integrante dell’universo visibile, come lo sono ad esempio, le molecole che formano una matita. Seguendo questo esempio, l’uomo è una molecola e l’Universo è la matita. L’uomo, quindi, non può guardare oltre la matita, né può essere in grado di concepire in che cosa, su che cosa o sotto quale cosa giace la matita, poiché l’uomo è nella matita, è parte della matita stessa. Sarebbe come chiedere ad una cellula del nostro corpo se vede l’uomo, se comprende ciò che dice, se sente ciò che fa. Oppure, chiedere all’occhio se vede se stesso. L’umano concepire è un processo di sintesi delle informazioni che si possiedono, si raccolgono e si elaborano (intuito), attraverso il quale sviluppa, appunto, il Pensiero, l’Idea. L’uomo non ha alcuna informazione e non ha accesso ad informazioni che si trovano al di fuori di sé. Allora osserva, specula e traduce (l’antica sapienza), utilizzando però, sempre nuovi lessici per farne la differenza. Parafrasando Nietzsche: - Non ci sono fatti, ma solo interpretazioni. Verità è che ogni cosa è esattamente com’era migliaia di migliaia di anni fa. Le civiltà esplodono, muoiono e vengono dimenticate continuamente, e con esse i saperi, i miti e le religioni. Tutto quello che impariamo e scopriamo è già esistito in precedenza. Le invenzioni e le scoperte non sono altro che rielaborazioni e riscoperte. Ripeto, la forma del sapere cambia, ma non l’essenza dell’uomo. L’uomo è, e resterà, sempre lo stesso. Ciò che pensiamo oggi, ciò che facciamo oggi, è esattamente ciò che si è fatto e pensato ieri, ma con modalità diverse e in ambienti circostanti diversi. Non c'è nulla di nuovo sotto il Sole, cantava il saggio Salomone. Ciò che è, è già stato. Se dovessimo credere solo in ciò che vediamo, come sostiene la scienza, il nostro universo sarebbe inequivocabilmente vasto quanto il nostro campo visivo. Eppure vogliamo immaginare che non lo sia. Anche la scienza immagina. Ma sostiene di farlo in modo ortodosso, cioè metodologicamente. È un ridicolo controsenso. La scienza, o meglio l’osservazione, da strumento di sapere è diventata strumento di potere (politico, economico e sociale). È la nuova religione che ha sostituito l’aspetto religioso con quello metodologico. Mistero è non avere parole per rappresentare ciò che l’uomo vede, non ciò che l’uomo non vede. Il concepire umano è fondato sulla speculazione e sul riflesso delle leggi superiori sorrette dal retaggio, ovvero dalla dote di informazioni possedute che ogni predecessore trasmette con il seme, al suo discendente. In effetti, ogni corpo custodisce saperi antichi, anzi, è di per sé un antico sapere. Sapere, ha la radice di sapore, che è una percezione del gusto. Ognuno è la sommatoria dei saperi rappresentati dalla lunga fila indiana (genealogica) degli antenati che ci hanno preceduti. Quindi, l’uomo, all’interno del suo mondo, che è parte dell’universo, può solo immaginare ciò che è fuori dal suo campo visivo, che chiama Sogno. Il Sogno è l’altra parte del mondo che, come la verità, è fatta solo di immagini. Sogno ricava la sua radice etimologica dal sanscrito svàpnja, da cui il greco sýpnos, hypnos. Il dio Ipno era il gemello di Tanato, il Figlio della Notte. Quindi il sogno è l’incorporeità della notte. Adesso, io dico che l’universo visibile è un tubo cilindrico, in cui tutto fluttua in un moto elicoidale (spiraliforme) e perpetuo; che quel moto a spirale subisce a catena l’erompere di forze disgreganti. In effetti, la partita inestinguibile ed immutabile dell’eternità è tra ciò che unisce e ciò che dis-unisce, tra il Bene e il Male. Questa eterna contesa di forze, crea equilibri e squilibri che si palesano nel mondo mortale, ad esempio, con gli atteggiamenti massivi degli uomini che generano concordia, conflitti, armonia, inimicizia, periodi aurei e periodi oscuri. Ma, oltre a creare equilibri e squilibri, questa contesa genera energie che allontanano ed avvicinano, che sollevano ed atterriscono, che respingono ed attraggono. Energie che spirano dal (mondo del) Sogno. Le orbite celesti sono di ogni ampiezza, anche se noi ci focalizziamo, per lo più, su quelle più evidenti a noi, cioè su quelle più strette; intorno a pianeti e sistemi di pianeti orbitano altri corpi celesti. Nello stesso modo gravitano, intorno a noi, affetti, amicizie e inimicizie, vicine, lontane, perenni e temporanee. Una prova degli effetti di energie che si sentono, sempre nel nostro mondo e cioè quello dei mortali, è costituita, ad esempio, dal tifo manifestato in un campo di calcio ad una partita importante, o dalla numerosa presenza appassionata di fans ad un grande concerto pop o, ancora, da quella di ferventi fedeli nei luoghi sacri (ma solo in alcuni). Sul campo sportivo, un tifo potente è in grado di non far toccare i piedi a terra ai calciatori ai quali è indirizzato, mentre genera, nella squadra avversaria, scoramento. I calciatori sostenuti (sollevati) dal tifo, acquistano impensabili energie, mentre gli altri le perdono, se il tifo è fortemente sbilanciato. Ad un concerto, la presenza numerosa di un pubblico carica gli artisti a tal punto da farli letteralmente saltellare sul palco (a parte l’effetto della musica); l’assenza di entusiasmo crea, invece, scoramento. In alcuni luoghi sacri si avverte un’atmosfera densa che noi definiamo mistica. Per lo più in quelli più antichi o che hanno registrato, nel tempo, la presenza di innumerevoli e ferventi devoti. Le implorazioni ed invocazioni di questi ultimi vengono trattenute nel luogo, creando un’atmosfera concentrata che tocca e che si tocca, cioè che si sente nell’aria. Penso alla Porziuncola di Assisi; al santuario della Virxe da Barca di Muxia a Capo Finisterre; alle Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso di Napoli; all’abbazia di Mont Saint-Michel in Normandia; alla cattedrale di Notre-Dame di Parigi, ma anche al santuario della Madonna di Pompei; all’eremo di S. Erasmo in Corbara, dove celebra un asceta, padre Gigi; alla chiesetta dell’ex convento claustrale della Purità del mio paese e alla basilica paleocristiana dell’Annunziata di Paestum. Ricollegandoci al tubo cilindrico, come detto, il moto a spirale interno subisce, a catena, l’erompere di forze disgreganti (tempo) che vorrebbero sprigionare la spirale di energia oltre il cilindro. Il cilindro esercita su queste forze disgreganti, invece, un’energia di contenimento, di unione, una sinapsi, un’invisibile forza avvolgente. La opposizione tra queste forze aggreganti e disgreganti, produce energie ascensionali e discensionali (spazio), da sopra a sotto (del cilindro) e viceversa. In effetti, il cilindro, cioè l’involucro di legno della matita, insieme alla mina di grafite, costituisce lo spazio di cui sopra; l’insieme delle molecole che formano la mina, è la materia oscura (la vita) che anima il moto spiraliforme (tempo). L’uomo può limitatamente guardare, dall’interno della mina, la parte interna dell’astuccio di legno della matita che crede essere l’Universo. In effetti, quanto guarda il cielo e le stelle, ha l’impressione di guardare all’esterno di se stesso, ma non è vero: sta guardando, dal punto di vista della mina di grafite, la parte interna dell’astuccio che, insieme alla mina di grafite, forma un unico corpo. Quindi, non sta guardando all’esterno di sé, ma il mondo che lo contiene: ecco perché non arriverà, mai, ad alcuna definizione. E questa sua grande intelligenza? Dentro e fuori ogni essere vivente, tutto è intelligente. Quando per sinapsi si crea materia, di per sé quella materia è intelligentemente indipendente dalla stessa sinapsi che l’ha prodotta, perché intelligente lo è la materia in sé. L’ombra della materia è intelligente. Il suo corpo è intelligente. Il meccanismo del suo corpo ha un’intelligenza che prescinde da quella di una mente. Nel caso dell’uomo, il corpo umano è intelligente quanto l’intelligenza della mente umana. Lo dimostra la produzione di corpi ed anticorpi, le reazione epidermiche ed altro ancora. Ogni nostra invisibile particella è autonomamente intelligente. Il corpo umano è come se ospitasse il mondo intero. Ecco perché la nostra mente è invasa da dubbi. Sono generati dall’ascolto delle voci che vivono dentro di noi. Tutte queste particelle intelligenti dialogano tra di loro. Quando non dialogano più, è in corso una disgregazione. Fate i debiti parallelismi. Il moto spiraliforme è, come detto, degli astri. Anche il vento, ha lo stesso moto. E anche gli atomi che formano la materia. Tutto è materia, anche i sentimenti. L’energia è materia. Il pensiero è materia. Il sogno è materia. Il vuoto che ci avvolge è materia (onde e vibrazioni). Mi ricordo quando mio padre, a casa dei nonni in Calabria, tagliava il pane rotondo contro il petto. Io invece costruivo barchette di carta. Per costruire barchette c’è bisogno di sognare, ma anche per tagliare il pane contro il petto. Anche mio padre, in quel gesto sognava (emulava) suo padre. - I bambini si portano dentro una magia naturale, che a poco a poco, crescendo, sono costretti a distruggere ed allora cominciano a pregare: la santissima Trinità, i santi, la Madonna, una grande Madonna azzurra con gli ori e gli incensi. Dobbiamo imparare a respirare e riscoprire gli alberi, le pietre, gli animali e tutta la macchina della Terra: hanno un respiro interno, come noi. Hanno ossa, vene, carne, come noi[1]. Da bambino, mi miravo nudo nello specchio, di profilo. Ero esile. Vedevo le mie scapole sporgenti che scambiavo per ali spezzate, per bozzi di ali pentite. E, come Icaro, sono caduto. Ma, senza aver mai volato verso il sole. Ho avuto un’infanzia incredibile, un’adolescenza traumatica e una giovinezza insopportabile. Ma in compenso, sogno. 

di Gerardo Sinatore, tratto da INDACO, libro edito da Punto Agro News, 2017

(con fotoemozioni di Laura Giordano)


[1] Cit. di Giordano Bruno.

 

 

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