Mangiare o alimentarsi? I consigli del nutrizionista

29 Dicembre 2017 Author :  

di Francesco Ruggiero*

Rivalutazione del sistema gastrointestinale e invito ad una alimentazione e nutrizione ottimale.

Iniziare a considerare il sistema gastroenterico non come un tubo attraversato da cibo, ma bensì come un sistema articolato connesso a più livelli con gli altri sistemi dell’organismo.

L’apparato digerente, o gastroenterico, è un tubo molto lungo che parte dalla bocca e arriva all’ano. Gli organi che compongono il corpo umano, così come lo conosciamo, sono tutti accessori di questo sistema.
Che l’apparato digerente sia il più importante organo di tutto il corpo umano è facilmente intuibile, dato che è l’interfaccia più vasta con il mondo esterno ed è anche l’organo endocrino ed esocrino più grande; la funzione di assorbimento, che scaturisce da una corretta digestione, è essenziale per il mantenimento in vita di tutti gli altri organi.
Se è abbastanza ben conosciuta la parte superiore, composta da bocca, esofago e stomaco, così non è per l’intestino. Quest’ultimo non è considerato più come una semplice zona di transito passiva, unicamente coinvolta nei processi di digestione ed escrezione. Infatti, ad esempio, il potenziale terapeutico degli ormoni intestinali e il loro possibile ruolo in ambito patologico, richiamano in misura crescente l’attenzione di gastroenterologi, nutrizionisti e farmacologi. La parte del tenue invece, il tratto adibito all’assorbimento, che si interfaccia con il mondo circostante più vasto, adopera meccanismi di auto-protezione molto sofisticati dato che, una sua eventuale malattia, pregiudicherebbe e comprometterebbe in modo serio la possibilità di sopravvivenza dell’individuo.
All’interno dello stesso intestino esiste un organo sovranumerario fondamentale di cui si ignorano quasi tutte le funzioni, senza il quale però la vita sarebbe impossibile: il microbiota intestinale o popolazione batterica intestinale. Quest’ultima è di fondamentale importanza per una serie di attività (detossicazione, produzione di vitamine), metaboliche e non, che si svolgono all’interno dello stesso intestino ma che possono condizionare anche gli altri organi di altri sistema (per esempio la tiroide).
È inutile dire, che mantenere in ottime condizioni ottimali questo articolato sistema, garantisce un primo passo se non il più importante per la prevenzione di molte patologie. Il cibo e le modalità di come viene assunto, esplica un ruolo fondamentale nella preservazione di questo sistema.
L’importanza di una alimentazione e nutrizione ottimale, rivolta al benessere globale dell’organismo.
Molti, purtroppo, confondono l’alimentazione con la nutrizione, questi due termini, infatti, vengono spesso usati come sinonimi, mentre hanno significati completamente diversi.
Alimentarsi significa riempiere un tubo, nel nostro caso il digerente, con degli alimenti, mentre la nutrizione è il processo di trasformazione dell’alimento che ne permette l’assorbimento. Più precisamente, l’alimentazione è la semplice ingestione di un materiale che contiene la sostanza che ci serve, mentre la nutrizione è la trasformazione, la parte molto più complicata, che ci permette di ottenere la materia prima in forma pura e usabile.
Se un soggetto mangia cibi scadenti e ha un sistema digestivo reso inefficiente da una alimentazione troppo eccessiva, a lunga andare, la nutrizione dell’organismo ne patirà, fino alla compromissione dello stato di salute. In un primo momento, il corpo userà diversi sistemi compensatori, fino ad esaurimento, per poi incominciare a degenerare.
Mangiare spesso a orari impossibili, magari in piedi, discutendo di lavoro e in fretta, a vent’anni non ci fa nulla perché il corpo compensa; lo stesso comportamento a quarant’anni ci procura la gastrite, perché i meccanismi di compensazione cominciano a non farcela più e, a sessanta, si manifestano patologie più gravi come il diabete insulino-resistente, la pressione alta, l’ipercolesterolemia, le malattie allergiche e così via.
Il vero problema è la quantità di cibo che noi introduciamo, peggio ancora se di scarsa qualità nutrizionale, dato che i meccanismi di detossificazione dell’apparato digestivo (fegato, intestino, microbiota) sono spettacolari e, se non sono sovraccaricati di lavoro, permettono l’eliminazione di gran parte, se non di tutte le tossine introdotte.
La quantità di cibo introdotto, dunque, è un grosso problema, perché il metabolismo dell’uomo è strutturato per la carestia e non per l’abbondanza. Tutto ciò che ingeriamo in più rispetto il fabbisogno viene stoccato nelle cellule grasse per poter essere utilizzato in periodi di carestia, che non arrivano mai considerando la società attuale. Le cellule grasse non sono dei semplici sacchetti in cui infiliamo dei nutrienti in attesa di essere utilizzati, non sono dei depositi “silenziosi”, infatti producono una serie di segnali che, da un lato avvisano che sono piene, mandando segnali di sazietà, dall’altra possono produrre segnali che comporteranno ad esempio l’innalzamento della pressione.
Ogni volta che si pensa al cibo, e a come mangiamo in quantità esagerata, dovrebbe venirci alla mente il comportamento degli animali. Se un orso mangia più del necessario per un certo periodo, lo fa solo per accumulare riserve per il letargo e non per il piacere di mangiare. Nessun animale uccide per il gusto di uccidere (tranne l’uomo), ma solo per nutrirsi del necessario per vivere e procreare.
Si arriva alla conclusione che siamo “drogati” di alcuni cibi, come il grano e i formaggi ad esempio, infatti alcuni dei loro derivati hanno una struttura simile alle endorfine prodotte dal nostro corpo in situazioni di piacere, pertanto potrebbero dare dipendenza. Ancora, molte persone, lamentano di avere spesso patologie dolorose in distretti lontani e scollegati dall’intestino, ma lo stesso abuso di carboidrati fanno aumentare l’insulina, ormone in grado di distribuire in tutto il corpo segnali infiammatori: avere e mantenere una insulinemia alta con l’alimentazione, vuol dire programmarsi per molte e varie patologie.
Nutrirsi di cibi dall’alto valore nutrizionale, come cereali veramente integrali e da agricoltura biodinamica più che biologica, la scelta di cotture salutari come l’utilizzo del vapore per cuocere vegetali o le carni, ma anche il controllo e l’astensione dall’ingerire costantemente cibo, dovrebbero essere normali abitudini e non panacee da utilizzare a patologie conclamate.
Se si vuole fare prevenzione per la propria salute in termini di cibo e non solo, bisogna lavorare su più livelli, come ripulire la mente abbandonando per prima cosa il concetto di dieta come strumento momentaneo di salute, tenere bene in mente che siamo esseri progettati per il movimento e che possiamo stare bene assieme, aldilà del cibo.

 

Francesco Ruggiero Nutrizionista

Namastè - rubrica a cura della Psicologa Raffaella Marciano

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