Cosa sono i Bitcoin e perché c’è tanto interesse

09 Gennaio 2018 Author :  

Cosa sono i Bitcoin e perché c’è così tanto interesse intorno ad essi?

I Bitcoin, per coloro che non ne hanno mai sentito parlare, sono una moneta elettronica. Il termine corretto è criptovaluta, ma per ora è sufficiente sapere che sono una vera e propria moneta di scambio che può essere utilizzata per comprare beni e servizi in maniera diretta, oppure scambiata con valute reali come l’Euro o il Dollaro.

Ma da dove saltano fuori questi Bitcoin? L’origine risale al 2009 ad opera di Satoshi Nakamoto, pseudonimo del suo reale creatore. L’idea alla base è di una valuta, in termini economici, quasi perfetta: il suo valore è dato dalla leva della domanda e dell’offerta e non è regolamentata da nessun ente privato o statale.

L’interesse dei media negli ultimi mesi è cresciuto esponenzialmente nei confronti dei Bitcoin, complice l’enorme crescita del loro valore a partire dall’inizio dell’anno. Ogni Bitcoin vale, al momento in cui scriviamo, circa 17.000€: una cifra esorbitante, se consideriamo che a Gennaio 2016 il loro valore si aggirava intorno ai 400€ per unità.

Non stiamo qui ad analizzare i motivi della crescita esponenziale, ma gli effetti che questa ha avuto sulle masse. Tantissime persone, attirate dalla continua crescita del valore del Bitcoin, hanno cominciato ad interessarsi alle criptovalute. Parliamo al plurale perché, benché si parli solo di Bitcoin, ci sono almeno altre 30 monete elettroniche con funzionamento pressoché simile, come Ethereum, Vertcoin e Electroleum.

Nulla si crea, nulla si distrugge...tranne i Bitcoin
I non addetti ai lavori, leggendo molti articoli della stampa nazionale e internazionale, potrebbero essere portati erroneamente a pensare che chiunque può arricchirsi più o meno facilmente con i Bitcoin. Per capire se è davvero così bisogna prima comprendere in che modo vengono “creati” i Bitcoin.

Il lavoro sporco solitamente lo fa un computer: diciamo solitamente perché nel corso degli anni lo scenario è cambiato davvero tantissimo. Satoshi Nakamoto, nel concepire il bitcoin, ha immaginato un sistema il più equo e dinamico possibile, al contrario dei meccanismi piuttosto statici e discriminanti delle valute tradizionali. Per produrre Bitcoin bisogna risolvere un quesito matematico più o meno complesso,e tutti i partecipanti alla rete sono invitati a risolverlo.

Il sistema adegua la difficoltà di risoluzione di questo problema in base alle capacità computazionali della rete e al numero di partecipanti, garantendo nel tempo che vengano elargiti in modo costante un gruppo di Bitcoin ogni 10 minuti.
Il primo passo per iniziare a produrre Bitcoin è munirsi di uno strumento in grado di risolvere i problemi matematici che il sistema richiede: in principio venivano utilizzati i processori presenti all’interno dei computer domestici (CPU, Central Processig Unit), per poi affidarsi alla potenza di calcolo delle schede grafiche (GPU, Graphic Processing Unit) ed infine a sistemi specializzati di calcolo che sono specificamente progettati per i Bitcoin (sistemi ASIC).

Se inizialmente era facile trovare la risoluzione di questi problemi, che richiedevano una potenza di calcolo esigua, con il crescere degli attori in gioco e il numero maggiore di unità di Bitcoin in circolazione il sistema si è adeguato, aumentando la difficoltà della risoluzione dei quesiti matematici. Questo è un passaggio importantissimo per capire la situazione attuale e il bilanciamento dell’intero sistema: più passa il tempo, più moneta circolante c’è e più diventa difficile risolvere i problemi matematici che portano alla creazione dei Bitcoin.

A poco a poco la difficoltà di questo processo, che viene chiamato ‘mining’, aumenta con una progressione geometrica: sono necessari quindi strumenti con una capacità di calcolo molto più grande via via che nuovi Bitcoin vengono creati. In questo modo si evita il fenomeno dell’inflazione, mantenendo costante nel tempo l’influsso di moneta elettronica all’interno del sistema.

CHI GESTISCE IL SISTEMA?
Come abbiamo visto in apertura, i Bitcoin non vengono regolati da nessun sistema centralizzato, sia esso privato o pubblico. E’ l’intera rete che si auto-regolamenta, mantenendo nel tempo e in maniera decentrata la memoria di ogni singola transazione, come la creazione di un gruppo di Bitcoin o il trasferimento della loro proprietà da un soggetto ad un altro. La memoria collettiva di tutte le transazioni di Bitcoin viene chiamata Blockchain.
Dicevamo prima come i Bitcoin siano un sistema equo: tutti possono partecipare alla risoluzione dei problemi matematici, ma essi richiedono una grande potenza di calcolo. In teoria ogni partecipante ha una possibilità di poter “scoprire” una serie di Bitcoin: tuttavia più potenza di calcolo si mette a disposizione, più possibilità si hanno di potersi aggiudicare la risoluzione del problema prima degli altri, e accaparrarsi così la proprietà della scoperta.

Il premio per la risoluzione dei problemi sono blocchi di Bitcoin, fissati in un numero standard che diminuisce nel tempo: in principio il premio per ogni nuovo blocco “sbloccato” era di 50 Bitcoin. Ogni 4 anni circa il premio dimezza, così che dopo più di 8 anni il premio oggi è di 12.5 Bitcoin per blocco. Quando un sistema scopre un nuovo blocco manda un messaggio in rete, qualcosa di simile ad un “Hey, ho appena scoperto un nuovo blocco!”. I soggetti in rete che ricevono il messaggio controllano il problema, lo verificano e ne danno conferma: se effettivamente un nuovo blocco è stato scoperto allora si da inizio ai lavori sulla risoluzione di un nuovo blocco.

Ogni blocco ha una sua chiave crittografica, che viene salvata in un portafoglio elettronico. Il portafoglio elettronico può essere salvato su un hard disk, una chiave USB o anche il nostro smartphone. Le chiavi che descrivono l’ammontare di Bitcoin in nostro possesso sono custodite gelosamente da chi le possiede: chiunque le possieda è di diritto il loro proprietario. Le transazioni sono effettuate in forma anonima sia per i trasferimenti che per la creazione di nuovi blocchi di Bitcoin: non è possibile risalire all’identità del beneficiario o del proprietario.

DIVENTARE RICCHI CON I BITCOIN
Agli albori, risolvere i blocchi di Bitcoin era una passeggiata: bastava avere un PC moderatamente potente per avere una possibilità elevata di sbloccare nuovi blocchi e ricevere il premio.
Con l’aumentare della difficoltà i minatori (coloro che partecipano attivamente all’attività di scoperta dei Bitcoin, detta mining) si sono dovuti adeguare, comprando dispositivi sempre più potenti e specifici per poter competere con la crescente difficoltà dei problemi e la competizione. Al giorno d’oggi, nel 2017, l’interesse generale per i Bitcoin ha fatto schizzare alle stelle la difficoltà del processo di scoperta degli stessi. Ecco perché molte persone che vogliono provare a guadagnare con le criptovalute, ma non hanno grandi capitali da poter investire, preferiscono strade alternative ai Bitcoin. Solitamente ci sono due possibilità:
1. Fare il mining di altre criptovalute alternative ai Bitcoin, come Ethereum
2. Entrare a far parte di un gruppo, detto pool
Entrambe hanno i propri vantaggi e svantaggi. Facendo il mining di altre criptovalute bisogna un pò essere gli imprenditori di noi stessi, informandosi costantemente su quale sia la miglior valuta da minare e il loro andamento di mercato.
La seconda soluzione è molto più adatta a chi ha un capitale da investire ma preferisce un guadagno costante e a basso rischio. Entrando a far parte di un pool si presta la propria potenza di calcolo per la risoluzione di un blocco di Bitcoin: se un blocco viene risolto dal proprio pool si riceve un premio proporzionale alla potenza di calcolo messa a disposizione, in maniera equa.

Sconsigliamo, data l’attuale difficoltà computazionale richiesta, di provare a effettuare il mining in proprio di Bitcoin: la potenza richiesta è enorme, e potreste non essere mai abbastanza “fortunati” da poter scoprire un nuovo blocco di Bitcoin.

SCAMBIARE I BITCOIN CON UNA VALUTA REALE
Il Bitcoin è il metro di paragone di tutte le altre criptovalute. Ogni qual volta effettuiamo una transazione all’interno del sistema delle valute elettroniche troveremo che esse vengono scambiate secondo il valore di mercato dei Bitcoin. Ci sono siti specializzati che consentono di convertire le nostre criptovalute in Bitcoin, e viceversa, un pò come Piazza Affari: si vende e si compra in modo del tutto arbitrario, secondo le proprie capacità ed esigenze.

Se abbiamo raccolto un numero cospicuo di moneta elettronica, possiamo pensare di convertire il tutto in moneta reale. Anche qui attraverso siti specializzati o carte ad-hoc possiamo automaticamente convertire i nostri Bitcoin in Euro, ma attenzione: ci sono delle spese di commissione da pagare, per cui valutate attentamente quale sito offra il miglior tasso di cambio.

I guadagni facili non esistono, e come in tutti gli ambiti chi rischia di più ha anche il maggior ritorno economico. Investitori illuminati in passato hanno comprato grosse quantità di Bitcoin e si sono ritrovati con il loro valore alle stelle negli ultimi mesi, ma col senno di poi è facile poter giudicare. La verità è che tutte le persone che hanno costruito una fortuna con i Bitcoin hanno deciso di investire, sia in termini di materiale adatto al mining in proprio oppure acquistando direttamente la valuta elettronica, così come si comprerebbero le azioni di un’azienda quotata in Borsa.

I Bitcoin però non hanno solo vantaggi: grazie alla loro intrinseca natura hanno attirato e continuano tuttora ad attirare malintenzionati che, grazie all’anonimato, possono vendere servizi e prodotti illegali sul Dark Web. La non tracciabilità dei trasferimenti di denaro tramite Bitcoin è un problema enorme per le forze dell’ordine e per il Fisco: un problema è ad esempio la tassazione dei proventi dall’attività di mining in proprio, che al momento vengono considerati analoghi a quelle delle valute estere, e che non vengono tassati fino ad una certa aliquota.

Il mondo delle valute elettroniche è complesso e non alla portata di tutti: richiede conoscenze tecniche che non si apprendono all’Università ma che spesso vengono condivise tra ristretti gruppi di utenti esperti o che si imparano “sulla propria pelle”. Se l’argomento vi interessa in rete ci sono tanti spunti per poter approfondire la vostra conoscenza dei Bitcoin e delle criptovalute in generale, ma è sempre bene ricordare la regola d’oro: i guadagni facili, purtroppo, non esistono.

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