Sarno. Museo Archeologico Nazionale, Alfinito: "Un grande lavoro ma c'è ancora tanto da fare"

29 Gennaio 2018 Author :  

“Il museo archeologico Nazionale della Valle del Sarno è visitato per la maggior parte dagli istituti scolastici, non solo di Sarno ma di tutto il territorio. Nonostante le nostre tante iniziative collaborando anche con l'amministrazione comunale, quello che non si riesce a fare è coinvolgere il pubblico adulto”. A parlare è il direttore del Museo Emilia Alfinito. Il Museo Archeologico Nazionale della valle del Sarno, ospitato dal 2013 nella nuova sede di Palazzo Capua a Sarno. Al suo interno conserva reperti di straordinario pregio provenienti da tutti i comuni della Valle del Sarno. I ritrovamenti esposti vanno dall'età preistorica sino al periodo medievale. Molti sono i corredi funerari provenienti dalle necropoli del territorio. Notevoli le ricostruzioni delle tombe a cassa - di età ellenistica, seconda metà del IV sec. a.C. -, rinvenute in località Galitta del Capitano, con pitture funerarie mirabilmente conservate che rappresentano scene caratteristiche quali il “ritorno del guerriero accolto dalla famiglia”. Attualmente è esposto soltanto il 30% dei reperti esistenti. Nei depositi ci sono reperti eccezionali, un patrimonio inestimabile che purtroppo non è possibile esporre per problemi di spazio.

L'intervista al direttore del Museo Emilia Alfinito

“Tutti i nostri sforzi – spiega Alfinito - sono diretti verso la valorizzazione e maggiore conoscenza di questo luogo, in virtù di questo stiamo cercando di intraprendere rapporti di collaborazione con vari Enti. Il museo archeologico della Valle del Sarno con tutte le sue bellezze e le sue ricchezze non riesce ad integrarsi nel territorio e radicarsi come dovrebbe, ed è proprio su questo che noi stiamo lavorando per cercare di coinvolgere quante più realtà possibili. Abbiamo un ottimo rapporto con l'amministrazione comunale di Sarno che ci sta vicino e insieme abbiamo organizzato diversi eventi all'interno del museo, manifestazioni di spessore culturale, cerchiamo di creare quanto più legami possibili. A breve si dovrebbe avviare una collaborazione con la Curia Vescovile, perché ovviamente le parrocchie sono il collante. Proprio per questo volevamo cercare di prendere dei contatti anche con i parroci per realizzare incontri, attirare le associazioni, in modo di aprire il museo ad una conoscenza più approfondita. Abbiamo avuto l’impressione che molti non sanno che a Sarno esiste un museo. Noi ospitiamo tante manifestazioni, spesso anche non afferenti semplicemente ai beni conservati. Abbiamo aperto il museo a eventi teatrali, musicali presentazione di libri proprio per cercare di coinvolgere tutti. Il Museo viene visto piano piano come un luogo dove si fa cultura, attraverso questo stiamo cercando di far affezionare la gente. Dei risultati li stiamo ottenendo ma bisogna lavorare ancora molto. Inoltre, stiamo prendendo contatti con gli immigrati che chiedono asilo, stiamo cercando di creare contatti con questi ragazzi che hanno difficoltà ad integrarsi. Vogliamo invitarli perché sono particolarmente chiusi e insieme ai ragazzi del Liceo di Sarno, cercare di integrarli e fargli comprendere la nostra cultura. Questo è un progetto a cui stiamo lavorando insieme al Liceo Tito Lucrezio Caro di Sarno”.
Tanta la collaborazione del comune di Sarno e dell’amministrazione sarnese, ma il Museo non è solo di Sarno ma è della Valle del Sarno ed è proprio questo uno dei problemi fondamentali: la mancanza di senso di appartenenza di altri comuni.
“Stiamo avviando un percorso con i comuni, - spiega Alfinito - abbiamo indetto una manifestazione dal titolo “Ricostruiamo la nostra storia”, la realizzazione di una rete tra i comuni del territorio per la promozione del Museo. Abbiamo avuto già un incontro con i sindaci nell’aprile scorso proprio per far capire loro che il museo di Sarno non è solo della città di Sarno, ma bensì dell’intero territorio visto che all’interno ci sono conservati reperti provenienti dalle diverse città della valle del Sarno. Il progetto prevede e si articola in più momenti, in pratica il comune che prende parte al progetto dovrebbe finanziare una campagna fotografica di tutti i reperti appartenenti al proprio comune conservati all'interno del museo, anche quelli che attualmente sono in deposito e non ancora restaurati, reperti appartenenti alle varie comunità coinvolte nell'iniziativa, successivamente realizzare una mostra fotografica da allestire all'interno del museo con il materiale del comune di volta in volta individuato. Tutto il materiale fotografico sarà esposto per 3 mesi. Purtroppo però a questa manifestazione ha risposto solo il comune di Pagani, gli altri comuni avevano detto di prendere parte al progetto ma poi non so per quale motivo, non hanno ancora aderito. Il progetto non ha suscitato la risposta che speravo. Una realtà preziosa che purtroppo non riesce a venire fuori come dovrebbe. Si intraprendono tante iniziative ma purtroppo poi tutto svanisce ed è un vero peccato, basta vedere il distretto turistico della Valle del Sarno – Pompei e Monti Lattari, partito in pompa magna, ma ad oggi non ha prodotto niente, ed io proprio sulla scia di quel distretto volevo far partire questo progetto tra i diversi comuni, ma anche in questo non è stato mostrato entusiasmo. Noi non molliamo affatto, siamo pronti a riproporre il progetto”.
Un territorio tanto ricco, quanto degradato e abbandonato, un territorio che si potrebbe candidare tranquillamente a fare da cerniera tra le straordinarie ricchezze di Pompei e Paestum ma che purtroppo non riesce a decollare molto spesso per l’indifferenza di una politica che guarda ad altro e non riesce a valorizzare le ricchezze vere del territorio, quelle che potrebbero dare il “La” allo sviluppo. “Questo è un territorio ben collegato dai mezzi pubblici quindi potrebbe essere effettivamente un territorio cerniera anche grazie alla vicinanza a Pompei, ma purtroppo ad oggi non riesce a sfruttare questa ricchezza fino in fondo” conclude Alfinito.

AdMedia

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2