Sant’Alfonso e l’atmosfera culturale del '700

21 Maggio 2018 Author :  

Il ‘700, fu per il Cattolicesimo un ennesimo periodo di accerchiamento teologico per le inside Illuministiche e Giansenistiche. L’Illuminismo infilzava con durezza la fede cristiana con la spada della ragione e il Giansenismo, limitava la speranza della salvezza, cioè della grazia di Dio, a pochi eletti, ai Perfetti, proprio come lo Gnosticismo e la religione Catara, pensieri indistruttibili nel principio di screditare la Chiesa Cattolica per porla difronte alle proprie contraddizioni teologiche e secolari. Illuminsmo, seppur questo termine appaia del tutto disdicevole per un periodo che cancella la voce dell’anima per dare luogo ad un antropocentrismo razionale dominante e innaturale, fu il termine che sancì la base della modernità, ovvero dell’evoluzione spinta delle civiltà, del così detto progressismo che oggi, finalmente, dopo un abuso e guasti senza proporzioni per l’umanità, inizia ad essere gradualmente ripudiato per dare spazio ad un nuovo umanesimo. All’Illumismo segue, artisticamente, il Barocco, poi il Rococò, l’epoca in cui si cerca nella materia la bellezza, nella ragione la verità e nella scienza ancora la luce dela ragione. Alti pensatori si sono allineati nella creazione di questa modernità, da Cartesio a Pascal, seppur quest’ultimo alla fine indietreggi spaventosamente finendo in un burrone nell’affermare che, in fin dei conti, Conviene credere. Il Giansenismo, corrente ereticale promulgata dall’olandese Cornelis Jansen e poi approdata in un convento di suore di Port-Royal des Champs nei pressi di Parigi, comunicava l’inefficacia di alcuni sacramenti avocando esclusivamente e direttamente a Dio, la scelta delle anime da graziare. Sant’Alfonso, fu un antiereticale e antigiansenista; nel dibattito ricorrente sulle eresie, il tedesco Adolf von Harnack, da buon luterano e da Storico della Chiesa, provava verso di lui una certa avversione perché lo reputava, per quella sua morbidezza verso l’ortodossia, un campione del probabilismo, l’esatta antitesi di Lutero, tanto da spingerlo a dire spregiativamente che: - Liguori e Voltaire, del tutto contemporanei, sono stati, per eccellenza, i due trascinatori d’anime delle nazioni latine. Ciò per affermare sinteticamente che tra questi due giganti del pensiero, nel dibattito fede-ragione, la differenza tra i due era da ricercare, e che entrambi aprivano dei baratri nel dibattito socio-teologico da secoli in corso. In effetti, sia il de’ Liguori che il Voltaire, si erano nutriti e formati con il caglio del latte sapienziale dei Gesuiti, ed Harnack sosteneva che Sant’Alfonso era la prova dello svilimento e del decadimento della teologia cattolica nel secolo XVIII e che nell’Ottocento quello che ancora si era salvato dell’agostinismo era stato cancellato proprio dal Liguori. In vero, in tutte i pensieri del de’ Liguori, riaffiora prepotentemente e sempre il pensiero agostiniano, e anche quando è meno evidente, c’è. D’altro canto, Sant’Alfonso, anche attentissimo epistemologo, visse un fervente, costante ed affligente dibattito, sia all’interno della Chiesa, scontrandosi con le prassi, sia con l’impostazione teologica, cioè con la ratio theologica, perché ancora inflessibile nel voler riportare l’interesse per Dio, per Gesù Cristo e per tutte le altre tematiche spirituali - vive fuori dal perimetro ecclesiale - all’interno della fede e la fede sul suo oggetto. A Nocera de’ li Pagani, poi, Sant’Alfonso si scontrò con altri poteri ben radicati, qui il clero per secoli era stato sempre considerato come un potente feudatario nell’accezione più spregiativa, e questi poteri gli si scagliarono contro, opponendosi ai suoi metodi proselitistici, ribellandosi alla costruzione della casa di Pagani e resistendo all’accetazione della sua Congregazione, tanto è che una trentina di prelati, di vario ordine e grado della Curia di Nocera, insorsero per malmenarlo, alcune testimonianze leggendarie locali raccontano, addirittura, di uno schiaffo che raggiunse il Santo.

tratto da “SANT’ALFONSO PAGANESE PER SCELTA”

(Conferenza tenuta presso l’Ente per il Tursismo di Salerno per il F.A.I. Fondo Ambiente Italiano, 9 marzo 2018,

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