Namastè. Diversità! Ma cos'è la normalità?

02 Novembre 2018 Author :  

Namastè cari lettori,

È da un po' che non interagiamo e a dirla tutta mi siete mancati!
Da diversi giorni rifletto su cosa realmente possa significare il concetto di Diversità, e vorrei condividere la mia opinione con voi. Quando ho iniziato a domandarmi cosa fosse per me la diversità, ho subito pensato ad un’altra domanda “cos’è la normalità? Noi esseri umani siamo mai stati normali?
Ma andiamo per ordine. Sotto l’aspetto psicologico il concetto di normalità sottende alla tendenza di valutare le persone secondo le somiglianze, ritenendo le differenze come elementi disturbanti, poiché le somiglianze aggregano e tranquillizzano. Questa tendenza umana, che ha avuto un ruolo importante nella nostra sopravvivenza, ci ha spinto a creare delle regole con lo scopo di mantenere il più possibile stabile le caratteristiche da dover rispettare per sentirsi parte di un tutto. Eppure ogni individuo è unico, anche solo se si considerano le sue idee.
In effetti la società ha bisogno di regole e criteri per dare un ordine alle cose e a noi stessi. Questo ha aspetti estremamente positivi, altrimenti saremo alla deriva, eppure talvolta queste regole diventano davvero troppo rigide, tanto da far ergere muri fatti di ostilità che dividono l’umanità.
È come se fossimo programmati ad essere prevenuti, ostacolando ogni possibilità di integrazione. Le conseguenze di questa mancata integrazione interessano aspetti che toccano nell’intimo l’accettazione dell’identità di individui che pur essendo esseri umani (pensiamo alle donne, ai disabili, agli omosessuali, ai trans, ecc.) ne condizionano totalmente l’esistenza. La paura “del diverso” è talmente forte da impedire alle persone di osservare quanto esso possa essere un punto di forza. Se solo pensassimo che alcune delle idee più importanti della nostra storia evolutiva sono nate da individui che sono andati oltre l’omologazione, dovrebbe essere più facile per noi comprendere, ma purtroppo non è sempre così. Tanti uomini e donne hanno scelto di non rinnegare le loro idee, i loro desideri, il loro amore, la loro Unicità con lo scopo di ritagliarsi uno spazio di diritto all’interno della società, qualche volta pagandolo caramente. Da anni la psicologia cerca di condurre campagne di sensibilizzazione ed educazione sul concetto di diversità sul territorio italiano, a partire dai piccoli centri. Questo perché, come per ogni altra cosa, l’educazione ai sentimenti, al rispetto degli altri, l’acquisizione di strumenti capaci di leggere i cambiamenti umani che sono all’ordine del giorno, può partire solo dai banchi scolastici, educare i bambini al senso di unicità come risorsa e non all’omologazione. C’è un dato di fatto, la nostra società è in continuo cambiamento e questo non si può non considerarlo, e non esistono muri tanto alti che possano impedirlo. Per questo Associazioni, volontari e talvolta anche persone “famose” lavorano nel sociale con lo scopo di creare degli spazi dove poter riflettere e vivere momenti di condivisione, e di esempi ce ne sono davvero tanti. Con ammirazione e gioia seguo sui social-media le avventure lavorative di Paolo Ruffini (per chi non ne fosse a conoscenza, Paolo è un attore comico e presentatore molto famoso). Paolo con grande coraggio, ma soprattutto amore, porta in giro per l’Italia uno spettacolo teatrale “Up & Down Un film normale” insieme ad un cast di attori molto speciali. A far parte della tournee ci sono dei ragazzi con la sindrome di Down. In un tempo dove cresce esponenzialmente la paura del diverso, esistono anche queste delle realtà. Parafrasando alcune parole del nostro attore “la sindrome di down è un paradosso perché in realtà loro sono i veri Up a differenza di tante altre persone che ci sono in giro. Mi sono accorto che erano loro a dare qualcosa a me e non il contrario. Il teatro è un luogo speciale dove le diversità diventano risorse e dove una luce arriva ad illuminarle e tutto diventa una magia”. Questo lavoro teatrale è una vera e propria indagine sulla normalità raccontata con gli occhi di persone davvero speciali, che i dimostrano con i fatti che ogni unicità è degna di rispetto ed è una risorsa per la comunità intera.
“Arriverà un giorno in cui ogni diversità non sarà tollerata, ma celebrata. Quel giorno sarai orgoglioso di essere stato nel giusto”
Rinaldo Sidoli

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Dottoressa Raffaella Marciano, curatrice Rubrica Namastè
Psicologa - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale.
www.psicologamarciano.it
Studio di Consulenza Psicologica e Psicoterapia via G. Matteotti 16, San Valentino Torio (Sa)

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