Pandemia a scuola: didattica in emergenza

26 Giugno 2020 Author :  

di Maria Rita Ciancia*

Namastè amici…
Quest’oggi insieme faremo una piccola riflessione su coloro che, durante questa pandemia, che ha colpito, anzi investito, la nostra vita si sono dimostrati “eroici”: i bambini e gli adolescenti, concentrandoci sul loro, inaspettato, abbandono alla scuola.
La scuola, per bambini e adolescenti non rappresenta, solo, un contesto in cui acquisire competenze, tutt’altro. La scuola è un ambito sociale. Al mattino mentre si preparano, pensano alla giornata scolastica in funzione dei compagni di classe e delle “attività” più o meno didattiche che condivideranno insieme.
Partendo dal presupposto che non posiamo sapere quali saranno le ripercussioni, didattiche, emotive e sociali che a lungo termine investiranno queste giovani menti. Tanto dipende da vari fattori, ad esempio, come questa pandemia è stata vissuta all’interno delle mura di casa, se c’è stata una perdita più o meno importante legata alla malattia, come sono stati supportati dalla famiglia durante la DAD (Didattica a distanza) e se i fruitori del servizio hanno gli strumenti adeguati per farne parte.
Come potete capire il discorso diventa articolato e complesso. Tuttavia potremmo riassumerlo ponendo dei punti base da affrontare.
Nei bambini in fase di apprendimento della scrittura, tra fine scuola materna e inizio scuole elementari il bambino necessita di sostegno didattico continuo per avvicinarsi e/o consolidare le prime nozioni di scrittura e lettura, per cui sarebbe necessario che i genitori siano vicini a supporto didattico del bambino.
Negli adolescenti non è per nulla semplice o meno dispendioso, in termini di energia, da parte dei genitori. I ragazzi tendono già all’isolamento, questo è vero, tuttavia esplorano (in situazioni normali) l’esterno della relazione con il genitore. È lì, fuori, che cercano la libertà, la possibilità di “infrangere regole e preconcetti”, questo gli viene negato. Il genitore deve supervisionare, forse più che per i piccoli, se sono stati svolti i compiti, se il giovane in questione partecipa alla lezione online del docente ecc.
Da qui un altro elemento fondamentale. È vero viviamo in un’era “tecnologica” ciò però non significa che tutti gli studenti di qualsiasi fascia d’età abbiano libero accesso a internet, o posseggano uno strumento che gli permetta di svolgere in modo adeguato la DAD.
Come vi ho anticipato all’inizio la parte che maggiormente influisce negativamente sul bambino o ragazzo è la mancata socializzazione, data dallo stato attuale delle cose. Andare a scuola. Seguire una routine, accompagnati dai compagni di classe, una quotidianità che si è persa, quel qualcosa di improvviso e inaspettato che poteva accadere in classe. Tutti questi elementi, insieme alla didattica di per sé contribuiscono alla crescita del bambino/ragazzo, una crescita considerata in termini non solo cognitivi, ma anche sociali ed emotivi.
Ci si è resi conto che la modalità didattica usata in questa situazione è una modalità di emergenza. Lo studente ha purtroppo tutto da perdere, in termini didattici, sociali ed emotivi. Tuttavia come ho detto è di “emergenza”.
“Recuperiamo dall’infanzia le risorse per attraversare le difficoltà della vita: il gioco, la fantasia, la creatività e l’ironia.”
Silvia Veghetti Finzi

 

Dott.ssa Maria Rita Ciancia
Psicologa Clinica e di Comunità
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