Torrente in piena, 10 morti 'C'era l'allerta gialla'

22 Agosto 2018 Author :  

Sono stati rintracciati, e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello, sul Pollino, in Calabria. I tre si erano accampati in località Valle d'Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. Il bilancio delle vittime è di 10 persone morte.

Una bambina di 9 anni è stata trasferita dall'ospedale di Cosenza al Policlinico Gemelli di Roma dove è stata posta in sedazione profonda, con prognosi riservata. La piccola, che viene ventilata artificialmente, presenta insufficienza respiratoria acuta dovuta a inalazione di acqua fangosa. E' ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrico diretto dal Professor Giorgio Conti, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

"Al 99,9%", ha detto il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, assieme al prefetto di Cosenza Paola Galeone, al termine della riunione del Comitato per l'ordine pubblico che si é svolta nel municipio di Civita, "non ci sono più dispersi tra le persone coinvolte dalla piena. Le ricerche comunque proseguiranno ancora per un giorno.

"C'era l'allerta gialla. E ricordo a tutti che con l'allerta gialla ci possono anche essere morti". Così il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, sulla tragedia del torrente Raganello. Un evento che, ha ricordato ancora Borrelli, "era in qualche modo prevedibile".

E' inoltre polemica sul sistema degli accessi alle Gole, cui si deve, negli ultimi anni, lo sviluppo di un piccolo sistema turistico in almeno quattro comuni della zona del Pollino (Civita, San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara e Francavilla).

Secondo il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, "la tragica vicenda delle Gole del Raganello obbliga le istituzioni preposte a farsi carico di un'appropriata regolamentazione delle attività nella valle del Raganello.

Intanto sul caso la Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla. Al momento non è stata disposta l'autopsia sui corpi delle vittime. I corpi, comunque, presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.

A Castrovillari è giunto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, in visita ai feriti in ospedale. Il ministro si è poi recato a Civita. "Il Paese Italia si è stancato di piangere i morti - ha detto -. Io sono venuto qui proprio per capire chi doveva fare cosa e magari non lo ha fatto".

"Tutto il nostro Paese prova grande tristezza per questa nuova tragedia che ha provocato tanti morti e feriti nel Parco del Pollino. Esprimo la più grande solidarietà ai familiari delle vittime e ai feriti e ringrazio gli uomini del soccorso che hanno operato e stanno tuttora operando, con la consueta abnegazione, in condizioni difficili". Questo il messaggio di cordoglio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Anche il premier, Giuseppe Conte, esprime apprensione e tristezza per la tragedia.

Le prime testimonianze dei soccorritori sono drammatiche. Una bimba di 8 anni, tra le persone tratte in salvo, è stata trovata vicino a un cadavere. "Era semicosciente ma in evidente stato di choc", ha raccontato il dirigente medico dell'elisoccorso regionale Calabria Pasquale Gagliardi, che l'ha soccorsa. "Siamo stati tra i primi ad arrivare e ci siamo subito occupati delle persone ferite", ha raccontato un altro soccorritore, un medico del 118. "Quello che posso dire è che si è trattato di un episodio di inaudita violenza". "Dai racconti dei sopravvissuti, tutti in forte stato di shock, si è subito delineata la gravità di quanto accaduto", ha aggiunto. La piena "è stata un vero e proprio tsunami", ha detto Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria.

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