Meno sesso per gli italiani durante lockdown

16 Giugno 2020
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Gli italiani in quarantena hanno fatto meno sesso: e' questo il primo dato emerso dalla ricerca presentata da Durex nell'ambito di un progetto in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus HIV e dell'AIDS, in vista della creazione di una Task Force di esperti in ambito medico-scientifico che avranno il compito di trasmettere un messaggio di rottura rispetto alla normalita' in fatto di abitudini sessuali tipiche del periodo precedente al lockdown, sensibilizzando la popolazione sul ruolo cruciale che gioca la prevenzione anche in questa sfera. L'83% degli intervistati, infatti, ha confessato un generale calo del desiderio e della pratica sessuale durante il periodo di lockdown, con solo il 23% che ha invece sostenuto di aver mantenuto un livello di attivita' sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena. Tra le principali motivazioni espresse a giustificazione di questo importante decremento sono emerse: ansia, paura del contagio, presenza di bambini in casa, interruzione dei movimenti e obbligo di distanziamento sociale. Dopo una prima analisi generale, la ricerca si e' poi concentrata sull'effettivo impatto che il distanziamento sociale ha avuto su alcune specifiche categorie di persone, ovvero single, partner conviventi e partner non conviventi. "La pandemia che ha colpito il nostro Paese ci ha costretto per motivi di sicurezza all'isolamento sociale. Questa condizione ha generato degli effetti psico - sessuali a breve e a lungo termine. Aumentatati i sentimenti di ansia, ossessivita', compulsivita' per il contagio e effetti simil depressivi; si sono drasticamente ridotte le pratiche sessuali - compreso il petting - con i partner occasionali ma anche con il partner stabile - spiega la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell'Ospedale D. Cotugno di Napoli - In questo momento storico cosi' particolare diventa di primaria importanza sollecitare l'opinione pubblica ad adottare un approccio consapevole su quanto ci accade intorno, al fine di promuovere un'opera di sensibilizzazione riguardo alla prevenzione del contagio del virus COVID-19 , e ancor di piu', del virus dell'HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale". In riferimento a questa categoria, nonostante in termini assoluti si tratti di quella maggiormente colpita dagli effetti del lockdown nella sfera sessuale, e' comunque importante fare una distinzione tra i single che non hanno alcuna frequentazione e quelli che, invece, hanno un rapporto saltuario che non puo' pero' essere definito come relazione. Infatti, mentre per i primi vi e' stato un drastico crollo dell'attivita' sessuale, addirittura per il 98% degli intervistati, i secondi hanno lamentato qualche difficolta' in meno, con un calo dell'attivita' sessuale che ha toccato il 93%. Questi dati sono poi confermati dal confronto delle abitudini sessuali pre e durante la quarantena. Nella fase di lockdown si sono infatti mantenute stabili le attivita' sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (62% prima, 60% durante) e la visione di materiale pornografico (38% prima, 37% durante), mentre sono drasticamente crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che invece svettavano nella fase pre-quarantena, tra queste: i baci (63% prima, 8% durante), il sesso vaginale (59% prima, 8% durante), il sesso orale (48% prima, 4% durante) e il sesso anale (21% prima, 4% durante). Altri due dati significativi sono quelli relativi ai rapporti occasionali, crollati dal 34% al 3%, e all'utilizzo di app di incontri, scesi invece dal 21% pre-lockdown al 6% durante la quarantena. Un'altra categoria che ha subito un importante impatto nella sfera sessuale in questo periodo cosi' delicato e' quella dei partner non conviventi. Secondo quanto emerso dalla ricerca, infatti, ben il 95% degli intervistati ha dovuto rinunciare all'attivita' sessuale nel periodo della quarantena. Scendendo piu' nel dettaglio, come nel caso dei single, emerge chiaramente una netta differenza tra il periodo pre e quello durante la quarantena. Nello specifico, nella fase di lockdown si sono rivelate stabili le attivita' sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (38% prima, 36% durante), la visione di materiale pornografico (30% prima, 27% durante) e il sesso virtuale in webcam (13% prima, 13% durante), mentre sono crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che dominavano la classifica nella fase pre-quarantena, tra queste: il sesso vaginale (74% prima, 20% durante), i baci (73% prima, 8% durante) e il sesso orale (56% prima, 9% durante). Lo scenario e' invece sicuramente molto diverso per quanto riguarda i partner conviventi, che solamente nel 65% dei casi hanno visto ridurre la propria attivita' sessuale. In questo caso, pero', a differenza delle categorie precedenti dove la diminuzione dell'attivita' sessuale era legata all'impossibilita' di contatto, il calo si e' verificato in seguito ad una progressiva diminuzione del desiderio sessuale, come dichiarato dal 62% degli intervistati. Inoltre, il periodo di quarantena forzata ha avuto, sulle coppie conviventi, un forte impatto sui livelli di soddisfazione sessuale. La percentuale di soddisfatti della propria attivita' sessuale e' diminuita dal 73% al 58%, mentre gli insoddisfatti sono aumentati dal 17% al 22%, con un restante 10% che e' andato ad incrementare il gruppo dei neutrali, passato dal 10% al 20%.
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La Redazione

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