Salerno. Antonello Venditti incanta il pubblico del Premio Charlot all'arena del Mare

07 Agosto 2020 Author :  

Antonello Venditti incanta il pubblico del Premio Charlot all'arena del Mare di Salerno. In una serata non bella, dal punto di vista atmosferico conclusasi con la pioggia, ci pensa il cantautore romano ad accendere “le luci sul palco” e nei cuori degli spettatori, del quinto appuntamento della XXXII edizione del Premio Charlot. A Salerno per ritirare il premio Charlot, Venditti regala due ore e trenta di spettacolo: tra musica e parole, per una serata indimenticabile, cantando i più grandi successi. Venditti a Salerno racconta la sua storia dagli inizi, fino ai giorni nostri, senza tralasciare i momenti bui della sua carriera tra fine anni 70 e inizi 80 quando era vicino ad un suicidio, dopo la separazione con la Izzo, poi l'amicizia con Lucio Dalla che, come lui stesso racconta, gli ha salvato la vita. Apre il concerto, tenutosi nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, alle ore 21.45 con “Sotto il segno dei pesci” per celebrare uno dei suoi più grandi successi, poi continua con “Bomba su Bomba”, una canzone che lui definisce attualissima e “Sara”. Subito dopo canta tre canzoni con nomi di tre donne: “Marta”, nella canzone racconta la sua storia, “Giulia” e “Lilli”, del 75’ che parla di droga, ed in particolare dell’eroina che annientava i giovani in quegli anni. Poi continua il suo concerto con canzoni dedicate all’amicizia e ricorda Domenico Modugno, che proprio ieri ricorreva l’anniversario della morte, il 26esimo: “Roma Capoccia”, “Compagno di scuola”, suonata da solo al pianoforte. Poi la dedica a Lucio Dalla, con “Ci vorrebbe un amico”, e parla della sua grande amicizia con il cantautore bolognese, ha ricordato alcuni momenti difficili della sua vita come la fine della relazione da Simona Izzo, tra il 1975 e il 1980. “Mi ero appena separato, ero senza una lira e con la voglia sincera di uccidermi” – spiega Venditti: la commozione e la sincerità di queste parole al pubblico dell’Arena del Mare hanno fatto una certa impressione. Tutto sembrava perduto, era lontano da casa e non riusciva più a ritrovare la pace e serenità: “ma un angioletto con un cuore grande così che si chiamava Lucio Dalla mi ha salvato” - Venditti racconta tra una canzone e l’altra – e mi disse che mi aveva trovato una casa a Roma: “tornai di corsa e, sfruttando il fatto che ero separato, usai tutti i mezzi per sedurre la signora proprietaria della casa che Lucio mi aveva trovato. Operai bene e il prezzo si abbassò molto”. Assieme a Lucio Dalla anche il periodo passato a Milano, vicino al Castello di Carimate, fu utile a superare il dramma della separazione e la tristezza perenne. In quel periodo scrisse “Dimmelo tu cos’è”, ispirata proprio all’epilogo della sua storia d’amore con la Izzo. Poi “Notte prima degli esami” e le canzoni sull’amore dopo “Dimmelo tu cos’è”, canta "Dalla pelle al cuore", “Unica” e “Che fantastica storia è la vita”, “Amici mai”. Poi accende l’immancabile sigaretta e canta quella che lui stesso definisce la canzone più bella di tutte le estati "Autostrada deserta". Poi prima di chiudere lo spettacolo la premiazione. Sul palco sono saliti il presidente del Premio Charlot Claudio Tortora, Roberto Sergio, direttore delle tre radio Rai e il conduttore della serata Gianmaurizio Foderaro. Subito dopo saluta il pubblico di Salerno con due canzoni: “Benvenuti in Paradiso” e “In questo mondo di ladri”, mentre iniziava a venire giù la pioggia.

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