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Scafati. Operazione San Gennaro: indagato il consigliere comunale Di Massa. L'opposizione chiede le dimissioni

10 Luglio 2019 Author :  

Nuova bufera al comune di Scafati: il super consigliere Alfonso Di Massa, della neonata amministrazione Salvati, finisce nell'inchiesta "Operazione San Gennaro" della procura di Roma. Non c'è pace a palazzo Mayer, dopo il commissariamento il nuovo corso targato Cristoforo Salvati inizia nel peggiore dei modi. Il consigliere comunale di maggioranza, in quota Fratelli d'Italia, Alfonso Di Massa, primo degli eletti alle scorse elezioni, è finito nel mirino dell’inchiesta che annovera tra i reati quello di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Queste le accuse, a vario titolo, che hanno portato in manette, nei giorni scorsi un giudice napoletano e altri quattro indagati, arrestati dalla Squadra Mobile di Roma. In carcere sono finiti il giudice Alberto Capuano, magistrato 60enne (in servizio presso la sede distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli); il consigliere della X Municipalità di Napoli, Antonio Di Dio; Giuseppe Liccardo (ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Maliardo di Giugliano); l’imprenditore Valentino Cassini. Di Nocera Inferiore Misura cautelare dei domiciliari, è stata, invece, eseguita nei confronti dell'avvocato del foro di Napoli, Elio Buonaiuto. Tra gli indagati, insieme ad altre sette persone è finito il consigliere comunale e presidente del consiglio comunale Alfonso Di Massa che rispondono, a vario titolo, di traffico di influenze illecite, millantato credito. Per tre di essi, vale a dire Alfonso Iovine, Claudio Federico, Alfonso Di Massa, il neo eletto consigliere comunale di Scafati, si è ritenuto di non emettere misura di custodia cautelare. Grazie a una conversazione intercettata ad aprile del 2019, è stato possibile documentare “la ricezione di un pagamento corruttivo da parte di Alfonso Di Massa, interessato a far entrare nell’Arma una propria parente”. Le indagini della Procura di Roma erano partite in seguito alla denuncia di un imprenditore napoletano, che si era rivolto alle forze dell'ordine dicendo di avere avuto una offerta per evitare che due suoi edifici abusivi venissero abbattuti: 20mila euro per bloccare la pratica. Inizialmente aveva rifiutato, ma poi aveva cercato un altro contatto. A questo punto entra in gioco Antonio Di Dio, che sarà uno degli elementi cardine del resto dell'inchiesta: è lui, consigliere municipale di Bagnoli, che tramite un altro imprenditore, Valentino Cassini, ha continui contatti con il gip Alberto Capuano per condizionare i processi, spuntando assoluzioni e mirando alla restituzione di beni sequestrati a personaggi in odore di camorra.

Il Sindaco Salvati: "Sono e resto garantista ma si tratta di reati molto gravi"

Apprendo con grande stupore di un presunto coinvolgimento del consigliere comunale Alfonso Di Massa nell’inchiesta per corruzione della procura di Roma. Sono e resto garantista ma si tratta di reati molto gravi che, anche se riferiti ad un periodo antecedente all'elezione di Di Massa in consiglio comunale, vanno valutati sul piano politico con grande senso critico, soprattutto considerando che l’azione di questa Amministrazione e’ improntata sul principio della legalità e che tale valore e’ stato il nostro cavallo di battaglia in campagna elettorale. Convocherò subito una riunione di maggioranza perché ritengo indispensabile che il consigliere Di Massa renda conto alla maggioranza di ciò che è successo. Rispetteremo le sue scelte personali, che spero tengano conto della responsabilità del ruolo istituzionale che riveste.

Scafati in movimento: "Chediamo le dimissioni di Di Massa"

In merito alle notizie che vedono coinvolto in una indagine il Presidente del Consiglio Comunale di Scafati, chiediamo le sue immediate dimissioni e non potrebbe essere altrimenti. Questa maggioranza, sin dalla presentazione delle liste, ha professato legalità e ne ha fatto un cavallo di battaglia, giustamente, contro l'ex sindaco e tutta l'ex amministrazione, poi sciolta per infiltrazione camorristica. La nostra Città non può permettersi ombre, non se lo può permettere neanche la maggioranza. Ricordo a tutti che usciamo da uno scioglimento per camorra e la legalità deve essere un faro per tutti, se così non fosse sarebbe un segnale grave per tutta la cittadinanza. La legalità la si applica non la si professa. Per questo ribadiamo la nostra richiesta: immediate dimissioni del Consigliere Di Massa.

 Insieme per Scafati: "Una brutta notizia per tutta la città, che avrebbe meritato ben altro inizio dopo la gestione commissariale"

"Apprendiamo dalla stampa e dalle dichiarazioni del Sindaco dell'indagine di natura giudiziaria che riguarda il consigliere Di Massa, che in questi giorni in qualità di Consigliere anziano svolge anche la funzione di Presidente del Consiglio.  - si legge in una nota a firma dei conislgieri di opposizione di "Insieme per Scafati" Michele Russo, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto, Michele Grimaldi - Una brutta notizia per tutta la città, che avrebbe meritato ben altro inizio dopo la gestione commissariale. La nostre indole garantista ci induce ad applicare anche in questo caso il principio di presunzione di innocenza, e il consigliere Di Massa potrà e dovrà chiarire dinanzi agli organi competenti sue eventuali responsabilità. Ma in ogni caso, ci troviamo dinanzi ad un grave problema di natura politica, confermato dalle stesse preoccupazioni espresse del Sindaco, che apprendiamo aver convocato d'urgenza una riunione di maggioranza proprio sul caso in oggetto. Su questa, e su eventuali altre vicende delle quali non siamo a conoscenza, ricordiamo al Sindaco che ha il dovere non solo di riferire alla sua maggioranza, ma a tutta la città e al Consiglio comunale. Nessuna ombra, o alone di ambiguità, possono essere lasciati correre in un Comune che prova a ripartire dopo lo scioglimento per Camorra. Ci attendiamo scelte chiare e nette, sia sul piano individuale che politico. Ogni sottovalutazione ed ogni tentativo di minimizzare il problema saranno considerati un attacco agli interessi generali della città".

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