Salerno. Fonderie Pisano: inquinanti, comitati visionare studio

25 Giugno 2020 Author :  
Rendere pubblico lo studio Spes realizzato nelle aree intorno allo stabilimento industriale, mentre e' pronto un altro ricorso al Tar per opporsi al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale. Il comitato Salute e Vita, all'indomani di un incontro in videoconferenza con il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, torna a dare battaglia alle fonderie Pisano di Salerno, la fabbrica del quartiere periferico di Fratte da anni al centro di questioni giudiziarie, penali e amministrative, per l'impatto inquinante che avrebbe sull'ambiente e sulla salute. "L'incontro con il ministro e' stato molto importante perche' abbiamo visto un esponente del Governo che ha visto la gravita' della situazione. Un incontro di autentica politica, di umanita' e di capacita' di ascolto", sottolinea il presidente del comitato, Lorenzo Forte. "E' vero che il ministro non ha competenze specifiche sul rilascio delle autorizzazioni, ma ha assicurato l'impegno di contribuire a fare luce su questa gravissima situazione", aggiunge. Il comitato chiede che "lo studio Spes venga immediatamente reso pubblico", spiega Forte. "Oltre alla pubblicita', che sembrerebbe non possa essere fatta in quanto sarebbe stato secretato dalla procura, chiediamo celerita' da parte della procura per provvedimenti di chiusura immediata, ma soprattutto chiediamo al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e all'assessore all'Ambiente e vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, assenti su questa vicenda con fatti concreti, di prendere provvedimenti necessari, contingibili e urgenti. Cioe', la chiusura immediata", dice. Da indiscrezioni, "questo studio confermerebbe tutto cio' che e' emerso dallo studio provvisorio, dal quale era uscito l'inferno sul sangue delle persone, apparentemente sane, nel suolo e nell'aria". "Entro il 2 luglio - annuncia Forte - presenteremo ricorso al Tar per bloccare la nuova autorizzazione integrata ambientale (Aia), ultimo grave atto della Regione Campania che, in pieno lockdown, ha preferito rilasciarla. Un'Aia che riteniamo, ancora una volta, errata, come quella del 2012 che la procura ha definito illegittima e inefficace. Faremo ricorso, lo fara' anche il sindaco di Pellezzano". L'industria, infatti, pur trovandosi sul territorio comunale di Salerno, e' al confine con Pellezzano. Il cui primo cittadino, Francesco Morra, assicura che il Comune, "come fatto in passato, quando si e' costituito parte civile in tutti i procedimenti a carico delle fonderie Pisano, cerchera' di impugnare anche l'ultima autorizzazione Aia rilasciata dalla Regione Campania per oltre 12 anni di attivita' sul nostro territorio". E assicura che, nelle prossime ore, interessera' il prefetto "per chiedere se il tavolo permanente, istituito nella precedente legislatura in Regione Campania, e' sempre attivo o se c'e' la possibilita' di chiedere l'istituzione di un nuovo tavolo sulla questione delle fonderie, cercando di mettere la parola fine su una situazione che va avanti, ormai, da anni". Si dice, inoltre, convinto che "le istituzioni coinvolte devono cercare di essere chiare su quelle che sono le determinazioni nel merito, ma soprattutto di rendere pubblico lo studio Spes a cui mi sono sottoposto personalmente io e tanti altri cittadini del comune di Pellezzano per raggiungere il campione". L'obiettivo del comitato e' "fermare il mostro, chiudere quello stabilimento, prendere in carico i lavoratori o facendo un nuovo impianto altrove, se l'imprenditore veramente vuole farlo".

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