Sarno/Roma. Truffe ed estorsioni agli anziani: quattro arresti

01 Luglio 2020 Author :  

I carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, nella Capitale e a Sarno (Salerno), hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa su richiesta della Procura dal gip, nei confronti di 4 persone di nazionalita' italiana, tutte sottoposte agli arresti domiciliari, ritenute a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di truffa ed estorsione. Le indagini costituiscono il frutto degli approfondimenti eseguiti all'indomani di una denuncia sporta da un 84enne, inizialmente vittima della cosiddetta 'truffa dello specchietto' e successivamente soggetto a estorsione. In particolare, grazie agli elementi informativi forniti dalle vittime e alle comparazioni fotografiche eseguite, e' stato possibile identificare un gruppo di malviventi stanziati su Roma e operanti in varie aree della Capitale, il cui fine specifico era quello "di agganciare e colpire i soggetti prescelti, principalmente ANZIANI, i quali venivano coinvolti in finti incidenti stradali e successivamente indotti, con artifici, raggiri e talvolta con minacce, a corrispondere somme di denaro per dirimere bonariamente la controversia", scrivono i carabinieri.

Il modus operandi degli indagati si concretizzava nel far notare il danno arrecato alla propria auto da quella della vittima, nella maggior parte dei casi lo specchietto, trattandosi della parte piu' sporgente. Nello specifico, da un'auto ferma o che marciava piu' lentamente, veniva lanciato qualcosa che arrivava sulla fiancata dell'auto del malcapitato di turno, provocando un rumore piu' o meno percettibile. Successivamente, l'auto dei truffatori si accostava e chiedeva alla vittima di constatare il danno arrecato. Il passo successivo consisteva nel richiedere al malcapitato un risarcimento in denaro per evitare trafile burocratiche e la compilazione del modulo per la 'constatazione amichevole d'incidente'. I truffatori - in alcune circostanze in modo minaccioso prospettando ritorsioni, vantando la conoscenza o il rapporto di parentela con membri di noti clan malavitosi - chiedevano una somma per il ristoro dei danni prospettati, anche di tipo fisico come la falsa rappresentazione di uno stato di gravidanza della donna coinvolta e il conseguente danneggiamento del feto.

In alcuni casi le vittime, a distanza di tempo, in virtu' della condizione di soggezione psicologica in cui erano venute a trovarsi anche a causa dell'avanzata eta' o del precario stato di salute, continuavano a subire pressioni e minacce volte ad ottenere ulteriore denaro per risolvere la vicenda. In un caso, ricordano gli inquirenti, a un avvocato e' stato estorto denaro contante pari a 50.000 euro per il risarcimento dei danni immaginari a un orologio, a una fede nuziale e a una mano nel corso di un incidente stradale simulato dagli indagati. Complessivamente, nel corso dell'attivita', avviata nel settembre 2017 e conclusa nel luglio 2018, e' stato possibile ricostruire complessivamente 22 episodi, ai danni di 10 vittime e arrestare in flagranza di reato 7 persone. Il giro d'affari e' stimato attorno ai 30 mila euro al mese.

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