Sarno. Neonata “sfregiata a vita” dal medico durante il parto, per i giudici non esiste il “danno estetico”

15 Luglio 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero 

Neonata “sfregiata a vita” dal medico durante il parto, per i giudici non esiste il “danno estetico”. Dopo 14 anni di vertenze giudiziarie si chiude un lungo contenzioso tra una coppia di coniugi sarnesi e un medico dell’Asl Salerno in servizio all'Ospedale “Martiri di Villa Malta” a Sarno. La piccola bambina, nata al reparto di ginecologia nel 2006, fu ferita alla guancia durante il parto cesareo subito dalla mamma, a causa di imperizia del medico operante. Il taglio di pochi centimetri, guarito in pochi giorni ma con esiti cicatriziali permanenti, portò i due genitori ad una richiesta di risarcimento danni presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Quattro anni dopo il Tribunale di Nocera Inferiore, accertato che la bambina aveva patito in conseguenza dell'errore medico una invalidità permanente stimata del 3 percento, accolse la domanda liquidando 268 mila euro a favore della minore (il Tribunale pervenne a tale valutazione ritenendo che spettasse alla minore il risarcimento del danno biologico con l'aumento del danno estetico e del danno da perdita di chances). Avverso la sentenza di primo grado ricorse in appello la compagnia assicuratrice dell’Asl Salerno ottenendo l’accoglimento del gravame giacché, secondo la Corte di Appello di Salerno, il Tribunale aveva erroneamente accordato alla danneggiata sia il risarcimento del danno biologico, sia il risarcimento del danno estetico, e quest'ultimo caso non rappresenta una categoria di danno autonoma e diversa rispetto al danno biologico. La Corte di Appello rideterminò di conseguenza il danno non patrimoniale nella minor somma di 10 mila e 700 euro euro. I genitori della bambina, cosi, decisero di proporre ricorso in Cassazione per vedersi riconosciuta la risarcibilità delle conseguenze patrimoniali del pregiudizio estetico e il danno da perdita di chances, ossia la mera perdita della possibilità di conseguire un vantaggio futuro, e nel caso di specie “La menomazione subita dalla piccola, proiettandosi nel futuro, andrebbe ad incidere su alcune sue chances lavorative che richiedono una bella presenza, come ad esempio il caso di possibili impieghi nelle pubbliche relazioni nel settore privato, nel marketing o, in genere, in tutte quelle situazioni di costante contatto con il pubblico". I giudici di legittimità, a seguito dell’udienza in camera di consiglio del febbraio scorso, hanno stabilito «La Corte d'appello di Salerno ha puntualmente applicato il principio secondo cui il "danno estetico" non è che un modo diverso di chiamare le lesioni della salute che guariscano con effetti deturpanti od inestetismi. Infatti a colui il quale riporti uno sfregio permanente del viso guarito con postumi permanenti, la liquidazione del danno biologico permanente non lascia spazio alcuno per la successiva liquidazione di un preteso "danno estetico": in questo caso il danno biologico è il danno estetico ». Con tale motivazione, la sesta sezione civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei genitori e negato il mega risarcimento per danno estetico e perdita di chances.

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