Sarno/San Valentino Torio. Inchiesta giudiziaria del Ponte Morandi: pena interdittiva per un ingegnere sarnese

25 Luglio 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero

Inchiesta giudiziaria del Ponte Morandi: arriva la pena interdittiva per un ingegnere di Sarno. Il professionista Luigi Vastola, originario di Sarno ma residente a San Valentino Torio,  secondo la Procura di Genova ha concorso nell'attestare il falso, , omettendo elementi rilevanti per la valutazione della sicurezza del viadotto Paolillo nel foggiano. Le indagini della Procura della Repubblica di Genova erano scaturite a seguito crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, tragedia che ha poi portato ad un serie di attività di verifiche sullo stato dei controlli della rete autostradale.  Gli addebiti mossi all'indagato erano tre, tutti riferiti ad attività di verifica sul viadotto "Paolillo" (situato lungo la "A16", in territorio del comune di Cerignola) ed erano riferiti al corpo di una relazione tecnica dove non era stato segnalato che gli accertamenti compiuti avevano appurato che "la realizzazione del viadotto era avvenuta in modo difforme dal progetto esecutivo e dalle relazioni di calcolo a questo allegate e dalla contabilità finale dei lavori". Secondo tale relazione , curata anche da altri tecnici ma su sollecitazione del Vastola, doveva intendersi descrittiva una situazione che non rappresentava il reale stato delle cose.  Identiche condotte, secondo i magistrati inquirenti,  si erano poi verificate all'atto di due relazioni successive. Cosi il 1 agosto del 2019, con ordinanza del Gip del Tribunale di Genova arriva la misura interdittiva di 1 anno, riguardante la sospensione dall'esercizio di un pubblico servizio, con interdizione allo svolgimento di qualsiasi attività inerente allo stesso, nonché il divieto temporaneo di esercitare attività professionali  in favore di soggetti pubblici o privati. Il 18 ottobre 2019, poi, il Tribunale di Genova rigetta anche l’atto di appello presentato da Luigi Vastola che si vede costretto a presentare ricorso innanzi alla Corte di Cassazione. L’ingegnere sarnese, delegato  al compimento di operazioni di sorveglianza delle "opere d'arte" della rete autostradale  per conto di una società controllata, prova cosi chiedere ai Magistrati di legittimità l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale di Genova.  Ma, la Sezione Quinta della Corte di Cassazione, Presieduta da Stefano Palla, nel rigettare il ricorso ha costi stabilito ”Nel caso in esame, va innanzi tutto chiarito che le relazioni indicate come false risultano atti formati dalla società Spea Engineering, vale a dire dal soggetto privato al quale Aspi  aveva affidato l'attività di sorveglianza e manutenzione connessa alla concessione di cui era titolare”. E pertanto “La qualità di pubblico ufficiale deve essere comunque riconosciuta a chi dia corso ad attività di ispezione e vigilanza sulle "opere d'arte" autostradali, destinate ad essere rappresentate all'ente da cui dipende la regolamentazione (e la tutela della sicurezza) dei trasporti: e ciò vale sia per il concessionario, sia per il privato a cui il concessionario ritenga di affidare il disbrigo delle predette incombenze”.

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