Contratti di fiume: una speranza per il Sarno attesa da 20 anni

27 Luglio 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero

Contratti di fiume: una speranza per il Sarno attesa da 20 anni. Nel 2019 la Regione Campania, in attuazione delle direttive del Parlamento europeo dell’anno 200 e del decreto legislativo 152 del 2006, ha approvato la legge per la “Diffusione dei Contratti di Fiume”, uno strumento volto alla tutela dei corpi idrici su tutto il territorio campano. L’emanazione della legge, tanto attesa dai comitati ambientalisti, fu seguita da un avviso pubblico per la sottoscrizione dei contratti di fiume. La manifestazione di interesse. firmata dal Dirigente regionale Michele Palmieri, è pero rimasta bloccata dall'emergenza sanitaria del Covid-19. Difatti, con il decreto dirigenziale del 23 aprile scorso è stato sospeso “fino a nuova indicazione connessa al contesto emergenziale in atto” il termine del 30 aprile 2020 per la presentazione dei documenti necessari per aderire alla Manifestazione d'interesse per i contratti di fiume, a cui dovranno aderire dei soggetti con un Ente Pubblico da Capofila del progetto. Proprio per il fiume Sarno, uno dei corpi idrici più inquinati d’Europa, il Contratto di fiume potrebbe rivelarsi un “salvavita” ambientale. Difatti lo strumento legislativo, quale Accordo di programmazione strategica, integrata e negoziata e volontario, è finalizzato alla tutela e alla corretta gestione delle risorse idriche, alla valorizzazione dei territori del bacino idrografico o sottobacino di riferimento mediante la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socioeconomica, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico e contribuendo allo sviluppo locale di tali aree. In poche parole, gli obiettivi sui cui si fondano i contratti di fiume sono la riduzione e la prevenzione del rischio idraulico, la riduzione dell’inquinamento delle acque e la salvaguardia dell’ambiente acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi; l’uso sostenibile delle risorse idriche; la riqualificazione e la valorizzazione dei sistemi ambientali e paesistici afferenti ai corpi idrici; il miglioramento della fruizione turistico-ambientale dei contesti territoriali interessati; la condivisione delle informazioni e la diffusione della cultura dell’acqua. Ora si attende, pertanto, che l’iter per l’adozione dei contratti di fiume riprenda il suo corso burocratico. Già nel 2017, il Comitato “No Vasche”, all'esito di una riunione tenutasi a Sarno, chiese all'Autorità di Bacino e ai Comuni attraversati dal Sarno la stipula dei contratti di fiume partendo dal basso, in primis con i soggetti interessati, come gli agricoltori o i proprietari terrieri, visto e considerato che in altre regioni italiane il decreto legislativo 152 del 2006 è già stato applicato da diverso tempo.

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