Spaccio porta a porta durante il lockdown: 19 misure cautelari in tre province

08 Ottobre 2020 Author :  

Dalle prime ore del mattino, 150 Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino sono impegnati per l’esecuzione di 19 misure coercitive emesse dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, per i reati di “Detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti” nonché “Estorsione”. L’operazione, denominata “Delivery”, ha consentito di disarticolare una rete di spacciatori che, per le restrizioni conseguenti l’emergenza epidemiologica in atto da Covid-19, effettuavano la consegna della droga anche “porta a porta”. Sono in atto perquisizioni anche con l’ausilio di unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno nonché di velivolo del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano.

Eseguite 19 misure cautelari per i reati di detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti e estorsione. Il gip ha disposto il carcere per 3 indagati (un 24enne, un 47enne e un 53enne di avellino), i domiciliari per altri 13 (tra i 20 e i 65 anni, residenti in Irpinia e nelle province di Caserta e Salerno) e per altri 3 l'obbligo di dimora. Lo spaccio veniva effettuato durante il lockdown per l'emergenza Covid-19 con la consegna 'porta a porta'. Uno degli indagati, durante le perquisizioni, è stato arrestato anche per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa prevista per le ore 10.30 odierne al Comando Provinciale Carabinieri di Avellino.

Pagavano droga con soldi del reddito di cittadinanza 

Sgominata ad Avellino una organizzazione dedita allo spaccio e alla produzione di sostanze stupefacenti che venivano recapitate ai clienti, una sessantina, direttamente a casa nonostante le restrizioni agli spostamenti imposte dall'emergenza sanitaria durante il lockdown. L'operazione "Delivery", come e' stata definita dagli inquirenti, e' scattata all'alba e ha visto in azione 150 carabinieri del Comando provinciale di Avellino guidato dal colonnello Luigi Bramati che hanno eseguito 19 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati firmate dal Gip del tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura, che ha coordinato le indagini. Sedici persone sono state arrestate, 3 in carcere e 13 ai domiciliari, mentre per altre tre e' stato disposto l'obbligo di dimora. Tra i clienti anche percettori del reddito di cittadinanza: non disponendo di denaro contante, si impegnavano a pagare l'acquisto delle dosi al momento dell'accredito del beneficio. L'organizzazione composta da persone tra i 20 e i 65 anni residenti in maggioranza in Irpinia ma anche nelle province di Caserta e Salerno, riforniva i clienti di cocaina, marijuana e hashish che nei colloqui telefonici diventavano "fili elettrici", "prosciutto crudo", "birra", "caffe'". Utilizzando vari stratagemmi, consegnavano le dosi a domicilio eludendo i controlli disposti durante il lockdown allo spostamento delle persone. La stessa organizzazione aveva allestito tre laboratori artigianali nei quali con rudimentali attrezzature veniva sintetizzata la cocaina per produrre il crack. Le indagini, cominciate nel novembre del 2019, si sono avvalse di riscontri oggettivi ricavati da pedinamenti e servizi di osservazione che hanno consentito di ricostruire l'attivita' dei pusher. Tra questi si distinguevano i piu' giovani, particolarmente duri e determinati nel minacciare i clienti in ritardo con i pagamenti. Dovranno rispondere anche di estorsione oltre che di detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Punto Agro News

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