Angeli e samurai: la terribile e angosciosa esperienza del Covid 19

15 Ottobre 2020 Author :  

di Francesco Apicella* 

“Signor Mario lei non respira bene”

“No,dottoressa, Lei si sbaglia, io respiro benissimo, negli ultimi due giorni sono migliorato molto…”

“Signor Mario, io capisco che lei si senta bene ma i valori delle analisi dicono diversamente, per cui dobbiamo intubarla, dobbiamo metterle un tubicino in gola che la aiuti a respirare e collegarla ad un ventilatore”

“E per quanto tempo dovrò restare intubato?”

“Non so…Una settimana….Forse due…”

“E come faccio a parlare con le mie sorelle?”

“Non si preoccupi, signor Mario, parleremo noi con le sue sorelle”

“Dottoressa…Io ho un gatto a casa, non vorrei che non vedendomi tornare…E’ abituato a stare con me…”

“Stia tranquillo, signor Mario, cercheremo di risolvere anche il problema del gatto”

“Dottoressa, io però ora respiro bene, lei è sicura che io stia così male?”

“Purtroppo sì, signor Mario

“Dottoressa, posso fare un’ultima telefonata? Ho avvertito già due sorelle, voglio avvertire la terza, sennò si preoccupa…”

”Va bene, signor Mario”

“Dottoressa, succede nulla se sono agitato?”

“No, signor Mario, è normale che Lei lo sia”

Dottoressa…Ma quando mi sveglierò avrò il tubo?”

“No, signor Mario, Lei dormirà per tutto il tempo in cui avrà il tubo. Non si accorgerà di nulla, si fidi di me”

“E quando mi sveglierò sarò guarito?”

“Sì, signor Mario, quando si sveglierà sarà guarito…”

“Dottoressa, ho paura…”

“E’ normale…Ne avrei anch’io, signor Mario”

“Dottoressa, il gatto?....”

“Stia tranquillo”

“Spero che vada tutto bene, dottoressa…”

“Andrà tutto bene, signor Mario, stia tranquillo.Si fidi di me. Ora si addormenterà. Se sente bruciare il braccio non si preoccupi che è normale. E’ il farmaco che le sto iniettando che brucia un po’. Chiuda gli occhi e faccia dei bei respiri insieme a me…dei bei respiri grandi, grandi, così si addormenta…Ci vediamo dopo, signor Mario….”

Il racconto di questo dialogo è racchiuso nel bellissimo libro “Emozioni virali, le voci dei medici dalla pandemia”, curato dalla dottoressa Luisa Sodano, medico-igienista, che ha raccolto 37 racconti di medici che hanno vissuto e condiviso coi loro pazienti la terribile e angosciosa esperienza del Covid 19. I proventi del libro saranno devoluti alle famiglie dei medici morti durante questi mesi. La vicenda del signor Mario, raccontata dalla straordinaria e sensibile dottoressa Emanuela Moroni dell’Ospedale di Anzio, specializzata in anestesiologia, rianimazione e terapia del dolore, si è conclusa, dopo diversi mesi di ricovero, con la sua completa guarigione. Ora il signor Mario sta bene, è tornato a casa…il signor Mario sono io, Apicella Francesco, autore di questo scritto e, grazie a Dio, ora sto bene. Fui trasferito quella notte stessa al N.O.C. dei Castelli Romani (nuovo ospedale dei Castelli Romani,n.d.r.), nel reparto di terapia intensiva e sono stato in coma farmacologico, per 40 giorni, attaccato costantemente ad un respiratore. Mi sono svegliato dal coma il 13 maggio, i miei polmoni, quasi completamente distrutti dal coronavirus hanno ripreso a respirare di nuovo…. miracolosamente! Il 13 maggio, il giorno in cui si celebra la Madonna di Fatima. La dottoressa Moroni mi ha condotto per mano nel mondo dei sogni, addormentandomi con la delicatezza e l’amorevole tenerezza con cui una mamma addormenta il suo bambino. Al N.O.C.sono stato curato da un’equipe medica di grande professionalità e di squisita umanità, gli infermieri si sono alternati al mio capezzale, per curarmi e farmi stare bene, come tante api operaie in frenetica attività, attenti e costantemente vigili affinchè tutto andasse bene. Sono stati tutti dei veri Angeli, nonché dei determinati e agguerriti samurai, addestrati minuziosamente alla lotta per sterminare il flagello del coronavirus. Dopo il N.O.C. sono stato trasferito al reparto medicina dell’ospedale di Anzio e, infine, all’ospedale Villa Albani di Anzio, per le fisioterapie riabilitative post covid. Ovunque sono stato ricoverato sono stato assistito con amore, eccellente competenza e profonda dedizione sia dal personale medico che paramedico e ringrazio tutti, commosso, per quello che hanno fatto per me e che ancora fanno per tutti quelli che hanno bisogno delle loro cure, della loro comprensione e, soprattutto, della loro straordinaria carica di umanità. Ringrazio tantissimo la dottoressa Simona Curti, direttore del Pronto Soccorso del N.O.C. e mia amica da sempre che, durante il periodo del mio ricovero, mi è stata quanto mai vicina, comunicando alle mie sorelle le condizioni giornaliere del mio stato di salute, confortandole e rassicurandole. Ha provveduto a farmi riavere i miei effettii personali, lasciati in deposito al Pronto Soccorso di Anzio per la sanificazione e, soprattutto, la ringrazio infinitamente per aver trovato una casa per Nerina, la mio gatta, sistemandola presso la signora Mariangela, una sua cara amica dal cuore d’oro, che l’ha amata incondizionatamente sin dal primo momento e che l’ha accolta in casa come se fosse sempre stata sua.

*Francesco Apicella curatore della Rubrica Spettacolo fattarielle e 'nciuci 

racconta la sua esperienza terribile e angosciosa del Covid-19

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