Continua la vertenza frana contro lo Stato: il Comune di Sarno, per la difesa in Cassazione, sceglie come avvocato l’ex segretario regionale e deputato del Partito Democratico Tino Iannuzzi.
La controversia legata ai risarcimenti per i familiari della frana del 5 maggio 1998 ha già portato ad una precisa pronuncia della Corte di Cassazione. In particolare, la Corte, con più ordinanze, ha espresso il principio di diritto secondo cui il Comune di Sarno è da ritenersi responsabile diretto anche per la condotta omissiva dell’ex sindaco Gerardo Basile. Tuttavia, al protocollo dell’Ente municipale di Sarno, guidato dal sindaco Giuseppe Canfora, continuano ad essere notificati ricorsi alla Suprema Corte di Cassazione. Nell’ultimo periodo, infatti, l’Avvocatura dello Stato ha deciso di continuare ad opporsi alle pronunce della Corte d’Appello di Salerno chiedendo ai giudici di legittimità di attribuire al Comune di Sarno le maggiori responsabilità e, dunque, i maggiori oneri dei risarcimenti dell’alluvione. Pertanto, per assicurare la difesa in giudizio nei nuovi ricorsi, la Giunta municipale del primo cittadino Giuseppe Canfora ha deliberato di affidare gli incarichi legali ad avvocati esterni: due dei cinque ricorsi sono stati affidati, “per le vie brevi”, all’avvocato salernitano, esperto di diritto amministrativo amministrativista, Barbato Iannuzzi, detto Tino, nonché ex segretario regionale e deputato del Partito Democratico ed attuale componente del Direttivo nazionale dei dem. Gli altri ricorsi sono stati assegnati, ai fini della predisposizione di un controricorso, agli avvocati sarnesi Emanuele Esposito e Caterina Ferrara. La questione oggetto di dibattito in Cassazione, come in analoghi ricorsi, trae origine dalle impugnazioni proposte dalle amministrazioni centrali dello Stato, quali la presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno, che hanno ritenuto errate le decisioni del Tribunale civile e della Corte d’Appello di Salerno poiché escludenti la domanda di regresso (accolta solo ai danni dell’ex sindaco Gerardo Basile) nei confronti del Comune di Sarno.
Ad ogni qual modo, sulla materia del contendere esiste già una pietra tombale enunciata con tre ordinanze della Terza Sezione Civile del 12 ottobre scorso, la quale cassando le sentenze di secondo grado e rinviando ad una nuova trattazione in Corte di Appello, ha sancito «Sussiste la responsabilità diretta della pubblica amministrazione per il fatto penalmente illecito commesso dalla persona fisica appartenente all’amministrazione, tale da far reputare sussistente l’immedesimazione organica con quest’ultima non solo in presenza di formale provvedimento amministrativo, ma anche sia stato illegittimamente omesso l’esercizio del potere autoritativo». Tali vertenze assumono un'importante rilevanza in città, stante il pericolo di default finanziario del Comune di Sarno e considerata le corposità delle somme anticipate dallo Stato ai congiunti o ai parenti delle vittime dell’alluvione.