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Nuovo terremoto al Comune di Pagani: corruzione e appalti pilotati, 14 rischiano il processo, coinvolti ex assessori. De Prisco fuori dall'inchiesta

29 Agosto 2025 Author :  

Un nuovo terremoto si abbatte sul comune di Pagani: corruzione in appalti e forniture a favore del clan Fezza-De Vivo ma anche un tentativo di condizionare le elezioni del 2020 a Pagani. Sono queste le accuse mosse a 14 persone che ora rischiano il processo. A chiedere il rinvio a giudizio è la Procura Antimafia di Salerno, nei riguardi di imprenditori ed ex funzionari e responsabili comunali dell’ente. Non rientra nell'inchiesta l'attuale sindaco di Pagani Raffaele De Prisco. Il rinvio a giudizio richiesto dalla Procura antimafia di Salerno, vede coinvolti un ex assessore, imprenditori ed ex funzionari.

Il filone investigativo sul clan, coordinato dal sostituto procuratore Dda, Elena Guarino, riguarda la gestione di alcuni servizi comunali tra il 2021 e il 2022, a Pagani.

Le accuse sono condizionamento elettorale mediante minaccia, falso, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e favoreggiamento. Con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il cuore dell’inchiesta è rappresentato dagli interessi economici del clan attraverso una cooperativa che avrebbe tentato di ottenere appalti e servizi dal Comune.

La cooperativa viene considerata il “cavallo di troia” per infiltrarsi nel tessuto economico ed amministrativo. Gli episodi riguardano affidamenti di servizi e forniture comunali, come lo spazzamento delle strade, del cimitero (così come della concessione di un lotto in cambio di lavori) e della sanificazione durante il periodo Covid. L’udienza dinanzi al Gip è fissata a ottobre. In quella sede, gli imputati potranno chiedere riti alternativi al processo.

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