"È il 1° ottobre e a Sarno la mensa scolastica non è partita. - scrive in una nota il consigliere comunale di opposizione Maria Rosaria Aliberti -
Un fatto gravissimo, non un dettaglio tecnico: è la prova lampante dell’incapacità e della disorganizzazione di questa amministrazione. Mentre in altri comuni i bambini siedono regolarmente a tavola, qui le famiglie devono arrangiarsi con il pranzo a sacco, affrontando disagi enormi soprattutto per le classi a tempo pieno.
Il progetto con i ristoranti di cui si era parlato è saltato. Eppure il contratto di refezione era scaduto già nella primavera 2025: c’era tutto il tempo per predisporre una nuova gara e arrivare preparati all’inizio dell’anno scolastico. Invece no: si è scelto di correre ai ripari a fine settembre, con un affidamento diretto di appena sei settimane, più costoso e meno trasparente".
L'aumento
"Il dato è clamoroso: da 2,98 euro a pasto della gara pubblica del 2022 si passa a 4 euro. Una toppa tardiva che pesa sulle casse comunali e colpisce soprattutto le famiglie meno abbienti, amplificando le disuguaglianze sociali tra i bambini. È una ferita profonda al ruolo della scuola come presidio di uguaglianza e protezione. - aggiunge Aliberti -
La domanda è inevitabile: solo incapacità o volontà di agevolare qualcuno? Perché quando un contratto scade e non si indice per tempo una gara, quando si preferisce la scorciatoia dell’affidamento diretto, il dubbio è legittimo.
Una città che non riesce a garantire neppure il pasto ai bambini abdica al suo ruolo di comunità e tradisce la fiducia dei cittadini.
Il Sindaco Squillante smetta di nascondersi: servono subito risposte concrete e una data certa per l’attivazione del servizio. Le famiglie non possono più aspettare".