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Sarno sciolta per infiltrazioni camorristiche: dopo 33 anni ritorna l'ombra del 1993

04 Giugno 2026 Author :  


Il Consiglio dei Ministri dispone lo scioglimento del Comune. Finisce l'amministrazione Squillante. Dall'era Fasolino al nuovo commissariamento, una pagina che segna la storia della città.

SARNO – Trentatré anni dopo il primo scioglimento per camorra, lo Stato torna a commissariare il Comune di Sarno. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato oggi lo scioglimento dell'ente per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata, accogliendo la proposta avanzata dal Ministero dell'Interno al termine di un lungo e complesso iter ispettivo avviato quasi nove mesi fa.

Una decisione destinata a lasciare un segno profondo nella vita politica e amministrativa della città dell'Agro nocerino-sarnese e che riporta inevitabilmente alla memoria il precedente del 1993, quando il Comune venne sciolto per gli stessi motivi durante l'amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Fasolino. Oggi, a distanza di oltre tre decenni, Sarno si ritrova nuovamente al centro di uno dei provvedimenti più gravi previsti dall'ordinamento repubblicano per contrastare la presenza delle organizzazioni criminali negli enti locali.

Si chiude così, nel modo più traumatico possibile, l'esperienza amministrativa guidata dal sindaco Francesco Squillante, eletto nel giugno 2024 dopo la conclusione anticipata dell'amministrazione di Giuseppe Canfora. Un'amministrazione durata circa due anni, nata con l'obiettivo di aprire una nuova fase politica per la città e conclusasi invece con l'intervento del Governo e il ritorno della gestione commissariale.

La decisione assunta oggi dal Consiglio dei Ministri rappresenta l'atto finale di un percorso iniziato il 15 settembre 2025, quando il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, su delega del Ministro dell'Interno, dispose l'insediamento della Commissione d'accesso incaricata di verificare eventuali collegamenti, diretti o indiretti, tra l'amministrazione comunale e ambienti riconducibili alla criminalità organizzata, nonché la sussistenza di possibili infiltrazioni e condizionamenti capaci di compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa.

L'organismo ispettivo, composto dalla dottoressa Gabriella D'Orso, viceprefetto in quiescenza, dal dottor Roberto Di Legami, dirigente generale della Polizia di Stato in quiescenza, e dal dottor Antonio Arangio, funzionario dell'Amministrazione dell'Interno, avrebbe dovuto concludere il proprio lavoro in tre mesi. Tuttavia, la complessità degli accertamenti rese necessaria una proroga di ulteriori tre mesi, fino al 15 marzo 2026.

Da quel momento si sono susseguiti sei mesi di verifiche su atti amministrativi, procedure urbanistiche, affidamenti, appalti, concessioni e attività dell'ente, culminati nella relazione trasmessa al Viminale e nella proposta di scioglimento approvata oggi dal Governo.

Per Sarno si tratta di un passaggio storico che riapre una ferita mai completamente rimarginata. Dal 1993 al 2026, due scioglimenti per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata separati da trentatré anni, diverse stagioni politiche e numerose amministrazioni comunali. Un dato che conferisce alla decisione odierna un peso istituzionale e simbolico destinato a segnare una delle pagine più delicate della storia recente della città.

La Commissione d'accesso e sei mesi di verifiche

L'attività ispettiva prese formalmente avvio il 15 settembre 2025 quando il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, su delega del Ministro dell'Interno, nominò la Commissione d'indagine prevista dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali.

L'accesso ispettivo aveva una durata iniziale di tre mesi, successivamente prorogata per ulteriori tre mesi fino al 15 marzo 2026. Una proroga che già allora lasciava intuire la complessità delle verifiche in corso.

Nel corso dell'attività la commissione ha esaminato atti amministrativi, procedure urbanistiche, affidamenti, appalti, concessioni, autorizzazioni e l'intera attività dell'ente locale, con l'obiettivo di accertare l'eventuale esistenza di infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata sull'azione amministrativa e sulla gestione della cosa pubblica.

Al termine delle verifiche la relazione conclusiva è stata trasmessa al Prefetto di Salerno e successivamente al Ministero dell'Interno, che ha quindi formulato la proposta di scioglimento accolta oggi dal Consiglio dei Ministri.

Un episodio che scosse Palazzo San Francesco

Tra gli episodi che hanno maggiormente alimentato il dibattito pubblico attorno all'attività amministrativa del Comune vi è stata anche la vicenda legata alla presenza dell'avvocato Rubina Pignataro all'interno del Nucleo di Valutazione dell'ente. Nominata dal sindaco Francesco Squillante il 7 ottobre 2024, la professionista era componente dell'organismo incaricato di valutare l'operato della struttura amministrativa comunale.

La sua posizione finì al centro dell'attenzione dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza di Salerno del 5 marzo scorso che portò all'esecuzione di 28 misure cautelari. Rubina Pignataro, destinataria di una misura interdittiva dai pubblici uffici per nove mesi, è la moglie di Massimo Graziano, ritenuto dagli inquirenti a capo di un gruppo dedito a usura ed estorsioni.

A seguito degli sviluppi investigativi, il sindaco Francesco Squillante dispose con proprio decreto la revoca immediata dell'incarico, richiamando la necessità di garantire il regolare funzionamento del Nucleo di Valutazione, la tutela dell'interesse pubblico e il rispetto delle norme in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa. Una vicenda che provocò inevitabili polemiche e contribuì ad accrescere il clima di attenzione attorno all'attività dell'ente negli ultimi mesi dell'amministrazione.

L'amministrazione Squillante si ferma dopo circa due anni

L'elezione di Francesco Squillante nel giugno del 2024 aveva rappresentato l'inizio di una nuova fase politica per la città.

Il nuovo sindaco era arrivato alla guida del Comune dopo la conclusione dell'esperienza amministrativa di Giuseppe Canfora e in un contesto caratterizzato dalla necessità di rilanciare l'azione amministrativa e portare avanti numerosi progetti strategici per il territorio.

Tuttavia, a poco più di un anno dall'insediamento, l'arrivo della Commissione d'accesso prefettizia cambiò radicalmente il quadro politico e istituzionale.

Oggi, con la decisione del Governo, quell'esperienza amministrativa si interrompe definitivamente sotto il peso di uno scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata.

Il precedente dell'amministrazione Canfora

La vicenda che aveva portato alla fine dell'amministrazione di Giuseppe Canfora era stata invece di natura completamente diversa.

Canfora era stato eletto sindaco nelle consultazioni amministrative del 26 maggio 2019. Successivamente la sua posizione fu interessata da una complessa vicenda giudiziaria culminata nella dichiarazione di decadenza dalla carica.

Nel decreto presidenziale di scioglimento si richiamano infatti la sentenza del Tribunale di Salerno del 27 settembre 2019, confermata dalla Corte d'Appello di Salerno con sentenza n. 2019 del 10 novembre 2022 e divenuta definitiva in seguito alla decisione della Corte Suprema di Cassazione n. 34089 del 2 agosto 2023.

Alla luce di tali pronunce, il Consiglio comunale di Sarno, con delibera n. 46 del 13 ottobre 2023, prese atto della decadenza di diritto di Giuseppe Canfora dalla carica di sindaco ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

Nel decreto firmato dal Presidente della Repubblica il 22 febbraio 2024 si evidenziava come, ai sensi dell'articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali, ricorressero gli estremi per procedere allo scioglimento del Consiglio comunale.

Si trattò però di uno scioglimento meramente tecnico e amministrativo, conseguente alla decadenza del sindaco e non collegato a fenomeni di criminalità organizzata.

A differenza di quanto accade oggi, il Consiglio comunale e la Giunta rimasero in carica con pieni poteri fino alle successive elezioni amministrative. Come previsto dalla normativa, fu la vicesindaca, l'avvocato Eutilia Viscardi, ad assumere definitivamente le funzioni di sindaco facente funzioni.

L'amministrazione proseguì così l'attività istituzionale e il completamento delle progettualità già avviate fino alle elezioni del giugno 2024 che portarono all'elezione di Francesco Squillante.

Il ritorno al 1993

Ma il passaggio che rende ancora più significativa la decisione odierna è il confronto con quanto accaduto oltre tre decenni fa.

Nel 1993 il Comune di Sarno venne sciolto per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata durante l'amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Fasolino.

Quel provvedimento rappresentò una delle prime applicazioni in Campania della normativa antimafia sugli enti locali e segnò profondamente la storia politica della città.

Per anni quel precedente è rimasto una ferita aperta nella memoria collettiva del territorio. Sarno ha attraversato successivamente numerose esperienze amministrative, cambiamenti politici, trasformazioni economiche e sociali, cercando di lasciarsi alle spalle quella pagina dolorosa.

Lo scioglimento deliberato oggi riporta inevitabilmente la città a quel momento storico.

Trentatré anni separano i due provvedimenti. Trentatré anni durante i quali si sono alternate amministrazioni, sindaci e generazioni politiche diverse. Eppure il nome di Sarno torna ancora una volta tra quelli degli enti locali sciolti per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata.

Una nuova gestione commissariale

Con il decreto del Presidente della Repubblica che darà esecuzione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, il Comune sarà affidato a una commissione straordinaria nominata dal Ministero dell'Interno.

Ai commissari spetterà il compito di garantire la continuità dei servizi pubblici, verificare la regolarità dell'attività amministrativa, rafforzare i controlli interni e predisporre le condizioni per il ritorno alla piena normalità istituzionale.

La gestione straordinaria durerà tra diciotto e ventiquattro mesi, con possibilità di proroga nei casi previsti dalla normativa vigente.

Una pagina destinata a entrare nella storia della città

La decisione assunta oggi dal Governo non rappresenta soltanto la conclusione anticipata dell'amministrazione Squillante.

È un evento destinato a entrare nella storia politica e istituzionale di Sarno.

Per la seconda volta nella sua storia recente il Comune viene sciolto per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata. Dal 1993 al 2026, due date che resteranno inevitabilmente legate nella memoria collettiva della città.

Ora Sarno attende di conoscere nel dettaglio le motivazioni contenute nel decreto di scioglimento e nelle relazioni che hanno portato il Governo ad adottare una misura così drastica.

Nel frattempo si apre una fase nuova e delicata, nella quale il compito delle istituzioni sarà quello di ricostruire fiducia, trasparenza e legalità amministrativa, affinché una pagina così dolorosa possa davvero rappresentare un punto di ripartenza per l'intera comunità.

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