CASTEL SAN GIORGIO – Ergastolo per Gerardo Palumbo, il ragioniere di Castel San Giorgio accusato dell'omicidio del 54enne marocchino Msadd Hadraoui, avvenuto nel gennaio del 2023. La sentenza è stata pronunciata ieri dalla Corte d'Assise di Napoli, presieduta dal giudice Maurizio Conte, al termine del processo di primo grado che ha visto l'imputato rispondere delle accuse di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.
I giudici hanno accolto la richiesta avanzata dalla Procura di Nola, che aveva chiesto la pena dell'ergastolo, mentre non è stato confermato l'isolamento diurno di nove mesi richiesto dall'accusa.
Secondo la ricostruzione processuale, il delitto sarebbe avvenuto il 29 gennaio 2023. Palumbo avrebbe attirato la vittima con il pretesto di un viaggio verso l'aeroporto di Napoli-Capodichino per raggiungere Casablanca. Tuttavia, secondo gli inquirenti, non sarebbe mai stato acquistato alcun biglietto aereo. L'uomo avrebbe portato con sé una pistola calibro 38 e condotto Hadraoui in una zona isolata lungo l'autostrada A16, nei pressi di Casalnuovo di Napoli.
Stando all'accusa, l'automobile sarebbe stata parcheggiata vicino al guardrail, impedendo qualsiasi possibilità di fuga alla vittima. In quel contesto sarebbe stato esploso il colpo mortale alla testa. Successivamente, il corpo del 54enne sarebbe stato avvolto in un telo e trasportato nelle campagne di Castel San Giorgio, in località Trivio, dove venne occultato.
Nel corso dell'ultima udienza, Palumbo aveva ribadito la propria innocenza attraverso dichiarazioni spontanee. La difesa aveva sostenuto una versione alternativa dei fatti, attribuendo il delitto a un gruppo di nordafricani coinvolti in una presunta vicenda legata all'immigrazione clandestina e a debiti economici che avrebbero interessato sia l'imputato sia la vittima.
La Corte d'Assise ha però ritenuto fondata la tesi sostenuta dalla pubblica accusa, pronunciando la condanna al carcere a vita. La sentenza dispone inoltre il risarcimento dei danni ai familiari della vittima, costituiti parte civile e assistiti dall'avvocato Manuel Capuano, oltre alle ulteriori misure accessorie previste dalla legge.
Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto nelle prossime settimane, la vicenda giudiziaria proseguirà davanti alla Corte d'Assise d'Appello, dove la difesa potrà impugnare il verdetto di primo grado.