Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comune di San Valentino Torio contro l'Autorizzazione Unica n. 118 del 4 marzo 2026, rilasciata per una variante in corso d'opera relativa alla realizzazione di un opificio destinato alla lavorazione di prodotti agricoli D.O.P.
Al centro della vicenda vi è un complesso procedimento amministrativo che intreccia pianificazione urbanistica, autorizzazioni edilizie e il progetto del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP), promosso dal Comune attraverso lo strumento del project financing.
L'amministrazione comunale aveva infatti avviato nel 2024 il percorso per la realizzazione del PIP con il coinvolgimento di operatori privati. Dopo la valutazione favorevole della proposta presentata da Ipiemme S.p.A., erano stati approvati il progetto di fattibilità, il piano economico-finanziario, la convenzione e il disciplinare per l'assegnazione delle aree. Successivamente era stata indetta la gara pubblica, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 10 febbraio 2026.
Nel frattempo, la società Solania S.r.l. aveva richiesto una variante al titolo autorizzativo già ottenuto nel 2024, prevedendo un ampliamento dell'intervento su aree contigue. La Conferenza di Servizi ha concluso positivamente l'istruttoria, rilasciando l'Autorizzazione Unica nonostante il dissenso espresso dal Comune.
Secondo l'amministrazione comunale, il nuovo provvedimento avrebbe compromesso la pianificazione del PIP, interferendo con una procedura di project financing ormai consolidata e giunta alla fase di aggiudicazione. Nel ricorso sono stati contestati presunti profili di violazione di legge, eccesso di potere, difetto di istruttoria e di motivazione, oltre alla mancata considerazione del dissenso comunale e alla presunta violazione dei principi di buon andamento e leale collaborazione tra amministrazioni.
Il TAR, tuttavia, non è entrato nel merito delle contestazioni. I giudici amministrativi hanno infatti rilevato che l'atto impugnato costituisce una semplice variante di un'autorizzazione originaria rilasciata nel 2024, mai contestata dal Comune nei termini previsti dalla legge.
Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa, un provvedimento modificativo o accessorio non può essere impugnato autonomamente se il titolo originario, da cui esso deriva, non è stato tempestivamente impugnato. Proprio questo principio ha portato il Tribunale a dichiarare il ricorso inammissibile.
Nel frattempo il Comune ha proseguito iter senza attendere sentenza
Nel frattempo, però, l'iter del Piano per gli Insediamenti Produttivi è proseguito. Con determinazione del 9 giugno 2026 il Comune di San Valentino Torio ha approvato gli atti di gara e disposto l'aggiudicazione definitiva della concessione per la realizzazione del PIP mediante finanza di progetto. L'intervento, del valore complessivo di circa 91,5 milioni di euro, è stato affidato alla costituenda Associazione Temporanea di Imprese guidata da Ipiemme S.p.A., insieme a Val. Cost. Srl e Val. Gest. Srl, unica concorrente in gara. L'aggiudicazione è avvenuta dopo il completamento delle verifiche sui requisiti dell'operatore economico e rappresenta un passaggio decisivo verso la sottoscrizione della convenzione e l'avvio dell'intervento.
La sentenza del TAR, dunque, lascia pienamente valida l'autorizzazione rilasciata per la variante dell'opificio Solania, mentre parallelamente il Comune porta avanti il proprio progetto di sviluppo dell'area PIP attraverso il project financing. Si tratta di due procedimenti amministrativi distinti ma strettamente collegati sotto il profilo urbanistico, destinati a incidere sul futuro assetto produttivo del territorio di San Valentino Torio.