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Sarno, il Pd attacca Bicchielli e Aliberti: scontro sullo scioglimento del Comune. La dura replica dell'ex consigliera

22 Luglio 2026 Author :  

Sarno, scontro totale. Il Pd attacca un parlamentare della Repubblica e gli attribuisce un ruolo nello scioglimento del Comune. Aliberti: "Accusa grave, si mette in discussione il funzionamento delle istituzioni dello Stato"

Sale di tono lo scontro politico a Sarno. Nel mirino del Partito Democratico finisce direttamente l'onorevole Giuseppe Bicchielli, indicato nel comunicato dei dem come il protagonista del percorso culminato con lo scioglimento del Consiglio comunale, attraverso l'interrogazione parlamentare presentata nel marzo 2025. Un'accusa politica pesante, perché individua nell'iniziativa di un parlamentare della Repubblica uno degli elementi che avrebbe condotto al provvedimento adottato dallo Stato.

Una ricostruzione respinta con decisione da Maria Rosaria Aliberti, che ribalta il fronte della polemica. Nella sua replica sostiene che attribuire a un'interrogazione parlamentare la responsabilità dello scioglimento del Comune significa travisare il funzionamento delle istituzioni, ricordando che lo scioglimento è il risultato di un'articolata istruttoria degli organi dello Stato e del successivo decreto del Presidente della Repubblica. Da qui l'affondo finale contro il Pd, accusato di aprire una polemica contro un parlamentare della Repubblica invece di confrontarsi con le motivazioni contenute nella relazione prefettizia e negli atti che hanno portato allo scioglimento.

La nota del Partito Democratico che attacca Bicchiellie e Aliberti e la Commissione Straordinara che non ha ricevuto il Pd 

"Il Partito Democratico di #Sarno esprime profondo disappunto e forte preoccupazione per quanto appreso nelle ultime ore. - si legge nella nota del Pd di Sarno -

All'indomani dell'insediamento della Commissione Straordinaria, in un'ottica di collaborazione istituzionale, il Segretario cittadino e gli ex amministratori del Partito Democratico avevano richiesto un confronto formale con i Commissari, che finora non hanno ancora dato risposta.

Apprendiamo, invece, che, nella giornata di ieri, la triade commissariale ha ricevuto l'ex consigliera di Forza Italia, avv. Maria Rosaria Aliberti, accompagnata dall'onorevole Giuseppe Bicchielli, che, attraverso l'interrogazione parlamentare del marzo 2025, ha rivestito un ruolo da protagonista nel percorso culminato con lo scioglimento del consiglio comunale di Sarno.

Non è chiaro in quale veste agiscano, nè quale contributo concreto possano apportare al lavoro della Commissione, l'onorevole Bicchielli e l'ex consigliera Aliberti, tanto più se - stando alle dichiarazioni di quest'ultima - oggetto della discussione sia stato il ripristino della legalità e delle regole democratiche, violate, a dire dell'avv. Aliberti, da oltre dieci anni, per gran parte dei quali la stessa ha rivestito la carica di Presidente del consiglio comunale.

Ciò che è evidente è, al contrario, una manifesta disparità di trattamento, che non giova alla serenità che deve guidare il delicato compito affidato all'organo straordinario, nei cui confronti il Partito Democratico rinnova il massimo rispetto.

Nell'auspicio che la Commissione Straordinaria operi con assoluta equidistanza ed imparzialità, garantendo uguale ascolto, dignità e rispetto a tutte le forze politiche, il Partito Democratico di Sarno rinnova la propria disponibilità alla cooperazione istituzionale ed assicura che vigilerà, come sempre, sul rispetto della legalità".

LA DURA REPLICA DELLA ALIBERTI

ALIBERTI AL PD: “SE ANCORA NON SI COMPRENDONO LE RAGIONI DELLO SCIOGLIMENTO, IL PROBLEMA È PIÙ PROFONDO DI QUANTO SI VOGLIA AMMETTERE”

'Ho letto il comunicato diffuso dal Partito Democratico in merito all'incontro avuto con la Commissione Straordinaria insieme all'on. Pino Bicchielli.
Ritengo singolare che, di fronte a un confronto istituzionale dedicato esclusivamente ai problemi della città e alle possibili prospettive di rilancio di Sarno, il Partito Democratico abbia scelto di spostare il dibattito dalle questioni sostanziali alle persone.
L'incontro si è svolto alla luce del sole, è stato reso pubblico e aveva un unico obiettivo: consegnare alla Commissione Straordinaria un contributo sulle principali criticità della città. I fatti parlano da soli.
Francamente sorprende che si voglia alimentare una polemica su un incontro richiesto da un parlamentare della Repubblica. L'on. Pino Bicchielli ha ritenuto doveroso rappresentare alla Commissione Straordinaria, insieme alla sottoscritta, alcune delle principali criticità che interessano Sarno. È difficile comprendere quale possa essere il motivo di una simile contestazione.
Colgo, invece, l'occasione per ribadire il mio ringraziamento all'on. Pino Bicchielli, che in questi mesi ha dimostrato una costante vicinanza a Sarno e una disponibilità concreta nei confronti del territorio. La sua attenzione non si è limitata a dichiarazioni di principio, ma si è tradotta in un impegno istituzionale concreto, testimoniato anche dalle due interrogazioni parlamentari presentate sulla vicenda di Sarno, e non da una soltanto, come erroneamente riportato.
Sorprende, inoltre, che si tenti di attribuire a una di quelle interrogazioni la responsabilità dello scioglimento del Comune. Una simile ricostruzione non rende giustizia né alla serietà delle istituzioni né al procedimento previsto dalla legge. Lo scioglimento di un Consiglio comunale è il risultato di un'articolata istruttoria svolta dagli organi dello Stato e culminata nel decreto del Presidente della Repubblica. L'on. Pino Bicchielli ha semplicemente svolto il ruolo che compete a un parlamentare della Repubblica: portare nelle sedi istituzionali le questioni che riguardano il territorio. Trasformare questo in un motivo di polemica significa perdere di vista ciò che davvero interessa ai cittadini.
Ringrazio ancora una volta anche la Commissione Straordinaria e, in particolare, il dott. Raffaele Cannizzaro, per la disponibilità e l'attenzione con cui è stato accolto il contributo che abbiamo ritenuto di offrire nell'interesse esclusivo della città.
Non ho mai avuto alcuna difficoltà a parlare del mio percorso amministrativo, perché ritengo che la trasparenza debba valere innanzitutto per chi ricopre ruoli pubblici.
Ho ricoperto la carica di Presidente del Consiglio comunale dal 2014 al 2019. Sarebbe però sufficiente leggere con attenzione la relazione prefettizia per verificare anche la cronologia dei fatti richiamati a fondamento dello scioglimento. Dal 2019 non ricoprivo più la Presidenza del Consiglio comunale ed ero all'opposizione. Né ho alcuna intenzione di sottrarmi a una riflessione sul mio percorso politico, ma pretendo che esso venga ricostruito correttamente. Prima di lanciare accuse o insinuazioni, basterebbe leggere con attenzione la relazione prefettizia e rispettare la cronologia dei fatti.
C'è, però, un ultimo aspetto che ritengo doveroso sottolineare. Continuare, ancora oggi, a sostenere che non siano chiare le ragioni dello scioglimento del Consiglio comunale significa non aver compreso o non voler comprendere, il contenuto della relazione prefettizia e del decreto del Presidente della Repubblica. Quegli atti non descrivono un episodio isolato, ma un sistema di condizionamenti e di gravi anomalie amministrative ritenuto dallo Stato incompatibile con il regolare funzionamento dell'ente.
Ed è proprio questo il punto che, a mio avviso, dovrebbe far riflettere tutti. Quando un certo modo di amministrare viene considerato normale al punto da non riconoscerne più la gravità, significa che si è smarrito il senso stesso della legalità. È questa la vera sfida che Sarno è chiamata ad affrontare oggi: ricostruire una cultura amministrativa fondata sul rispetto delle regole, sulla trasparenza e sull'imparzialità.
Se ancora oggi non si comprendono le ragioni dello scioglimento, allora il problema è più profondo di quanto si voglia ammettere.
Mi permetto, infine, una riflessione politica. In questi mesi non ho letto dal Partito Democratico prese di posizione altrettanto decise sulle tante questioni sostanziali che riguardano Sarno. Oggi, invece, si sceglie di aprire una polemica nei confronti di un parlamentare della Repubblica e di una consigliera comunale che hanno semplicemente portato all'attenzione della Commissione Straordinaria le criticità della città. Personalmente ritengo che i cittadini si aspettino altro dalla politica: idee, proposte e contributi concreti, non polemiche sterili.
È proprio per questo che continuo a ritenere che la priorità assoluta non sia discutere di chi venga ricevuto dalla Commissione Straordinaria, ma lavorare affinché Sarno ricostruisca una cultura della legalità. Perché il vero tema, oggi, non è alimentare nuove polemiche, ma fare in modo che quanto accaduto non possa più ripetersi. Su questo terreno continuerò a dare il mio contributo, con senso delle istituzioni e nell'interesse esclusivo della città".